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Acquisto dei libri scolastici, mancano i fondi per i rimborsi

A Pescara, lo scorso anno scolastico, furono ben 1.000 gli studenti che ottennero i libri gratis e circa 500 quelli che beneficiarono del rimborso.

Quest’anno, secondo quanto riferiscono gli uffici comunali, complice il perdurare della crisi economica, la quota di alunni che potrebbe ottenere i libri gratis dovrebbe salire a 1.300-1.400, mentre a 700-800 la quota di quelli che potrebbero avere il rimborso. Numeri che equivalgono al 30-40 per cento della popolazione scolastica pescarese.

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Quest’anno questi fondi, nonostante la riapertura delle scuole, non sono ancora disponibili. Lo scorso anno furono stanziati circa 185mila euro.

Della questione si stanno interessando i consiglieri comunali di Scegli Pescara-Lista Teodoro, Massimiliano Pignoli e Piernicola Teodoro che chiedono alla Regione se e quando saranno disponibili le risorse utili a rimborsare la spesa per l’acquisto dei libri scolastici alle famiglie pescaresi, visto che al momento non è arrivato ancora nulla. La fanno con una lettera inviata al presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso e all’assessore alla Pubblica Istruzione Marinella Sclocco (oggi, venerdì 11 settembre, però dimissionari).

«In molti», riferiscono Pignoli e Teodoro, «hanno fatto ricorso, a causa di questa situazione imbarazzante, a parenti e amici disponibili che hanno prestato dei soldi per l’acquisto dei libri. Ma questo denaro andrà restituito: per chi deve frequentare la prima media o il primo superiore parliamo di circa 400-500 euro di libri. Altri si sono rivolti alla Caritas diocesana e centinaia hanno chiesto aiuto direttamente a noi consiglieri comunali. Chiediamo al governatore D’Alfonso e all’assessore Sclocco, vista la loro comprovata sensibilità, un interesse urgente affinché la Regione predisponga il bando per lo stanziamento dei fondi necessari, come accaduto sempre in passato, utili al rimborso dei libri scolastici. Molte famiglie si trovano costrette a mandare i propri figli a scuola senza libri e questo non è accettabile».


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