Ultimo aggiornamento mercoledì 03 Giu 2020 19:56
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Fiume Pescara, la pista ciclabile tra abbandono e rifiuti [FOTO]

La vegetazione incolta regna sovrana, panchine e cestini divelti, un mucchio di siringhe monouso su una porzione di marciapiede e piccole discariche abusive di rifiuti disseminate lungo il percorso.

Questo lo stato dei circa 2 chilometri di pista ciclabile che costeggia il fiume Pescara sul lato sud dal ponte di ferro della ex ferrovia fino allo stabilimento della Fater, come segnala Laura Di Russo, presidente di Fiab Pescarabici.

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Per vedere le foto della galleria basta cliccare sull’immagine in basso:

Fiume Pescara argini

I problemi ci sono già nel primo tratto, quello asfaltato che corre parallelamente all’asse attrezzato, con le vegetazione incolta che invade quasi metà della corsia. Andando più avanti, dopo aver superato panchine e cestini porta rifiuti rotti e un tappeto di siringhe, ci si imbatte in piccoli cumuli di rifiuti, per lo più inerti, e corrugati di plastica.

«Sebbene ci sia traccia di un recente intervento di ripristino di alcune parti del tracciato crollato a seguito dell’esondazione del fiume», sottolinea la Di Russo, «nulla ha impedito l’aggressione ripetuta da parte di incivili ignoti e anche il deposito, all’altezza del canile, di camionate di rifiuti di ogni tipo, da inerti a ingombranti, da elettrodomestici a cavi elettrici».

Nonostante lo stato di degrado, quel percorso presenta alcuni scorci molto belli, i colori dell’acqua, la varietà della vegetazione. Insomma un ambiente straordinario e naturale, a pochi chilometri dal traffico e dai rumori della città. Un ambiente ideale per chi volesse passare lì in bicicletta o anche correndo o passeggiando.

Questo il pensiero di Laura Di Russo, presidente di Fiab-Pescarabici:

«Denunceremo questo stato di cose, e non per la prima volta, alle Istituzioni, ai cittadini, alle autorità preposte, per un immediato ripristino dei luoghi e perché successivamente si attivi una procedura di ordinaria manutenzione. Ma vogliamo rilanciare: pensiamo sia arrivato il momento di fare di quel percorso il fiore all’occhiello del parco fluviale. Non solo ripristino, dunque, ma valorizzazione di un tracciato naturalistico che sia corredato da apposita segnaletica e curato in tutti i particolari (sedute, fontane, illuminazione, giochi per bambini, eventuali punti di ristoro, attrezzature sportive e in particolare percorsi ginnici attrezzati). Perché è giusto che tale risorsa sia conosciuta e goduta da tutta la città, senza contare la funzione di richiamo per i turisti che, sempre più numerosi, vogliono conoscere Pescara e la sua provincia in bicicletta».