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Beni per 500mila euro sequestrati da polizia e guardia di finanza a esponente “nuova Banda Battistini”

Beni mobili e immobili per un valore di circa mezzo milione di euro sono stati sequestrati oggi, venerdì 18 dicembre, da parte della polizia e della guardia di finanza di Pescara. Gli agenti della Questura e militari del Comando provinciale pescarese hanno dato esecuzione a un’ordine del Tribunale di Pescara, sequestrando un ingente patrimonio. I beni sarebbero riconducibili a un uomo di 45 anni, D.L.P., presunto esponente della “Nuova Banda Battistini“. Nello specifico sono stati sequestrati 4 immobili (2 appartamenti e relative pertinenze), oltre a un’automobile e a un furgone, per un valore complessivo di circa 500mila euro.

A condurre le indagini che hanno portato all’operazione di oggi sono stati la polizia di Stato e la guardia di finanza in applicazione del decreto legislativo numero 159 del 6 settembre 2011, noto come “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”. Tale norma, infatti, non è indirizzata ai soli indiziati di appartenenza ad associazioni per delinquere di stampo mafioso o a sodalizi criminali tradizionalmente ritenuti “più pericolosi”, ma ben può essere estesa a tutte quelle persone che rientrano nella categoria della criminalità comune purché risulti dimostrata la loro pericolosità sociale nonché la sproporzione tra il valore dei beni posseduti ed i redditi dichiarati, sì da far ritenere che tali beni siano, in tutto o in parte, frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.

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Il 45enne che ha subìto il sequestro dei beni è già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, in particolare rapine, e sfruttamento della prostituzione.

Tutti i beni, sia mobili che immobili, erano inizialmente intestati a D.L.P. e alla ex moglie mentre allo stato attuale sono solo di quest’ultima. Ma gli investigatori hanno raccolto, nel corso dell’indagine, elementi utili a comprendere come il passaggio di proprietà fosse un mero espediente posto in essere, in seguito alla fittizia separazione, per evitare l’aggressione patrimoniale da parte delle forze di polizia.