Ultimo aggiornamento domenica 17 Nov 2019 00:40
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Costipatore: lo strumento indispensabile per lavori di pavimentazione in spazi ridotti

Lavorare in un cantiere di piccole dimensioni non è facile: per quanto il lavoro sembri più limitato, lo spazio può non essere sufficiente per effettuare le varie manovre di livellamento o per accatastare i rifiuti, specie se si sta procedendo con una pavimentazione. In questi casi, può essere di grande aiuto un costipatore.

Cos’è un costipatore?

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Un costipatore è un macchinario di dimensioni più ridotte, se paragonato a un compattatore. È dotato di una pala che si muove in orizzontale o in verticale per ammassare, letteralmente, i rifiuti nella vasca di raccolta. Un’altra differenza con il compattatore, è nella capacità di distribuire al meglio gli scarti, con un risultato più omogeneo che consente di usufruire di uno spazio maggiore. Nei piccoli cantieri, ove ogni centimetro è vitale, il costipatore è un alleato indispensabile, perché riesce a dimezzare lo spazio occupato dai resti di terra o altri materiali, incluso il vetro che, invece, potrebbe rovinare gli ingranaggi di un compattatore. La piastra metallica di un costipatore è azionata da un motore a combustione interna (alimentato a benzina), solitamente a 2 o 4 tempi che trasmette la vibrazione al fine di compattare e ridistribuire resti di sabbia, calcestruzzo, cemento e pietrisco di vario genere.

Caratteristiche e vantaggi di un costipatore

Un buon costipatore può lavorare anche se inclinato di qualche grado e si impugna agevolmente, oltre ad essere spostato senza sforzo grazie alle ruote integrate. Il peso medio è di circa 70 chili e il motore si avvia grazie ad un sistema “a strappo”. Sull’impugnatura sono presenti i comandi per accelerare o decelerare la velocità del macchinario, a seconda delle specifiche esigenze, e di solito si raccomanda lo spegnimento solo dopo aver ridotto al minimo i giri. Grazie ad un meccanismo interno, la piastra di costipazione viene irrorata d’acqua, onde evitare che i rifiuti vi rimangano attaccati. Su tale piastra, può essere presente anche un supporto in gomma in caso di posa in opera di pavimenti autobloccati, al fine di non rovinare il materiale (di solito si tratta di calcestruzzo) e di ridurre, al contempo, il rumore prodotto. In commercio esistono costipatori elettrici a batteria, che pesano circa la metà di uno a benzina e hanno dimensioni adatte persino a scavi stretti come quelli per il raccordo di tubazioni. I costipatori a benzina sono certamente meno ecologici, ma possiedono una potenza di compattazione maggiore e hanno comunque dimensioni contenute per i lavori di pavimentazione in ambienti ristretti: quelli a 2 tempi possono presentare un sistema d’avvio automatico e non avere limiti d’inclinazione, risultando quindi più versatili; quelli in 4 tempi lavorano a inclinazioni minori e sono leggermente più ingombranti, ma hanno una resa migliore su terreni più difficili e coesivi. I filtri dell’aria presenti in un costipatore proteggono il motore dalla polvere e vanno sostituiti periodicamente, soprattutto se si lavora su terreni particolarmente polverosi; in alcuni modelli, i filtri sono autopulenti per limitarne la manutenzione. A supporto del motore, inoltre, si può trovare un serbatoio contenente olio che ne garantisce la corretta lubrificazione, un po’ come avviene in un autoveicolo: molti modelli hanno un sistema automatico d’arresto, qualora si avvii il macchinario con livelli d’olio troppo bassi. Una soluzione che combina l’ecologia alla potenza del motore, è sicuramente l’alimentazione a diesel, indicata anche per luoghi ove l’areazione non sia ottimale.