Search

Decreto 17 maggio 2020: testo completo, misure e allegati nuovo Dpcm

Decreto 17 maggio 2020: testo completo, misure e allegati nuovo Dpcm.
Come annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza (guarda il video integrale QUI), dopo il Decreto-Legge del 16 maggio 2020 (leggi il testo completo su QUESTO LINK), nella giornata odierna è stato firmato il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con le nuove misure per l’emergenza in corso, valide a partire dal 18 maggio.

Di seguito il testo integrale del Dpcm 17 maggio 2020, recante le misure per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 in vigore dal 18 maggio e, a seguire, i relativi allegati:

Inserisci il tuo codice AdSense qui

Art. 1
Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:
a) i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante;
b) l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento di cui all’articolo 1, comma 8, primo periodo, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; è consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia di cui all’allegato 8;
c) a decorrere dal 15 giugno 2020, è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia di cui all’allegato 8; le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata a condizione che abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio
nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali;
d) è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti;
e) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Allo scopo di consentire la graduale ripresa delle attività sportive, nel rispetto di prioritarie esigenze di tutela della salute connesse al rischio di diffusione da COVID-19, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse. I soli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione a competizioni di livello nazionale ed internazionale, possono spostarsi da una regione all’altra, previa convocazione della federazione di appartenenza. Ai fini di quanto previsto dalla presente lettera, sono emanate, previa validazione del Comitato Tecnico – Scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile, apposite Linee-Guida a cura dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), sentita la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva;
f) l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio 2020. A tali fini, sono emanate linee guida a cura dell’Ufficio per lo Sport, sentita la FMSI, fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle regioni e dalle province autonome, ai sensi dell’art. 1, comma 14 del decreto-legge n. 33 del 2020. Le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata a condizione che abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali;
g) per l’attuazione delle linee guida, di cui alle precedenti lettere e) e f), e in conformità ad esse, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI e dal CIP, nonché le associazioni, le società, i centri e i circoli sportivi, comunque denominati, anche se non affiliati ad alcun organismo sportivo riconosciuto, adottano, per gli ambiti di rispettiva competenza e in osservanza della normativa in materia di previdenza e sicurezza sociale, appositi protocolli attuativi contenenti norme di dettaglio per tutelare la salute degli atleti, dei gestori degli impianti e di tutti coloro che, a qualunque titolo, frequentano i siti in cui si svolgono l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere;
h) sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici;
i) lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;
l) sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo;
m) gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le regioni e le province autonome possono stabilire una diversa data, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori. L’attività degli spettacoli è organizzata secondo le linee guida di cui all’allegato 9. Restano sospesi gli eventi che
implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi.
n) l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
o) le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1 a 7;
p) il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.
Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Le amministrazioni e i soggetti gestori dei musei e degli altri istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte;
q) sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’art. 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Sono esclusi dalla sospensione i corsi di formazione
specifica in medicina generale. I corsi per i medici in formazione specialistica e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza. Sono altresì esclusi dalla sospensione, a decorrere dal 20 maggio 2020, i corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della motorizzazione civile e dalle autoscuole, secondo le modalità individuate nelle linee guida adottate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa. Sono sospese le riunioni degli organi collegiali in presenza delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado. Gli enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l’infanzia richiamati, non facenti parte di circoli didattici o istituti comprensivi;
r) i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità;
s) nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, per tutta la durata della sospensione, le attività didattiche o curriculari possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le Università e le Istituzioni, successivamente al ripristino dell’ordinaria funzionalità, assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative nonché di quelle curriculari ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; nelle università, nelle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e negli enti pubblici di ricerca possono essere svolti esami, tirocini, attività di ricerca e di laboratorio sperimentale e/o didattico ed esercitazioni, ed è altresì consentito l’utilizzo di biblioteche, a condizione che vi sia un’organizzazione degli spazi e del lavoro tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione e che vengano adottate misure organizzative di prevenzione e protezione, contestualizzate al settore della formazione superiore e della ricerca, anche avuto riguardo alle specifiche esigenze delle persone con disabilità, di cui al “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” pubblicato dall’INAIL. Per le finalità di cui al precedente periodo, le università, le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e gli enti pubblici di ricerca assicurano, ai sensi dell’articolo 87, comma 1, lettera a), del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, la presenza del personale necessario allo svolgimento delle suddette attività;
t) a beneficio degli studenti ai quali non è consentita, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria di cui al presente decreto, la partecipazione alle attività didattiche o curriculari delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, tali attività possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le Università e le Istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni;
u) le amministrazioni di appartenenza possono, con decreto direttoriale generale o analogo provvedimento in relazione ai rispettivi ordinamenti, rideterminare le modalità didattiche ed organizzative dei corsi di formazione e di quelli a carattere universitario del personale delle forze di polizia e delle forze armate, in fase di espletamento alla data del 9 marzo 2020, ai quali siano state applicate le previsioni di cui all’art. 2, comma 1, lettera h) decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020, prevedendo anche il ricorso ad attività didattiche ed esami a distanza e l’eventuale soppressione di prove non ancora svoltesi, ferma restando la validità delle prove di esame già sostenute ai fini della formazione della graduatoria finale del corso. I periodi di assenza da detti corsi di formazione, comunque connessi al fenomeno epidemiologico da COVID-19, non concorrono al raggiungimento del limite di assenze il cui superamento comporta il rinvio, l’ammissione al recupero dell’anno o la dimissione dai medesimi corsi;
v) sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale;
z) sono sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali;
aa) è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;
bb) l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;
cc) tenuto conto delle indicazioni fornite dal Ministero della salute, d’intesa con il coordinatore degli interventi per il superamento dell’emergenza coronavirus, le articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale assicurano al Ministero della giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del COVID-19, anche mediante adeguati presidi idonei a garantire, secondo i protocolli sanitari elaborati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per
minorenni. I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti, raccomandando di valutare la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare. I colloqui visivi si svolgono in modalità telefonica o video, anche in deroga alla durata attualmente prevista dalle disposizioni vigenti. In casi eccezionali può essere autorizzato il colloquio personale, a condizione che si garantisca in modo assoluto una distanza pari a due metri. Si raccomanda di limitare i permessi e la semilibertà o di modificare i relativi regimi in modo da evitare l’uscita e il rientro dalle carceri, valutando la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare;
dd) le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato10.
Si raccomanda altresì l’applicazione delle misure di cui all’allegato 11;
ee) le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Resta anche consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, anche negli esercizi siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi;
ff) restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;
gg) le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; resta fermo lo svolgimento delle attività inerenti ai servizi alla persona già consentite sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020;
hh) restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;
ii) il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti. Per le medesime finalità il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto adottato di concerto con il Ministro della salute, può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da COVID-19, riduzioni, sospensioni o limitazioni nei servizi di trasporto, anche internazionale, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo e nelle acque interne, anche imponendo specifici obblighi agli utenti, agli equipaggi, nonché ai vettori ed agli armatori;
ll) in ordine alle attività professionali si raccomanda che:
a) sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
c) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
mm) le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi. Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto di quanto stabilito dalla presente lettera e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10. Per tali attività e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità. I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:
1) l’accesso agli stabilimenti balneari e gli spostamenti all’interno dei medesimi;
2) l’accesso dei fornitori esterni;
3) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
4) la distribuzione e il distanziamento delle postazioni da assegnare ai bagnanti;
5) le misure igienico-sanitarie per il personale e per gli utenti;
6) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
7) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione degli utenti;
8) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno degli stabilimenti balneari;
9) le spiagge di libero accesso;
nn) le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive. I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:
1) le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti;
2) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
3) le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni;
4) l’accesso dei fornitori esterni;
5) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
6) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti;
7) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi all’aperto di pertinenza.

