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Pestaggi e rapine sulla riviera, ecco le malefatte della baby gang

Due ragazzine sedicenni aggredite in pieno giorno, alle 9:30 di mattina, in corso Umberto e minacciate con un coltello alla gola, alla luce del sole come se nulla fosse. Il tutto per portare via pochi euro, i cellulari delle due e il contenuto della sacca del mare.

È forse questo l’episodio più eclatante messo a segno negli ultimi mesi dalla baby gang che ha imperversato in città, in particolare sulla riviera, con intimidazioni, aggressioni, pestaggi e rapine.

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Per questi fatti, grazie a un’operazione congiunta di carabinieri e squadra mobile della polizia, sono stati arrestati due giovanissimi: un 17enne e un 14enne. Con loro segnalato anche un 13enne.

Rapina, estorsione, ricettazione, minacce aggravate e porto abusivo di armi, le accuse di cui dovranno rispondere.

Gli arrestati e gli indagati, che fanno parte di uno stesso branco in cui tutti si conoscono, sono stati i protagonisti della serie di aggressioni avvenute la sera del 28 giugno sul lungomare nord di Pescara. In quell’occasione alcuni giovani sul lungomare nord di Pescara. Quella sera gli agenti della polizia arrestarono un diciottenne in flagranza di reato. Tra le vittime tre giovani che dovettero ricorrere alle cure del pronto soccorso con prognosi da 7 a 15 giorni.

Ma da quella serata è partita un’attività di indagine più approfondita che ha portato a denunciare 5 componenti del branco.

Altro episodio di violenza qualche giorno dopo con un ragazzo sedicenne aggredito e malmenato vicino a uno stabilimento balneare della riviera nord da alcuni giovani armati di coltello. Con il padre si è recato la sera stessa in Questura per sporgere denuncia, visto che anche il padre era stato minacciato telefonicamente. Alla base dell’aggressione futili motivi: la vittima da qualche giorno era falsamente accusato di aver molestato la fidanzata dell’aggressore.

I giovani criminali avevano questo modus operandi ormai da tempo: infatti giravano di sera sul lungomare comportandosi da bulli, girando armati di coltelli e divertendosi a molestare e minacciare coetanei per le più assurde banalità, seminando il panico.

Ormai in pieno delirio di intoccabilità, forti della consapevolezza del timore che erano riusciti ad ingenerare nei loro coetanei con l’uso indiscriminato della violenza di gruppo, rafforzato dallo spregiudicato possesso di coltelli, i due giovanissimi hanno proseguito la loro estate di violenza specializzandosi nella consumazione di reati e, in particolare, di rapine.

Uno dei due giovani criminali, alle 5 di mattina dell’1 agosto, è stato sorpreso dai carabinieri durante un servizio di perlustrazione, che l’hanno sorpreso alla guida di un ciclomotore lungo la strada parco. In questa circostanza era in possesso di un coltello di circa 20 centimetri di lunghezza tenuto spavaldamente alla cintura. Come se non bastasse lo scooter era stato rubato pochi giorni prima sulla riviera.

Il giovane è anche il protagonista dell’aggressione nel parcheggio della golena sud a una donna di 40 anni del 5 agosto scorso, per il quale poche ore dopo venne arrestato dai militari dell’Arma.

Proprio l’eco avuto dal suo arresto ha permesso di abbattere il muro di omertà eretto sulla paura che aveva protetto le malefatte dei due rapinatori.

Non è escluso che possano esserci ulteriori sviluppi e nemmeno che ci dietro ci siano anche fatti legati alla droga. Ciò che impressiona le forze dell’ordine è che dietro a questi fatti criminosi ci sia più la voglia di dimostrare la propria superiorità e supremazia di questi giovani sui coetanei più che i bottini raccolti che sono sempre stati di pochi euro.