Ultimo aggiornamento lunedì 20 Ago 2018 15:13
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Mettono in vendita trattore online e ricevono pagamento, ma il mezzo agricolo non esiste

Avrebbero messo in vendita un trattore su internet, facendosi pagare un anticipo di 2.500 euro da un ignaro acquirente, senza però essere in possesso del mezzo agricolo venduto: questa, in estrema sintesi, la truffa perpetrata da due persone in Abruzzo scoperta dai carabinieri a Silvi.
In manette sono finiti FP, 66enne di Silvi, e L.F., 52enne di San Severo, entrambi già noti alle forze dell’ordine, e arrestati nella flagranza del reato di truffa aggravata.

Tutto ha avuto inizio quando, alle ore 16 di ieri, lunedì 12 febbraio, i militari della cittadina in provincia di Teramo hanno individuato due persone “sospette” all’uscita di un ufficio postale, le quali avevano appena riscosso un vaglia postale da 2.500 euro.

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Alla luce dell’ingente somma riscossa, i militari hanno avviato una serie di accertamenti in base ai quali sarebbero stati confermati i loro sospetti.
Secondo l’esito delle indagini, infatti, i due nei giorni precedenti avevano provveduto a mettere un annuncio online su un sito che si occupa proprio di commercio su internet, un trattore agricolo al prezzo di 4mila euro.

Mezzo agricolo, non esistente nella realtà, o comunque non in possesso dei due arrestati.
Alla luce del prezzo particolarmente vantaggioso del mezzo, un utente, un agricoltore aquilano, avrebbe avviato una trattativa per il suo acquisto, a conclusione della quale i due truffatori avrebbero richiesto il pagamento di un anticipo in modo tale da “bloccare” il mezzo e garantire la vendita alla vittima.

Ecco il particolare stratagemma utilizzato dai due arrestati per “raggirare” l’ignaro agricoltore, come spiegato dai carabinieri:

in seguito alla compravendita avviata via internet, veniva chiesto alla vittima del raggiro di effettuare un vaglia postale a titolo di acconto per bloccare la merce, e poi di inviare copia della ricevuta del vaglia postale con i codici coperti come assicurazione dell’avvenuto versamento dell’acconto pattuito. In seguito, al truffato veniva inviata una e-mail con un finto link di Poste Italiane in cui veniva richiesto, per conferma del vaglia, l’inserimento dei relativi codici, che però venivano inviati non certo a Poste Italiane ma ai truffatori, che immediatamente dopo si recavano alla posta per riscuotere i 2.500 euro del vaglia di acconto.

Nelle successive indagini partite dall’episodio appena descritto, i militari hanno inoltre scoperto che i due arrestati sarebbero dei veri e propri abili truffatori seriali, e che avrebbero perpetrato altri raggiri ai danni di diverse altre vittime.
Arrestati in flagranza di reato, i due sono stati messi a disposizione della Procura della Repubblica del Tribunale di Teramo. Il Maggiore dei carabinieri Vincenzo Marzo analizza così l’intera vicenda, fornendo anche alcuni utili consigli per evitare di diventare vittime di raggiri e truffe:

Per gli acquisti on line i carabinieri consigliano sempre di affidarsi a transazioni sicure, optando per pagamenti su circuiti che offrono assicurazioni contro le truffe, e di verificare sempre i feedback dei venditori, che devono essere elevati come numero e positivi come soddisfazione dei clienti che hanno già fatto acquisti dallo stesso venditore.