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Morto Guido Conti, il generale si sarebbe suicidato: lascia 2 lettere a famiglia e sorella

Guido Conti, il generale dei carabinieri-forestali in pensione, ritrovato morto ieri, venerdì 17 novembre, nella zona di Pacentro all’interno di un’automobile, una Smart di una delle 2 figlie, si sarebbe suicidato con un colpo di pistola alla testa.
Questa l’ipotesi più probabile secondo i carabinieri in base ai primi indizi raccolti, che al momento lascerebbero poco spazio ai dubbi.

Conti, 58 anni, era molto conosciuto nella nostra regione e in particolare a Pescara dove è stato comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato e in quell’epoca fu proprio lui a far scattare l’inchiesta sulla discarica dei veleni di Bussi sul Tirino.

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Prima di compiere l’estremo gesto avrebbe scritto una lettera alla famiglia e un’altra alla sorella. All’appello mancherebbe una terza lettera inviata a un destinatario ancora ignoto. Missive che, insieme alla pistola usata, sono state poste sotto sequestro.
Conti prima di sparire aveva anche bloccato il suo profilo Facebook e l’allarme per la sua scomparsa era scattato ieri mattina quando non si erano avute più sue notizie.

A rinvenire il corpo privo di vita sono stati alcuni colleghi che avevano lavorato con il generale a Sulmona. In merito al decesso di Conti è stata aperta un’inchiesta ed è stata disposta l’autopsia.

«Con Guido Conti» racconta Dante Caserta, oggi vice presidente del Wwf Italia ma nel 2007 presidente regionale Abruzzo, «si era consolidato negli anni un rapporto di stima e di collaborazione. Siamo rimasti tutti sorpresi e addolorati per quel che è accaduto, e siamo certi che l’inchiesta chiarirà ogni aspetto di questa dolorosa vicenda. Il WWF tutto esprime vicinanza alla famiglia così duramente colpita e piange addolorato un uomo di grande dirittura morale e capace di perseguire le inchieste di cui si è occupato negli anni con competenza e con tenacia ammirevoli».