Art. 2
Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali

1. Sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 1, rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato 12, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, di cui
all’allegato 13, e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all’allegato 14.

Art. 3
Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale

1. Sull’intero territorio nazionale si applicano altresì le seguenti misure:
a) il personale sanitario si attiene alle appropriate misure per la prevenzione della diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dalla normativa vigente e dal Ministero della salute sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e i responsabili delle singole strutture provvedono ad applicare le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti fornite dal Ministero della salute;
b) è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità;
c) nei servizi educativi per l’infanzia di cui al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, negli uffici delle restanti pubbliche amministrazioni, sono esposte presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e transito, le informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’allegato 16;
d) i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’allegato 16 anche presso gli esercizi commerciali;
e) nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, in conformità alle disposizioni di cui alla direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione 25 febbraio 2020, n. 1, sono messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani;
f) le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi, ripetuti a cadenza ravvicinata;
g) è raccomandata l’applicazione delle misure di prevenzione igienico sanitaria di cui all’allegato 16.

2. Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.

3. Ai fini di cui al comma 2, possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

4. L’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie.

Art. 4
Disposizioni in materia di ingresso in Italia

1. Chiunque intende fare ingresso nel territorio nazionale, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, è tenuto, ai fini dell’accesso al servizio, a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco dichiarazione resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445 recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche da parte dei vettori o armatori, di:
a) motivi del viaggio nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 1, commi 4 e 5, del decretolegge n. 33 del 2020 e dall’articolo 6 del presente decreto;
b) indirizzo completo dell’abitazione o della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario di cui al comma 3 e il mezzo di trasporto privato che verrà utilizzato per raggiungere la stessa;
c) recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante l’intero periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario.

2. I vettori e gli armatori acquisiscono e verificano prima dell’imbarco la documentazione di cui al comma 1, provvedendo alla misurazione della temperatura dei singoli passeggeri e vietando l’imbarco se manifestano uno stato febbrile, nonché nel caso in cui la predetta documentazione non sia completa. Sono inoltre tenuti ad adottare le misure organizzative che, in conformità alle indicazioni di cui al “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid – 19 nel settore del trasporto e della logistica” di settore sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all’allegato 14, nonché alle “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19” di cui all’allegato 15, assicurano in tutti i momenti del viaggio una distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri trasportati, nonché l’utilizzo da parte dell’equipaggio e dei passeggeri dei mezzi di protezione individuali, con contestuale indicazione delle situazioni nelle quali gli stessi possono essere temporaneamente ed eccezionalmente rimossi. Il vettore provvede, al momento dell’imbarco, a dotare i passeggeri, che ne risultino sprovvisti, dei mezzi di protezione individuale.

3. Le persone, che fanno ingresso in Italia con le modalità di cui al comma 1, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicarlo immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata all’atto dell’imbarco ai sensi del comma 1, lettera b). In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, sono obbligate a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati.

4. Nell’ipotesi di cui al comma 3, ove dal luogo di sbarco del mezzo di trasporto di linea utilizzato per fare ingresso in Italia non sia possibile per una o più persone raggiungere effettivamente mediante mezzo di trasporto privato l’abitazione o la dimora, indicata alla partenza come luogo di effettuazione del periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario, fermo restando l’accertamento da parte dell’Autorità giudiziaria in ordine all’eventuale falsità della dichiarazione resa all’atto dell’imbarco ai sensi della citata lettera b) del comma 1, l’Autorità sanitaria competente per territorio informa immediatamente la Protezione Civile Regionale che, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, determina le modalità e il luogo dove svolgere la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, con spese a carico esclusivo delle persone sottoposte alla predetta misura. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, i soggetti di cui al periodo precedente sono obbligati a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati.

5. Fermo restando le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 4 e 5, del decreto-legge n. 33 del 2020 nonché quelle dell’articolo 6 del presente decreto, le persone fisiche che entrano in Italia, tramite mezzo privato, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per il luogo in cui si svolgerà il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora indicata nella medesima comunicazione. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, sono obbligate a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati.

6. Nell’ipotesi di cui al comma 5, ove non sia possibile raggiungere l’abitazione o la dimora, indicata come luogo di svolgimento del periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario, le persone fisiche sono tenute a comunicarlo all’Autorità sanitaria competente per territorio, la quale informa immediatamente la Protezione Civile Regionale che, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, determina le modalità e il luogo dove svolgere la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, con spese a carico esclusivo delle persone sottoposte alla predetta misura.

