Ultimo aggiornamento lunedì 16 Set 2019 16:37
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Giulio Tolli: «Per diventare fotografi bisogna crederci fino alla fine»

Giulio Tolli, 25 anni, fotografo professionista, vincitore della categoria Fashion Uomo per #Iga2014, innamorato perso di ogni genere di fotografia che colpisce, che sa trasmettere un qualcosa di significativo, ci ha raccontato delle sue prime esperienze, del concorso Instagram e dei suoi progetti futuri.

Giulio, com’è nata la sua passione per la fotografia? 

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«La mia passione per la fotografia è nata nel periodo in cui frequentavo ancora l’Università. Facevo foto utilizzando Instagram, principalmente. Poi ho cominciato ad appassionarmi nel trovare l’inquadratura giusta o quel qualcosa che colpisce rispetto a ciò che invece non impressiona più di tanto. Più in là, mi sono reso conto che mi piaceva davvero tanto e volevo fare seriamente questo lavoro. Sono stato fortunato perché il mio attuale collega aveva uno studio fotografico e mi ha proposto di cominciare a lavorare con lui. Ho quindi frequentato qualche corso base di fotografia per imparare a utilizzare al meglio la macchinetta fotografica, poiché fino a quel momento avevo fatto scatti solo con il cellulare e così ho intrapreso la carriera di fotografo professionista».

Per vedere la Galleria di Foto di Giulio Tolli, cliccare sull’immagine qui in basso:

Giulio Tolli foto 3

Che tipo di paesaggi ama fotografare? 

«Ho iniziato con la fotografia paesaggistica e per renderla più particolare ho deciso di abbinare al paesaggio un racconto, iniziando a fotografare quei panorami che per me significavano qualcosa, attraverso le cui immagini riuscivo a raccontare un qualcosa che non era soltanto bello da guardare, ma andava ben oltre. Per intenderci, volevo fermare quel momento in cui ci si trova in un determinato luogo, emozioni e tutto ciò che esso comprende, cercando di trasmettere non solo il paesaggio bello ma quello che si può provare attraverso la fotografia paesaggistica. Stessa cosa abbinando un soggetto, una sorta di racconto visivo: non fotografare, quindi, soltanto la montagna ma la montagna mentre c’è un bel tramonto oppure mentre c’è qualcuno che si trova in quel paesaggio».

Che cosa le piace mettere a nudo dell’essere delle persone?

«Quando ho iniziato a lavorare, ho detto a me stesso: “Non fotograferò mai persone, ritratti, modelle.” Col tempo, però, ho capito che anche attraverso quegli scatti è possibile raccontare un qualcosa e quindi, più che fotografare la modella o il modello messi in posa in maniera statica, cerco di dare sempre un’interpretazione di story-telling, raccontando il momento, cercando di catturare la spontaneità, un gesto mentre una persona compie una determinazione azione, sempre perché mi piace realizzare foto in cui venga fuori la dinamicità e non la staticità della persona stessa».

Lei è seguitissimo su Instagram, ed è stato tra i vincitori dell’#Iga2014. Com’è stata questa esperienza?

«Ho partecipato a questo Premio Nazionale aperto a tutti, basato sulle votazioni delle foto da parte dei fan e ho vinto un piccolo premio simbolico ma la gioia è stata vincere perché votato dalla gente».

Lei tiene dei corsi di fotografia?

«Sì, teniamo dei corsi nel mio studio Photo Zone a Montesilvano, all’interno del centro Porto Allegro. Si parte dal corso base al corso avanzato, utilizzo di Photoshop, foto in studio ecc. Facciamo delle piccole classi, di massimo 5 o 6 alunni in modo da poterli seguire adeguatamente ed insegnare loro ad usare al meglio la macchinetta fotografica».

3 ingredienti per fare una foto di qualità?

«Curiosità, nel senso di cercare di incuriosire chi guarda la fotografia, il che è legato strettamente all’originalità e il saper cogliere il momento giusto, perché si può fare la foto più bella del mondo ma se non si tratta di un momento che descrive qualcosa, personalmente non mi piace. Un altro ingrediente importante è il cercare di immedesimarsi in ciò che si fotografa, perché se non ci si ritrova in ciò che si immortala, secondo me la fotografia è sprecata. Prima di qualsiasi altra cosa, devo essere all’interno di quella foto, nel senso che deve riflettere quello che penso, le emozioni. Se fai una foto che a te non piace, essa non avrà mai lo stesso valore di un’immagine in cui ti trovi immerso e che riesce ad esprimere di più a coloro che la guardano».

Progetti futuri?

«Andrò per la prima volta, ad ottobre, in Australia, per partecipare al Land Rover Italia, dove, con una loro auto, faremo un reportage molto interessante, visiteremo le zone meno esplorate del continente e faremo un percorso off road, raccontando del paesaggio circostante. Io adoro fare i reportage, da quello più banale a quello più importante, ed è questo quello che voglio fare nella vita, il mio progetto più grande».

Che consiglio darebbe ai lettori di PescaraPost che vogliono intraprendere la carriera di fotografo?

«Per esperienza personale, direi che chi vuole fare il fotografo ci deve credere fino alla fine, poiché dato che adesso ce ne sono tantissimi e chiunque può fotografare sia col cellulare che con la macchinetta, e che molte volte le persone vengono scoraggiate proprio da questo fatto, il mio consiglio è di continuare fino alla fine se c’è una vera passione per questo mestiere».