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Montesilvano, Comune costretto a pagare 300mila euro per un esproprio di 30 anni fa

Il Comune di Montesilvano è stato condannato a pagare quasi 300.000 euro per due terreni espropriati a privati tra il 1980 e il 1982. A Palazzo di Città è stato recapitato un sollecito di pagamento relativo a una sentenza su un altro esproprio eseguito senza prevedere la relativa copertura finanziaria. Nello specifico, leggendo la sentenza, il Comune dovrà risarcire 240.000 euro ai quali si aggiungono 43.000 euro circa di spese legali, più i costi di registrazione delle sentenze e gli interessi maturati fino a oggi.

I terreni oggetto della sentenza si trovano tra via Chiarini e via Vestina nella zona di comparto 17 del Piano Zona 1. Le aree, di una superficie totale di 1934 mq, vennero espropriate a tre privati tra il 1980 e il 1982 per degli interventi di edilizia convenzionata, ossia per costruire la cooperativa edilizia Mazzini, composta di 9 alloggi duplex a schiera. Gli espropri non vennero perfezionati anche perché nel 1983 subentrò una nuova legge per la quale l’indennità di esproprio doveva essere misurata sul valore venale del terreno.

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«Ancora una volta dobbiamo fare i conti con la superficialità delle scelte amministrative del passato», dice il sindaco Francesco Maragno, «che si ripercuote duramente sulla già precaria e difficile condizione finanziaria dell’ente, provata da debiti che continuano ad accumularsi sulle casse comunali, riducendo conseguentemente la possibilità di azione amministrativa».