7. Ad eccezione delle ipotesi nelle quali vi sia insorgenza di sintomi COVID-19, durante il periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario effettuati secondo le modalità previste dai commi precedenti, è sempre consentito per le persone sottoposte a tali misure avviare il computo di un nuovo periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario presso altra abitazione o dimora, diversa da quella precedentemente indicata dall’Autorità sanitaria, a condizione che sia trasmessa alla stessa Autorità la dichiarazione prevista dal comma 1, lettera b), integrata con l’indicazione dell’itinerario che si intende effettuare, e garantendo che il trasferimento verso la nuova abitazione o dimora avvenga secondo le modalità previste dalla citata lettera b). L’Autorità sanitaria, ricevuta la comunicazione di
cui al precedente periodo, provvede ad inoltrarla immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente in relazione al luogo di destinazione per i controlli e le verifiche di competenza.

8. L’operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti provvedono, sulla base delle comunicazioni di cui al presente articolo, alla prescrizione della permanenza domiciliare, secondo le modalità di seguito indicate:
a) contattano telefonicamente e assumono informazioni, il più possibile dettagliate e documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni precedenti, ai fini di una adeguata valutazione del rischio di esposizione;
b) avviata la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, l’operatore di sanità pubblica informa inoltre il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta da cui il soggetto è assistito anche ai fini dell’eventuale certificazione ai fini INPS (circolare INPS HERMES 25 febbraio 2020 0000716 del 25 febbraio 2020);
c) in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all’INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena precauzionale, specificandone la data di inizio e fine;
d) accertano l’assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento, nonché degli altri eventuali conviventi;
e) informano la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso di comparsa di sintomi;
f) informano la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera), nonché di mantenere:
1) lo stato di isolamento per quattordici giorni dall’ultima esposizione;
2) il divieto di contatti sociali;
3) il divieto di spostamenti e viaggi;
4) l’obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza;
g) in caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:
1) avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’operatore di sanità pubblica;
2) indossare la mascherina chirurgica fornita all’avvio della procedura sanitaria e allontanarsi dagli altri conviventi;
3) rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, ove necessario;
h) l’operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza. In caso di comparsa di sintomatologia, dopo aver consultato il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, il medico di sanità pubblica procede secondo quanto previsto dalla circolare n. 5443 del Ministero della salute del 22 febbraio 2020, e successive modificazioni e integrazioni.

9. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 8 non si applicano:
a) all’equipaggio dei mezzi di trasporto;
b) al personale viaggiante;
c) ai cittadini e ai residenti nell’Unione Europea, negli Stati parte dell’accordo di Schengen, in Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano e nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro;
d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l’esercizio temporaneo di cui all’art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
f) al personale di imprese aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 72 ore, salvo motivata proroga per specifiche esigenze di ulteriori 48 ore;
g) ai movimenti da e per la Repubblica di San Marino o lo Stato della Città del Vaticano;
h) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari;
i) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

10. In casi eccezionali e, comunque, esclusivamente in presenza di esigenze di protezione dei cittadini all’estero e di adempimento degli obblighi internazionali ed europei, inclusi quelli derivanti dall’attuazione della direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio del 20 aprile 2015, sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e di concerto con il Ministro della salute, possono essere previste deroghe specifiche e temporanee alle disposizioni del presente articolo.

Art. 5
Transiti e soggiorni di breve durata in Italia

1. In deroga a quanto previsto dall’articolo 4, esclusivamente per le motivazioni di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge n. 33 del 2020 e per un periodo non superiore a 72 ore, salvo motivata proroga per specifiche esigenze di ulteriori 48 ore, chiunque intende fare ingresso nel territorio nazionale, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, è tenuto, ai fini dell’accesso al servizio, a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco dichiarazione resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche da parte dei vettori o armatori, di:
a) motivi del viaggio di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge n. 33 del 2020 ovvero dell’articolo 6 del presente decreto e durata della permanenza in Italia;
b) indirizzo completo dell’abitazione, della dimora o del luogo di soggiorno in Italia e il mezzo privato che verrà utilizzato per raggiungere la stessa dal luogo di sbarco; in caso di più abitazioni, dimora o luoghi di soggiorno, indirizzi completi di ciascuno di essi e indicazione del mezzo privato utilizzato per effettuare i trasferimenti;
c) recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante la permanenza in Italia.

2. Con la dichiarazione di cui al comma 1 sono assunti anche gli obblighi:
a) allo scadere del periodo di permanenza indicato ai sensi della lettera a) del comma 1, di lasciare immediatamente il territorio nazionale e, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione, la dimora o il luogo di soggiorno indicato ai sensi della lettera b) del medesimo comma 1;
b) di segnalare, in caso di insorgenza di sintomi COVID-19, tale situazione con tempestività al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati e di sottoporsi, nelle more delle conseguenti determinazioni dell’Autorità sanitaria, ad isolamento.

3. I vettori e gli armatori acquisiscono e verificano prima dell’imbarco la documentazione di cui al comma 1, provvedendo alla misurazione della temperatura dei singoli passeggeri e vietando l’imbarco se manifestano uno stato febbrile o nel caso in cui la predetta documentazione non sia completa. Sono inoltre tenuti ad adottare le misure organizzative che, in conformità alle indicazioni di cui al “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nel settore del trasporto e della logistica” di settore sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all’allegato 14, nonché alle “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19”, di cui all’allegato 15, assicurano in tutti i momenti del viaggio una distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri trasportati, nonché l’utilizzo da parte dell’equipaggio e dei passeggeri dei mezzi di protezione individuali, con contestuale indicazione delle situazioni nelle quali gli stessi possono essere temporaneamente ed eccezionalmente rimossi. Il vettore provvede, al momento dell’imbarco, a dotare i passeggeri, che ne risultino sprovvisti, dei mezzi di protezione individuale.

4. Coloro i quali fanno ingresso nel territorio italiano, per i motivi e secondo le modalità di cui al comma 1, anche se asintomatici, sono tenuti a comunicare immediatamente tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente in base al luogo di ingresso nel territorio nazionale.

5. In deroga a quanto previsto dall’articolo 4, esclusivamente per comprovate esigenze lavorative e per un periodo non superiore a 72 ore, salvo motivata proroga per specifiche esigenze di ulteriori 48 ore, chiunque intende fare ingresso nel territorio nazionale, mediante mezzo di trasporto privato, è tenuto a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente in base al luogo di ingresso nel territorio nazionale, rendendo contestualmente una dichiarazione, ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche da parte delle competenti Autorità, di:
a) motivi del viaggio motivi del viaggio di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto-legge n. 33 del 2020 ovvero dell’articolo 6 del presente decreto e durata della permanenza in Italia;
b) indirizzo completo dell’abitazione, della dimora o del luogo di soggiorno in Italia ed il mezzo privato che verrà utilizzato per raggiungere la stessa; in caso di più abitazioni, dimora o luoghi di soggiorno, indirizzi completi di ciascuno di essi e del mezzo privato utilizzato per effettuare i trasferimenti;
c) recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante la permanenza in Italia.

