Ultimo aggiornamento domenica 29 Mar 2020 18:54
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Funerali Valter Iannascoli: ecco quando ci sarà l’ultimo saluto al giornalista sportivo

Funerali Valter Iannascoli: ecco quando ci sarà l’ultimo saluto al giornalista sportivo pescarese morto oggi, martedì 3 marzo.
Nella giornata odierna è infatti scomparso il volto noto del giornalismo pescarese e abruzzese, padre di Danilo, dirigente legato ai colori biancazzurri del calcio a 11 e del futsal.

Valter è venuto a mancare oggi all’età di 86 anni.
Marito di Alessandra e padre di Danilo e Fabrizio, lascia i nipoti Chiara, Alessandro, Marco, Matteo e Valter, e i nipotini Diego ed Edoardo.

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I funerali di Valter Iannascoli si terranno nella giornata di domani, mercoledì 4 marzo, nella chiesa dello Spirito Santo di Pescara alle ore 15.
La camera ardente è stata invece allestita nell’obitorio dell’ospedale civile di Pescara.

Qui di seguito il ricordo di Iannascoli e il saluto di Massimo Renella:

Ci sono dei momenti oltremodo difficili nella vita di ognuno di noi, quando trovare le parole per salutare un maestro, nel suo ultimo viaggio, diventa compito arduo sino alle lacrime. Oggi è uno di quei momenti, perché non ci saranno mai parole giuste o sufficienti per raccontare Valter Iannascoli e la sua straordinaria testimonianza di vita. Per onorare Valter, infatti, ogni parola è superflua. Lo onora la sua condotta di uomo appassionato per lo sport e di testimone prezioso di un’epoca straordinaria quanto irripetibile. La mia parola è pertanto inadeguata, lo so, altro titolo non ho se non quello di avere goduto indegnamente della sua stima ma è in momenti come questi
che onorare la vita di un grande sportivo come Valter è un dovere anche a rischio di dare solo un profilo parziale della sua grandezza umana.
Valter era figlio di un’epoca lontana dalla vanità e dai clamori attuali, un’epoca che considerava lo sport come una palestra che servisse a preparare i giovani alla lotta per la vita, un’occasione di crescita e non uno strumento di arricchimento per avventurieri e mercanti. Era figlio di una generazione nata dalla guerra e che nello sport aveva visto l’occasione di un riscatto collettivo e mai individuale. Uno sportivo vero, che amava praticare e raccontare tutti gli sport, dal calcio al basket, dalla pallanuoto al ciclismo. Valter fu atleta e socio del circolo canottieri “La Pescara”, fu anche uno dei fondatori della Amatori Pescara Basket e, insieme ai suoi fratelli Sergio e Giancarlo, della Virtus Pescara, squadra che giocava e si allenava al “Rampigna” e che fu vera fucina di talenti e campioni, come il compianto Bruno Pace.
Valter era un cronista sportivo di lungo corso, decano di una professione che ha servito sempre con grande dignità, eccezionale passione e tanti sacrifici sin dal 1973. Redattore, del Corriere Adriatico, corrispondente di numerose testate sportive, è stato lo speaker ufficiale del Pescara calcio dai primi anni 70, tra i primi a cimentarsi anche nelle vesti di telecronista e radiocronista al seguito della prima grande epopea del Pescara che seppe raccontare senza retorica ma con sincera e partecipe passione identitaria. La sua voce era la voce del Pescara, la voce di tutti i
pescaresi e ha continuato ad esserlo anche quando nel 1984 ha passato il testimone a suo figlio Danilo. Una lungo filo rosso che che partendo da Valter ha unito tre generazioni, visto che Danilo, come suo padre, lasciò a suo figlio Matteo il compito di accompagnare e sostenere a voce alta e possente le vittorie dei biancazzurri.
Caro Valter, grazie per tutto questo ma soprattutto per le tue memorabili radiocronache, effettuate grazie alle “primitive” tecnologie di trasmissione di quei tempi e poi ancora filtrate sulle frequenze delle prime radio libere pescaresi. Grazie a nome di tutti, soprattutto di coloro che per necessità non partirono alla volta di Bologna per sostenere i ragazzi di mister Cadè e che attraverso la tua voce vissero in trepida attesa una delle emozioni più esaltanti della loro vita. Quel giorno il tuo racconto appassionato attraversò la penisola sino a raggiungere l’Adriatico e i gracchianti megafoni degli stabilimenti balneari. Per 90’ fosti capace di mettere a tacere i mille juke-box della costa e persino le onde del mare, che seppero appiattirsi in un silenzio irreale, almeno sino al tuo tempestoso urlo liberatorio di vittoria “Pescara è nell’Olimpo!”. Grazie Valter, non esistono registrazioni di quella radiocronaca ma chiunque ebbe la fortuna di ascoltarla seppe a sua volta raccontarla ai figli e ai figli dei figli, tanto che quel ricordo vive ancora e continuerà a vivere a lungo, almeno sino a quando la passione per il calcio e per il Pescara continuerà ad esistere nei cuori della gente.
Caro Valter, Pescara ti ringrazia dal profondo del cuore.

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