Ultimo aggiornamento lunedì 19 Ago 2019 19:59
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Debora Cappa: «Scrivere versi è come tentare di fermare in quell’attimo, l’indefinito…»

Debora Cappa, giovane scrittrice e poetessa pescarese di talento nonché dall’animo assai profondo, autrice di ben 4 raccolte di liriche, ci racconta della sua passione per la poesia, delle sue opere e dei suoi progetti futuri.

Come nasce la sua passione per la poesia?

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«Nasce sui banchi di scuola, dall’incontro con gli studi classici, che hanno accresciuto in me la naturale inclinazione verso il gusto del “bello” e l’arte in genere. Non ha tuttavia origini emulative, nonostante i paralleli rilevati dalla critica con nomi illustri quali Pindaro, Saba, Ungaretti, Montale, Calvino. Ravviso piuttosto le radici di questa passione in un bisogno ancestrale.
Scrivere versi per me è come tentare di fermare in quell’attimo l’indefinito, che fa brillare d’eterno il finito e lambire così il ponte dell’irraggiungibile».

Qual è lo stile che predilige nelle sue opere?
«Prediligo uno stile asciutto, diretto, che, con incisività e ritmo serrato, sincopato, possa avvicinare il lettore concettualmente ed emotivamente senza farlo annaspare in intrichi ridondanti di parole, magari sfoggiate, ricercate in modo ossessivo e spesso vuoto. Mi avvalgo a tal proposito di simboli, allegorie, flash, barlumi, ossimori e della forza icastica di immagini nitide ed immediate».

Ha pubblicato ben 4 raccolte di liriche. Potrebbe dire una frase o una parola che racchiude per ciascun libro ciò che ha voluto trasmettere attraverso di esse?
«Racchiudere in una frase o in una parola ciò che intendo trasmettere con le mie opere mi risulta alquanto difficile perché non riuscirei a coglierne tutte le sfaccettature. Ci proverò partendo da un’ illustrazione sommaria del contenuto cardine di ciascuna.
Il Carnevale della Vita è basato sulla ricerca del senso dell’esistenza, oltre l’illusione della conoscenza ordinaria del vivere quotidiano. Vorrei quindi esortare ad andare al di là delle apparenze di una realtà spesso fittizia, in cui le persone sono quasi attori, che indossano maschere per celare sia i buoni sia i cattivi sentimenti, molto spesso temendo di non essere accettate così come sono veramente. Amore, l’Incompiuto è inteso come entità universale in continuo divenire, che, pur trasformandosi, non si esaurisce. Non bisogna dunque arrendersi, perché esso è come un’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri e ha un immenso campo d’azione, per cui non va considerato semplicemente come discorso a due, ma in senso lato per l’arte, la poesia, la recitazione, la natura, la tradizione, la terra natia e il rapporto tra animali, anche a confronto con quello della nostra specie.
L’Anima e il Mare è una mia focalizzazione idealistica della natura. Ciò che voglio trasmettere è la mia personale visione della spiritualità, in quanto la natura, nella sua aurea di potenza ed estasi, assurge a consolatrice dell’anima e protettrice dell’esistenza, visto che in essa è fortemente ravvisabile l’elemento divino. Il Corpo e la Terra illustra, attraverso bozzetti, aspetti realistici, talvolta tristemente meschini, del comportamento umano. Ho cercato di evidenziare l’universalità delle sofferenze amorose affinché si venga spronati a superare le debolezze dell’animo umano e, appoggiandosi l’un l’altro, si rafforzi la solidità fisica dell’umanità personale a livello globale».

Qual è la poesia a cui si sente più emotivamente legata e perché?
«Non c’è una poesia in particolare a cui mi senta emotivamente legata in assoluto. Le mie preferenze variano di volta in volta, in base ai periodi, agli umori, agli stati d’ animo… Al momento, potrei tuttavia menzionare “Sfiorar l’Anima“, inclusa nella mia opera prima Il Carnevale della Vita. In un periodo storico in cui precarietà e mercificazione imperano su tutto, perfino sui sentimenti, vorrei potesse essere salvaguardato ciò che in essi c’è di divino e di eterno, per non farci condurre all’autodistruzione globale».

Quanto c’è di autobiografico nelle sue poesie?
«Tutto ciò che colpisce la mia sfera emotiva, ancor più se induce all’ introspezione, diventa potenziale spunto per le mie composizioni poetiche. Non posso tuttavia negare ci sia qualcosa di autobiografico, dal momento che considero la scrittura un potente mezzo analitico per conoscere gli angoli più reconditi di se stessi. L’ intento che in ogni caso mi prefiggo sempre di raggiungere è di concepire in veste universale».

Progetti futuri?
«Nei progetti futuri c’è l’idea di pubblicare nuove raccolte, scegliendole tra le numerose sillogi ancora inedite.
Intendo inoltre divulgare anche le mie opere attraverso forme di collaborazioni artistiche con professionisti di altri settori. Credo sia il modo ideale per valorizzare talento e creatività di ciascuno, accrescendo l’effetto comunicativo e emozionale nei confronti degli astanti, perché possano beneficiarne al meglio».

Dove possiamo seguire la sua attività artistica?
«Chiunque desideri seguire la mia attività artistica, può avere informazioni dettagliate da internet.
In particolare navigando sul sito da me ideato e realizzato, ci sono, distinti in sezioni, articoli di giornali cartacei e non, recensioni su ciascuna raccolta poetica, pareri di critici letterari, premi conseguiti, copertine dei 4 libri e retro con descrizioni di contenuto e stile, alcune poesie, foto e notizie su futuri incontri con il pubblico, interviste web, audio e video, partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive, nonché a manifestazioni culturali, importanti collaborazioni artistiche, dettagli sui punti vendita, anche online e collegamenti per ulteriori approfondimenti, tra cui spiccano il canale Youtube , specialmente per alcuni filmati di qualche reading, la mia pagina e il mio profilo facebook per un contatto diretto».


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