6. Mediante la dichiarazione di cui al comma 5, sono assunti, altresì, gli obblighi:
a) allo scadere del periodo di permanenza, di lasciare immediatamente il territorio nazionale e, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione, la dimora o il luogo di soggiorno indicata nella comunicazione medesima;
b) di segnalare, in caso di insorgenza di sintomi COVID-19, tale situazione con tempestività al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati e di sottoporsi, nelle more delle conseguenti determinazioni dell’Autorità sanitaria, ad isolamento.

7. In caso di trasporto terrestre, è autorizzato il transito, con mezzo privato, nel territorio italiano anche per raggiungere un altro Stato (UE o extra UE), fermo restando l’obbligo di comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente in base al luogo di ingresso nel territorio nazionale e, in caso di insorgenza di sintomi COVID-19, di segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati. Il periodo massimo di permanenza nel territorio italiano è di 24 ore, prorogabile per specifiche e comprovate esigenze di ulteriori 12 ore. In caso di superamento del periodo di permanenza previsto dal presente comma, si applicano gli obblighi di comunicazione e di sottoposizione a sorveglianza sanitaria ed isolamento fiduciario previsti dall’articolo 4, commi 6 e 7.

8. In caso di trasporto aereo, gli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 4, nonché quelli previsti dall’articolo 4, commi 1 e 3 non si applicano ai passeggeri in transito con destinazione finale in un altro Stato (UE o extra UE), fermo restando l’obbligo di segnalare, in caso di insorgenza di sintomi COVID-19, tale situazione con tempestività al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati e di sottoporsi, nelle more delle conseguenti determinazioni dell’Autorità sanitaria, ad isolamento. I passeggeri in transito, con destinazione finale in un altro Stato (UE o extra UE) ovvero in altra località del territorio nazionale, sono comunque
tenuti:
a) ai fini dell’accesso al servizio di trasporto verso l’Italia, a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco dichiarazione resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche da parte dei vettori o armatori, di:
1) motivi del viaggio e durata della permanenza in Italia;
2) località italiana o altro Stato (UE o extra UE) di destinazione finale, codice identificativo del titolo di viaggio e del mezzo di trasporto di linea utilizzato per raggiungere la destinazione finale;
3) recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante la permanenza in Italia;
b) a non allontanarsi dalle aree ad essi specificamente destinate all’interno delle aerostazioni.

9. In caso di trasporto aereo, i passeggeri in transito con destinazione finale all’interno del territorio italiano effettuano la comunicazione di cui al comma 4 ovvero quella prevista dall’articolo 4, comma 3, a seguito dello sbarco nel luogo di destinazione finale e nei confronti del Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente in base a detto luogo. Il luogo di destinazione finale, anche ai fini dell’applicazione dell’art. 4, comma 4, si considera come luogo di sbarco del mezzo di trasporto di linea utilizzato per fare ingresso in Italia.

10. Le disposizioni del presente articolo non si applicano:
a) all’equipaggio dei mezzi di trasporto;
b) al personale viaggiante;
c) ai cittadini e ai residenti nell’Unione Europea, negli Stati parte dell’accordo di Schengen, in Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano e nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro;
d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l’esercizio temporaneo di cui all’articolo 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
f) al personale di imprese aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 72 ore, salvo motivata proroga per specifiche esigenze di ulteriori 48 ore;
g) ai movimenti da e per la Repubblica di San Marino o lo Stato della Città del Vaticano;
h) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari;
i) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

11. In casi eccezionali e, comunque, esclusivamente in presenza di esigenze di protezione dei cittadini all’estero e di adempimento degli obblighi internazionali ed europei, inclusi quelli derivanti dall’attuazione della direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio del 20 aprile 2015, sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e di concerto con il Ministro della salute, possono essere previste deroghe specifiche e temporanee alle disposizioni del presente articolo.

Art. 6
Ulteriori disposizioni in materia di spostamenti da e per l’estero

1. A decorrere dal 3 giugno 2020, fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 33 del 2020, nonché le limitazioni disposte in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori ai sensi dell’articolo 1, comma 4, del decreto-legge n. 33 del 2020, non sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i seguenti Stati:
a) Stati membri dell’Unione Europea;
b) Stati parte dell’accordo di Schengen;
c) Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord;
d) Andorra, Principato di Monaco;
e) Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

2. Dal 3 al 15 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da quelli di cui al comma 1, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

3. A decorrere dal 3 giugno 2020, gli articoli 4 e 5 si applicano esclusivamente alle persone fisiche che fanno ingresso in Italia da Stati o territori esteri diversi da quelli di cui al comma 1 ovvero che abbiano ivi soggiornato nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia.

Art. 7
Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera

1. Al fine di contrastare il diffondersi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana.

2. È fatto divieto a tutte le società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle navi passeggeri italiane impiegate in servizi di crociera di imbarcare passeggeri in aggiunta a quelli già presenti a bordo, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e sino al termine della crociera in svolgimento.

3. Assicurata l’esecuzione di tutte le misure di prevenzione sanitaria disposte dalle competenti Autorità, tutte le società di gestione, gli armatori ed i comandanti delle navi passeggeri italiane impiegate in servizi di crociera provvedono a sbarcare tutti i passeggeri presenti a bordo nel porto di fine crociera qualora non già sbarcati in precedenti scali.

4. All’atto dello sbarco nei porti italiani:
a) i passeggeri aventi residenza, domicilio o dimora abituale in Italia sono obbligati a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso la residenza, il domicilio o la dimora abituale in Italia. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, sono obbligati a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati;
b) i passeggeri di nazionalità italiana e residenti all’estero sono obbligati a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio e sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso la località da essi indicata all’atto dello sbarco in Italia al citato Dipartimento; in alternativa, possono chiedere di essere immediatamente trasferiti per mezzo di trasporto aereo o stradale presso destinazioni estere con spese a carico dell’armatore. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, sono obbligati a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati;
c) i passeggeri di nazionalità straniera e residenti all’estero sono immediatamente trasferiti presso destinazioni estere con spese a carico dell’armatore.

