Ultimo aggiornamento giovedì 21 Nov 2019 01:30
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Il Texas Hold’em in Italia: storia di un successo decennale

Quando si parla di giochi di carte nel casino, la mente corre subito verso il poker. Effettivamente, chi sa giocare bene a poker riesce a eccellere sia dal punto di vista della scaltrezza che per quanto riguarda le capacità mnemoniche. D’altro canto, è risaputo che per vincere a poker non ci può affidare solo ed esclusivamente alla Dea Bendata, ma servono anche tante altre qualità, come pazienza, lucidità, logica e ottima memoria.

Lo sbarco del poker in Italia
Sul territorio italiano, il poker è riuscito ad affermarsi con una certa intensità molto più tardi rispetto a tanti altri Paesi. Il motivo? Molto semplice, visto che i giochi di carte “nostrani” avevano il monopolio del settore e le tradizioni, come ben sappiamo, sono difficili da rivoluzionare. Così, per tantissimo tempo, in Italia il gioco del poker è stato considerato un po’ come il gioco di carte “degli americani”. Attualmente, è facile intuire come la situazione sia all’opposto, dal momento che questa disciplina è riuscita a raggiungere un successo impressionante, affascinando sia uomini che donne.

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Al giorno d’oggi sono moltissime le possibilità a disposizione dei giocatori con operatori come 888 Texas Hold’em poker online che permettono di giocare in tutta sicurezza e con un’offerta sempre aggiornata. Il poker online è sicuramente preferito rispetto a quello dal vivo, anche per un semplice questione di comodità, dal momento che si può prendere parte ad una partita in qualsiasi momento, senza dover nemmeno mettere le scarpe, ma rimanendo comodamente all’interno del proprio ambiente domestico.

Certo, è vero, nel corso degli ultimi tempi il boom del poker sembra essere calato un po’: se fino a qualche tempo fa si poteva facilmente notare in qualche spot in televisione, ora si fa un po’ più fatica a trovare la diretta di qualche partita di poker. C’è stato un periodo in cui sono state trasmessi un po’ tutti i grandi tornei americani in televisione. Poi, nel mese di settembre del 2008 ecco la prima, grande svolta. Ovvero, veniva data la licenza per i primi tornei di poker sul web in Italia.

Una data storica quella del 2 settembre 2008 che, in effetti, ha riscritto completamente la storia di questa disciplina sul territorio italiano. E i sit’n’go hanno cominciato a prendere sempre più piede, fino a diventare una tendenza veramente inarrestabile. In realtà, erano tantissimi gli appassionati che già conoscevano a menadito la versione texana del poker, giocando anche in tavoli illegali. Nel momento in cui, però, finalmente tale possibilità entrò nell’ambito della legalità, ecco che tantissimi fan di all-in non ci pensarono nemmeno un secondo prima di procedere con l’apertura di un conto di gioco.

Il poker online e il sogno ispirato da Chris Moneymaker
È abbastanza chiaro come il Texas Hold’em ha sempre potuto contare su una spinta e un impatto mediatici decisamente più elevati in confronto a tanti altri giochi da casinò. Insomma, per un appassionato che guardava una partita di poker texano in televisione, era facile lasciarsi andare ai sogni di emulare il player famoso seduto a quel tavolo, immaginandosi di raggiungere Las Vegas e di diventare ricco e famoso.

Il primo vero e proprio “idolo”, nonché incarnazione del sogno relativo al poker texano fu Chris Moneymaker, ovvero il primo giocatore a trionfare nelle World Series of Poker, che arrivava direttamente dal poker online. insomma, era il simbolo perfetto: un giocatore online che ce l’aveva fatta, una fonte di ispirazione per quanti sognavano di ripetere le medesime gesta. In realtà anche il successo di Bryan nacque quasi per caso, visto che aveva trovato lavoro come contabile e, nel tempo libero, si divertiva a giocare a poker insieme agli amici. All’epoca aveva solamente 28 anni: un giorno come tanti altri, prese la decisione di iscriversi a un torneo satellite, che aveva un buy-in pari a 40 dollari. Ebbene, quello fu il primo torneo che Bryan Moneymaker vinse e che gli permise di mettere le mani pure sull’accesso ai tavoli delle World Series dell’anno 2003. Un’emozione dietro l’altra, contando che le World Series di quell’anno furono il primo torneo giocato dal vivo di tutta la sua vita.

Con il passare del tempo, si è capito come la definizione, ben indirizzata anche da parte della Corte di Cassazione, ha identificato il poker più come uno sport che come un gioco. Quindi, esattamente al pari di ogni altra disciplina sportiva, ecco che il poker Texas Hold’em ha bisogno di giocatori che si allenano di continuo e che possano testare i propri miglioramenti o capire quali siano ancora le lacune in modo costante. Da quel 2 settembre del 2008, ecco che il poker online fece il suo sbarco pure sui server italiani. Già nel 2010, le prime statistiche misero in evidenza l’impressionante trend positivo di tale fenomeno: la raccolta aveva già toccato una soglia pazzesca, pari a 3,14 miliardi di euro. Un anno da record, che non è mai più stato battuto.

L’avvento del cash game e la crisi del poker in Italia
Otto anni fa, nel 2011, ecco sbarcare in Italia anche il cash game. Si tratta di una modalità di gioco del tutto particolare, in cui non è previsto accedere al tavolo mediante buy-in, quanto piuttosto con un cambio di soldi in fiches. Una novità che portò fin da subito conseguenze molto positive, con una raccolta pari a circa 4,5 milioni di euro. Da quel momento in avanti, ecco che il trend legato all’interesse ha cominciato una cuva verso il basso. Nel decimo compleanno del poker online italiano, ecco che il settore ha fatto registrare ben 800 mila euro in meno in confronto al medesimo mese dell’anno prima. Una situazione ancora più malandata per il cash game, che ha perso oltre 1 milione di euro in confronto all’anno precedente.

I motivi che hanno portato ad una situazione del genere sono diversi. Prima di tutto è chiaro che “l’effetto novità” può essere diminuito notevolmente: se inizialmente era visto quasi come una nuova moda, adesso non ha più lo stesso impatto mediato e non riesce a generare sufficiente interesse. In realtà, si tratta di un dato che va in controtendenza rispetto al gioco online in Italia, che ha proseguito in una curva di crescita. Un altro aspetto che ha giocato e non poco a sfavore del poker online è stato quello di non aver portato grandi e interessanti novità. Ad esempio, il fatto di non aver introdotto la liquidità condivisa è un dato che deve far riflettere, visto che in Francia, Portogallo e Spagna gli effetti di tale scelta sono stati estremamente positivi.