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Targhe alterne, parte della maggioranza chiede la revoca immediata dell’ordinanza

La decisione della giunta comunale di Pescara, guidata dal sindaco Marco Alessandrini, di istituire la circolazione a targhe alterne sembra piacere davvero a pochi e anche parte della maggioranza di centrosinistra che sostiene il governo del primo cittadino si pone in opposizione a questa scelta, che a questo punto sorge spontaneo chiedersi da dove venga imposta.

Gli ultimi, in ordine di tempo, a chiedere la revoca immediata dell’ordinanza che entrerà in vigore a partire da martedì 12 gennaio per durare fino a giovedì 31 marzo, sono i due presidenti delle Commissioni Comunali Mobilità, Francesco Pagnanelli, e Ambiente, Fabrizio Perfetto, entrambi del Pd. In precedenza già Confcommercio e Confesercenti (di cui fanno parte altri 2 consiglieri comunali targati Pd, Piero Giampietro e Leila Kechoud) avevano mostrato una netta contrarietà tanto che da annunciare forme di protesta eclatanti. Se a ciò si aggiunge anche la posizione di Sel che ritiene le targhe alterne solo un primo passo ma non la soluzione del problema, resta da capire da chi sia sostenuta l’idea delle targhe alterne.

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Pagnanelli_Perfetto

Secondo i presidenti delle due commissioni comunali, la limitazione sarebbe inutile e priva di senso poiché, come pare, i valori dell’inquinamento dell’aria sarebbero scesi al di sotto della soglia di allerta.

«In questo contesto», ribadiscono Pagnanelli e Perfetto, «ci preme sottolineare l’assoluta necessità di studiare e predisporre misure che siano veramente alternative e di impatto contro la pericolosa concentrazione di polveri sottili nell’aria pescarese e che risolvano alla radice il problema dell’inquinamento atmosferico. Riteniamo che la soluzione delle targhe alterne, come già visto in altre città italiane, in ultimo Roma e Milano, non risolva il problema, ma crei soltanto disagi alla cittadinanza, costretta a rinunciare completamente all’auto senza però disporre di soluzioni alternative come una rete di mezzi pubblici realmente efficiente e funzionale su tutto il territorio comunale. Nel caso in cui, nei prossimi giorni, dovessero registrarsi ulteriori superamenti dei limiti di micropolveri che metterebbero a rischio la salute pubblica, non esiteremmo a proporre misure emergenziali come il blocco totale del traffico cittadino».

Pagnanelli si dice inoltre in «contraddizione assoluta con la motivazione addotta dal sindaco e dal vice sindaco relativamente alla natura, non emergenziale bensì “strutturale”, del provvedimento in questione», mentre Perfetto sottolinea come Pescara «abbia bisogno urgente di un piano traffico serio che risponda alle esigenze dell’intero territorio comunale e che venga incontro ai bisogni non solo dei cittadini del centro, ma anche di chi abita nelle zone collinari della città prive di un adeguato servizio di mezzi pubblici. Con la circolazione a targhe alterne un’intera fetta della nostra città si troverebbe tagliata fuori, subendo grossi disagi e nessun vantaggio».

Polemiche provengono anche dall’opposizione, con il Movimento 5 Stelle che giudica la scelta delle alterne come una soluzione per salvare la faccia da parte dell’amministrazione di centrosinistra. «Questo provvedimento purtroppo non avrà la capacità di incidere concretamente sulla riduzione di polveri sottili presenti in città», affermano i consiglieri 5 stelle, «da fonte Legambiente, le cause della presenza di Pm10 nelle città italiane sono da attribuirsi per il 43 per cento al riscaldamento di edifici, per il 18 per cento all’industria e solo per il 17 per cento ai trasporti su strada. Dalla lettura di questi dati è evidente che fermare per due giorni a settimana la metà delle macchine circolanti in città, in fasce orarie (9.00-12.30;15.30-18.30) che non comprendono le ore di punta del traffico cittadino, servirà a ben poco dal punto di vista delle riduzioni di Pm10. Quello che un’amministrazione seria e competente dovrebbe fare è un piano di risanamento dell’aria, con la stesura di un insieme di interventi di breve, medio e lungo periodo per incidere drasticamente nel limitare la produzione di Pm10 e cercando di venire incontro ai cittadini più colpiti dai provvedimenti anti-inquinamento».