5. I passeggeri di cui alle lettere a) e b) del comma 4 provvedono a raggiungere la residenza, domicilio, dimora abituale in Italia ovvero la località da essi indicata all’atto dello sbarco esclusivamente mediante mezzi di trasporto privati.

6. Salvo diversa indicazione dell’Autorità sanitaria, ove sia stata accertata la presenza sulla nave di almeno un caso di COVID-19, i passeggeri per i quali sia accertato il contatto stretto, nei termini definiti dall’Autorità sanitaria, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria ed isolamento fiduciario presso la località da essi indicata sul territorio nazionale oppure sono immediatamente trasferiti presso destinazioni estere, con trasporto protetto e dedicato, e spese a carico dell’armatore.

7. Le disposizioni di cui ai commi 4 e 6 si applicano anche all’equipaggio in relazione alla nazionalità di appartenenza. È comunque consentito all’equipaggio, previa autorizzazione dell’Autorità sanitaria, porsi in sorveglianza sanitaria ed isolamento fiduciario a bordo della nave.

8. In casi eccezionali e, comunque, esclusivamente in presenza di esigenze di protezione dei cittadini all’estero e di adempimento degli obblighi internazionali ed europei, inclusi quelli derivanti dall’attuazione della direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio del 20 aprile 2015, sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e di concerto con il Ministro della salute, possono essere previste deroghe specifiche
e temporanee alle disposizioni del presente articolo.

Art. 8
Misure in materia di trasporto pubblico di linea

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, le attività di trasporto pubblico di linea terrestre, marittimo, ferroviario, aereo, lacuale e nelle acque interne, sono espletate, anche sulla base di quanto previsto nel “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID– 19 nel settore del trasporto e della logistica” di settore sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all’allegato 14, nonché delle “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19”, di cui all’allegato 15.

2. In relazione alle nuove esigenze organizzative o funzionali, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con proprio decreto può integrare o modificare le “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19”, nonché, previo accordo con i soggetti firmatari, il “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nel settore del trasporto e della logistica” di settore sottoscritto il 20 marzo 2020.

Art. 9
Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità

1. Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.

2. Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista.

Art. 10
Esecuzione e monitoraggio delle misure

1. Il prefetto territorialmente competente, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicura l’esecuzione delle misure di cui al presente decreto, nonché monitora l’attuazione delle restanti misure da parte delle amministrazioni competenti. Il prefetto si avvale delle forze di polizia, con il possibile concorso del corpo nazionale dei vigili del fuoco e, per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’ispettorato nazionale del lavoro e del comando carabinieri per la tutela del lavoro, nonché, ove occorra, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone comunicazione al Presidente della regione e della provincia autonoma interessata

Art. 11
Disposizioni finali

1. Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 18 maggio 2020 in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020 e sono efficaci fino al 14 giugno 2020.

2. Restano salvi i diversi termini di durata delle singole misure previsti dalle disposizioni del presente decreto.

3. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

ALLEGATI:

Allegato 1
Protocollo con la Conferenza Episcopale Italiana
circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo

Per la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo, il presente Protocollo ha per
oggetto le necessarie misure di sicurezza, cui ottemperare con cura, nel rispetto della normativa
sanitaria e delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV2.
1. ACCESSO AI LUOGHI DI CULTO IN OCCASIONE DI CELEBRAZIONI LITURGICHE
1.1. L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni
assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato.
1.2. Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’ente
individua la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di
sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.
1.3. L’accesso alla chiesa, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari
e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso
e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero
massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa dei fedeli superi
significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare
il numero delle celebrazioni liturgiche.
1.4. Per favorire un accesso ordinato, durante il quale andrà rispettata la distanza di sicurezza pari
almeno 1,5 metro, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli
riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita dei fedeli le porte
rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.
1.5. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare
mascherine.
1.6. Venga ricordato ai fedeli che non è consentito accedere al luogo della celebrazione in caso di
sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C.
1.7. Venga altresì ricordato ai fedeli che non è consentito l’accesso al luogo della celebrazione a
coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti.
1.8. Si favorisca, per quanto possibile, l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo
luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente.
1.9. Agli ingressi dei luoghi di culto siano resi disponibili liquidi igienizzanti.
2. IGIENIZZAZIONE DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI
2.1. I luoghi di culto, ivi comprese le sagrestie, siano igienizzati regolarmente al termine di ogni
celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. Si abbia,
inoltre, cura di favorire il ricambio dell’aria.
2.2. Al termine di ogni celebrazione, i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come
gli stessi microfoni, vengano accuratamente disinfettati.
2.3. Si continui a mantenere vuote le acquasantiere della chiesa.
3. ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE
3.1. Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento è necessario ridurre al minimo la presenza
di concelebranti e ministri, che sono comunque tenuti al rispetto della distanza prevista anche in
presbiterio.
3.2. Può essere prevista la presenza di un organista, ma in questa fase si ometta il coro.
3.3. Tra i riti preparatori alla Comunione si continui a omettere lo scambio del segno della pace.
3.4. La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro
straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi –
indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo
un’adeguata distanza di sicurezza – abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le
mani dei fedeli.
3.5. I fedeli assicurino il rispetto della distanza sanitaria.
3.6. Per ragioni igienico-sanitarie, non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti
sussidi per i canti o di altro tipo.
3.7. Le eventuali offerte non siano raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi
contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo.
3.8. Il richiamo al pieno rispetto delle disposizioni sopraindicate, relative al distanziamento e
all’uso di idonei dispositivi di protezione personale si applica anche nelle celebrazioni diverse da
quella eucaristica o inserite in essa: Battesimo, Matrimonio, Unzione degli infermi ed Esequie. 1
3.9. Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e areati, che consentano a loro
volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento
stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina.
3.10. La celebrazione del sacramento della Confermazione è rinviata.
4. ADEGUATA COMUNICAZIONE
4.1. Sarà cura di ogni Ordinario rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le
modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2. All’ingresso di ogni chiesa sarà affisso un manifesto con le indicazioni essenziali, tra le quali
non dovranno mancare:
– il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell’edificio;
– il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea uguale
o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;

