Ultimo aggiornamento martedì 14 Lug 2020 10:39
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Panchina rossa per Jennifer Sterlecchini a Sambuceto al Parco 120 Alberi [FOTO]

Una panchina rossa per Jennifer Sterlecchini a Sambuceto al Parco 120 Alberi: questa l’installazione a San Giovanni Teatino per ricordare la giovane donna uccisa (leggi QUI).
Per guardare la galleria di foto clicca sull’immagine qui di seguito:

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La panchina rossa è stata inaugurata ufficialmente oggi, mercoledì 27 novembre.

La panchina, sulla quale è presente una targa con scritto “In memoria di Jennifer Sterlecchini vittima di femminicidio” è stata colorata dai ragazzi dell’azione cattolica, e alla cerimonia di questa mattina hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di San Giovanni Teatino Luciano Marinucci, la madre di Jennifer Fabiola Bacci, il fratello e la nonna di Jennifer, Jonathan e Melina, il vicesindaco Giorgio Di Clemente, gli assessori alla Cultura, Simona Cinosi, e politiche sociali Ezio Chiacchiaretta, Francesco Longobardi, referente del Progetto Medea che in Comune gestisce lo sportello antiviolenza, e Alessia Natali dell’associazione Penelope.

Queste le parole del sindaco Marinucci:

“La violenza di genere è un fenomeno insopportabile e senza giustificazioni. La panchina che i ragazzi dell’Azione Cattolica hanno colorato di rosso nel parco 120 alberi, sabato scorso, vuole ricordare la morte di Jennifer Sterlecchini, a pochi giorni dal tragico anniversario. Jennifer, il 2 dicembre 2016 fu uccisa dalla persona che amava, e della quale si fidava. Sedersi su questa panchina vuole essere un invito a fermarsi e riflettere. Vuole essere un invito contro la violenza, particolarmente quella di genere. I bambini che giocano nel nostro parco noteranno questa panchina rossa e chiederanno ai genitori chi fosse Jennifer. La storia che sarà loro raccontata non sarà solo memoria, ma anche l’insegnamento che qualsiasi violenza è ingiusta”.

Qui di seguito il commento di Fabiola Bacci, mamma di Jennifer:

“La vita di Jennifer è stata bella, piena di amore entusiasmo, voglia di vivere. A tre anni di distanza il vuoto lasciato nelle nostre di vite è insostenibile. E’ questa sensazione che vorrei ricordasse a tutti questa panchina, perché, in futuro, non ci siano più panchine rosse da inaugurare”.