1 Nelle unzioni previste nell’amministrazione dei sacramenti del Battesimo e dell’Unzione degli infermi, il
ministro indossi, oltre alla mascherina, guanti monouso.
– l’obbligo di rispettare sempre nell’accedere alla chiesa il mantenimento della distanza di
sicurezza, l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione
personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca.
5. ALTRI SUGGERIMENTI
5.1. Ove il luogo di culto non è idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo,
l’Ordinario del luogo può valutare la possibilità di celebrazioni all’aperto, assicurandone la dignità
e il rispetto della normativa sanitaria.
5.2. Si ricorda la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute.
5.3. Si favoriscano le trasmissioni delle celebrazioni in modalità streaming per la fruizione di chi
non può partecipare alla celebrazione eucaristica.
Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta del 6 maggio 2020, ha esaminato e approvato il
presente “Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo”, predisposto dalla
Conferenza Episcopale Italiana.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno lunedì 18 maggio 2020.
Card. Gualtiero Bassetti Prof. Avv. Giuseppe Conte Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Presidente della CEI Presidente del Consiglio Ministro dell’Interno

Roma, 7 maggio 2020

Allegato 2
Protocollo con le Comunità ebraiche italiane

L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2
rende necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali,
contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.
Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni religiose
1.1 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme
precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In
particolare i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie
respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
1.2 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante
dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima
dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della
distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e,
comunque non superando le 200 unità.
1.3 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare
mascherine.
1.4 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni
assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in
tempi contenuti.
1.5 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di celebrazione
dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le
prescrizioni di sicurezza.
1.6 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da
volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale,
guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e
vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa superi
significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di
incrementare il numero delle funzioni.
1.7 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita
le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie
siano toccate.
1.8 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con
persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso
in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore
ai 37,5° C.
1.9 Si dà indicazione, ove possibile e consentito, di svolgere le funzioni negli spazi esterni dei
luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti si allontanino rapidamente
dall’area dell’incontro.
1.10In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è
affidata alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare le forme più idonee
a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di trasmissione del
virus.
1.11I ministri di culto possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre
i confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla normativa vigente
e nel rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla
certificazione dell’ente di culto.
Attenzioni da osservare nelle celebrazioni religiose
2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la
presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza
minima.
2.2 È consentita la presenza di un solo cantore.
2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per
almeno un metro.
Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
3.1 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o
incontro.
3.2 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero
sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna,
individuato a cura della autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del
distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
Comunicazione
4.1 Sarà cura del responsabile del luogo di culto rendere noto i contenuti del presente Protocollo
attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra
le quali non dovranno mancare:
– il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
– il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea
pari o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni
precedenti;
– l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di
regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una
mascherina che copra naso e bocca.
Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo,
può essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e
il rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020,
ha esaminato e approvato il presente “Protocollo con le Comunità Ebraiche Italiane”, con le
raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale emendato, su richiesta, è stato trasmesso, in
data odierna, al Comitato Tecnico Scientifico.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti Prof. Avv. Giuseppe Conte Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Presidente del Consiglio Ministro dell’Interno
Roma, 15 maggio 2020

Allegato 3
Protocollo con le Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane

L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2
rende necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali,
contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.
Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni religiose
1.12 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme
precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In
particolare i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie
respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
1.13 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante
dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima
dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della
distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e,
comunque non superando le 200 unità.
1.14 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare
mascherine.
1.15 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni
assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in
tempi contenuti.
1.16 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di celebrazione
dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le
prescrizioni di sicurezza.
1.17 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da
volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale,
guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e
vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa superi
significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di
incrementare il numero delle funzioni.
1.18 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita
le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie
siano toccate.
1.19 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con
persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso
in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore
ai 37,5° C.
1.20 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive confessioni religiose, di svolgere
le funzioni negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i
partecipanti si allontanino rapidamente dall’area dell’incontro.
1.21 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è
affidata alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare, per ciascuna
confessione, le forme più idonee a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio
di contagio e di trasmissione del virus.
1.22 I ministri di culto possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre
i confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla normativa vigente
e nel rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla
certificazione dell’ente di culto o della confessione di riferimento.
Attenzioni da osservare nelle funzioni liturgiche
2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la
presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza
minima.
2.2 Ove prevista, è consentita la presenza di un solo cantore e di un solo organista, adeguatamente
distanziati.
2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per
almeno un metro.
2.4 La distribuzione della Comunione – Cena del Signore avverrà dopo che il celebrante e
l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti
monouso; gli stessi – indossando mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca
e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – avranno cura di offrire il Pane senza venire a
contatto con i fedeli.
2.5 Si ritiene imprescindibile, se dal punto di vista liturgico non risulta possibile espungere dalla
cerimonia religiosa le fasi dei riti precedentemente rappresentati dove maggiore è il rischio di
contagio da SARS-CoV-2, richiamare gli officianti e tutti coloro ad ogni titolo coinvolti alla
vigilanza nelle cerimonie ad un assoluto rispetto delle norme igienico-sanitarie, dell’uso dei
dispositivi di protezione delle vie aeree e del distanziamento sociale.
Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
3.3 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o
incontro.
3.4 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero
sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna,
individuato a cura della autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del
distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
Comunicazione
4.1 Sarà cura di ogni autorità religiosa rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso
le modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra
le quali non dovranno mancare:
– il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
– il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea
pari o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni
precedenti;
– l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di
regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una
mascherina che copra naso e bocca.
Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo,
può essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e
il rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020,
ha esaminato e approvato il presente “Protocollo con le Chiese Protestanti, Evangeliche,
Anglicane”, con le raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale emendato, su richiesta, è
stato trasmesso, in data odierna, al Comitato Tecnico Scientifico.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti Prof. Avv. Giuseppe Conte Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Presidente del Consiglio Ministro dell’Interno
Roma, 15 maggio 2020

Allegato 4
Protocollo con le Comunità ortodosse

L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2
rende necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali,
contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.
Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni religiose
1.23 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le
norme precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in
corso. In particolare i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione
delle vie respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
1.24 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante
dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima
dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della
distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e,
comunque non superando le 200 unità.
1.25 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare
mascherine.
1.26 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni
assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in
tempi contenuti.
1.27 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di
celebrazione dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare
tutte le prescrizioni di sicurezza.
1.28 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da
volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale,
guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e
vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa superi
significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di
incrementare il numero delle funzioni.
1.29 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita
le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie
siano toccate.
1.30 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto
con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito
l’accesso in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari
o superiore ai 37,5° C.
1.31 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive confessioni religiose, di svolgere
le funzioni negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i
partecipanti si allontanino rapidamente dall’area dell’incontro.
1.32 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è
affidata alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare, per ciascuna
confessione, le forme più idonee a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio
di contagio e di trasmissione del virus.
1.33 I ministri di culto (sacerdoti) possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi
anche oltre i confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla
normativa vigente e nel rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata
altresì dalla certificazione dell’ente di culto o della confessione di riferimento.
Attenzioni da osservare nelle funzioni liturgiche
2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la
presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza
minima.
2.2 È consentita la presenza di un cantore che possa salmodiare a voce bassa.
2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per
almeno un metro.
2.4 La distribuzione della Comunione avverrà dopo che il celebrante e l’eventuale ministro
straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi –
indossando mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo
un’adeguata distanza di sicurezza – avranno cura di offrire l’Eucarestia in conclusione della
Divina Liturgia senza venire a contatto con i fedeli.
2.5 Si ritiene imprescindibile, se dal punto di vista liturgico non risulta possibile espungere dalla
cerimonia religiosa le fasi dei riti precedentemente rappresentati dove maggiore è il rischio di
contagio da SARS-CoV-2, richiamare gli officianti e tutti coloro ad ogni titolo coinvolti alla
vigilanza nelle cerimonie ad un assoluto rispetto delle norme igienico-sanitarie, dell’uso dei
dispositivi di protezione delle vie aeree e del distanziamento sociale.
Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
3.5 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o
incontro.
3.6 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero
sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna,
individuato a cura della autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del
distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
Comunicazione
4.1 Sarà cura del responsabile del luogo di culto (parroco) rendere noto i contenuti del presente
Protocollo attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra
le quali non dovranno mancare:
– il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
– il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea
pari o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni
precedenti;
– l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di
regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una
mascherina che copra naso e bocca.
Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo,
può essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e
il rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020,
ha esaminato e approvato il presente “Protocollo con le Comunità ortodosse”, con le
raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale emendato, su richiesta, è stato trasmesso, in
data odierna, al Comitato Tecnico Scientifico.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti Prof. Avv. Giuseppe Conte Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Presidente del Consiglio Ministro dell’Interno
Roma, 15 maggio 2020

Allegato 5
Protocollo con le Comunità Induista, Buddista (Unione Buddista e Soka Gakkai),
Baha’i e Sikh

L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2
rende necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali,
contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.
Accesso ai luoghi di culto in occasione di funzioni religiose
1.34 È consentita ogni celebrazione di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme precauzionali
previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In particolare i
partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e
devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
1.35 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante
dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima
dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della
distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e,
comunque non superando le 200 unità.
1.36 Coloro che accedono ai luoghi di culto per la funzione religiosa sono tenuti a indossare
mascherine.
1.37 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni
assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in
tempi contenuti.
1.38 Alle autorità religiose o responsabili del luogo di culto è affidato il compito di individuare
forme idonee di celebrazione dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale,
facendo rispettare tutte le prescrizioni di sicurezza.
1.39 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da
volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale,
guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e
vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione prevista
superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di
incrementare il numero delle funzioni.
1.40 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita
le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie
siano toccate.
1.41 Non è consentito accedere al luogo della funzione religiosa a coloro che sono stati in contatto
con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito
l’accesso in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari
o superiore ai 37,5° C.
1.42 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive Comunità religiose, di svolgere le
funzioni negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti
si allontanino rapidamente dall’area della funzione religiosa.
1.43 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è
affidata alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare le forme più idonee
a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di trasmissione del
virus.
1.44 Le autorità religiose, i ministri di culto o i responsabili del luogo di culto (uomini e donne)
autorizzati dalle rispettive confessioni religiose possono svolgere attività di culto ed
eccezionalmente spostarsi anche oltre i confini della Regione, sempre che ricorrano le
motivazioni elencate nella normativa vigente e nel rispetto di quanto previsto in tema di
autocertificazione, corredata altresì dalla certificazione della confessione di riferimento.
Attenzioni da osservare nelle funzioni religiose
2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la
presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza
minima.
2.2 Ove previsto, è consentita la presenza di un solo cantore e di un solo organista, adeguatamente
distanziati.
2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per
almeno un metro.
Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
3.7 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni funzione.
3.8 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero
sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna,
individuato a cura della autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del
distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
Comunicazione
4.1 Sarà cura del responsabile del luogo di culto rendere noto i contenuti del presente Protocollo
attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra
le quali non dovranno mancare:
– il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
– il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea
pari o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni
precedenti;
– l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di
regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una
mascherina che copra naso e bocca.
Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo,
può essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e
il rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020,
ha esaminato e approvato il presente Protocollo con le confessioni “Comunità Induista, Buddista
(Unione Buddista e Soka Gakkai), Baha’i e Sikh”, con le raccomandazioni che sono state recepite.
Il testo finale emendato, su richiesta, è stato trasmesso, in data odierna, al Comitato Tecnico
Scientifico.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti Prof. Avv. Giuseppe Conte Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Presidente del Consiglio Ministro dell’Interno
Roma, 15 maggio 2020

Allegato 6
Protocollo con le Comunità Islamiche

L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2
rende necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali,
contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazione del culto, sono predisposte le seguenti misure.
Accesso ai luoghi di culto in occasione di preghiera
1.45 È consentita ogni celebrazione di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme precauzionali
previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In particolare i
partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e
devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
1.46 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante
dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima
dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della
distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e,
comunque non superando le 200 unità.
1.47 Coloro che accedono ai luoghi di culto per la preghiera sono tenuti a indossare mascherine.
1.48 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni
assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in
tempi contenuti.
1.49 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di preghiera
allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le prescrizioni
di sicurezza.
1.50 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da
volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale,
guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e
vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione prevista
superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di
incrementare il numero delle funzioni.
1.51 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita
le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie
siano toccate.
1.52 Non è consentito accedere al luogo della preghiera a coloro che sono stati in contatto con
persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso
in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore
ai 37,5° C.
1.53 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive comunità, di svolgere le funzioni
negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti si
allontanino rapidamente dall’area della preghiera.
1.54 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è
affidata alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare le forme più idonee
a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di trasmissione del
virus.
1.55 I ministri di culto o responsabili di comunità (uomini e donne) autorizzati dai rispettivi
organismi religiosi possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre
i confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni elencate nella normativa vigente
e nel rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla
certificazione del responsabile della comunità.
Attenzioni da osservare nella preghiera
2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la
presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza
minima.
2.2 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per
almeno un metro.
2.3 Si ritiene imprescindibile, se dal punto di vista liturgico non risulta possibile espungere dalla
cerimonia religiosa le fasi dei riti precedentemente rappresentati dove maggiore è il rischio di
contagio da SARS-CoV-2, richiamare gli officianti e tutti coloro ad ogni titolo coinvolti alla
vigilanza nelle cerimonie ad un assoluto rispetto delle norme igienico-sanitarie, dell’uso dei
dispositivi di protezione delle vie aeree e del distanziamento sociale – in particolare ove sia
prevista la posizione in ginocchio.
Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
3.9 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni preghiera.
3.10 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero
sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna,
individuato a cura della autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del
distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
Comunicazione
4.1 Sarà cura di ogni autorità religiosa rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso
le modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra
le quali non dovranno mancare:
– il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
– il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea
pari o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni
precedenti;
– l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di
regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una
mascherina che copra naso e bocca.
Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo,
può essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e
il rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
5.2 Il luogo di culto resterà chiuso qualora non si sia in grado di rispettare le misure sopra
disciplinate.
Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020,
ha esaminato e approvato il presente “Protocollo con le Comunità Islamiche”, con le
raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale emendato, su richiesta, è stato trasmesso, in
data odierna, al Comitato Tecnico Scientifico.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti Prof. Avv. Giuseppe Conte Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Presidente del Consiglio Ministro dell’Interno
Roma, 15 maggio 2020

Allegato 7
Protocollo con la Comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni

L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2
rende necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali,
contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazione del culto, sono predisposte le seguenti misure.
Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni religiose
1.56 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le
norme precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in
corso. In particolare i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione
delle vie respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
1.57 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante
dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima
dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della
distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e,
comunque non superando le 200 unità.
1.58 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare
mascherine.
1.59 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni
assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in
tempi contenuti.
1.60 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di celebrazione
dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le
prescrizioni di sicurezza.
1.61 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da
volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale,
guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e
vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione prevista
superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di
incrementare il numero delle funzioni.
1.62 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita
le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie
siano toccate.
1.63 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con
persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso
in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore
ai 37,5° C.
1.64 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive confessioni religiose, di svolgere
le funzioni negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i
partecipanti si allontanino rapidamente dall’area dell’incontro.
1.65 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è
affidata alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare, per ciascuna
confessione, le forme più idonee a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio
di contagio e di trasmissione del virus.
1.66 I ministri di culto possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre
i confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla normativa vigente
e nel rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla
certificazione dell’ente di culto o della confessione di riferimento.
Attenzioni da osservare nelle funzioni liturgiche
2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la
presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza
minima.
2.2 Ove prevista, è consentita la presenza di un solo cantore e di un solo organista, adeguatamente
distanziati.
2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per
almeno un metro.
2.4 La distribuzione del Pane e dell’Acqua avverrà dopo che il celebrante avrà curato l’igiene
delle mani e indossato guanti monouso; lo stesso indossando mascherina, avendo massima
attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – avrà cura di
offrire il Pane e l’Acqua senza venire a contatto con i fedeli.
2.5 Si ritiene imprescindibile, se dal punto di vista liturgico non risulta possibile espungere dalla
cerimonia religiosa le fasi dei riti precedentemente rappresentati dove maggiore è il rischio di
contagio da SARS-CoV-2, richiamare gli officianti e tutti coloro ad ogni titolo coinvolti alla
vigilanza nelle cerimonie ad un assoluto rispetto delle norme igienico-sanitarie, dell’uso dei
dispositivi di protezione delle vie aeree e del distanziamento sociale.
Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
3.11 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o
incontro.
3.12 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero
sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna,
individuato a cura della autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del
distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
Comunicazione
4.1 Sarà cura di ogni autorità religiosa rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso
le modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra
le quali non dovranno mancare:
– il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
– il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea
pari o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni
precedenti;
– l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di
regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una
mascherina che copra naso e bocca.
Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo,
può essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e
il rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020,
ha esaminato e approvato il presente “Protocollo con la Comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei
Santi degli ultimi giorni” con le raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale emendato,
su richiesta, è stato trasmesso, in data odierna, al Comitato Tecnico Scientifico.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti Prof. Avv. Giuseppe Conte Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Presidente del Consiglio Ministro dell’Interno
Roma, 15 maggio 2020

Allegato 8
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia
Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per
bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza covid-19

Introduzione: nuove opportunità per garantire ai bambini ed agli adolescenti l’esercizio del
diritto alla socialità ed al gioco

L’emergenza sanitaria determinatasi in conseguenza della diffusione epidemica del
COVID-19 ha reso necessari provvedimenti di protezione che hanno limitato fortemente, in
particolare nella cosiddetta fase 1 dell’emergenza, la possibilità di movimento al di fuori del contesto
domestico. In particolare, con la sospensione di tutte le attività educative e scolastiche in presenza, si
è limitata drasticamente la possibilità di svolgere esperienze al di fuori del contesto domestico e
familiare per i bambini e gli adolescenti.
Sebbene le esigenze di garantire condizioni di sicurezza e di salute per la popolazione
abbiano positivamente giustificato i provvedimenti restrittivi di cui sopra, una delle conseguenze
degli stessi è stata quella di incidere fortemente su quelle condizioni di ordinario benessere dei
bambini e degli adolescenti che si legano strettamente a diritti fondamentali come quelli all’incontro
sociale fra pari, al gioco ed all’educazione.
Partendo dalle circostanze sopra richiamate, le presenti linee guida hanno l’obiettivo
individuare orientamenti e proposte per realizzare, nella attuale fase 2 dell’emergenza COVID-19,
opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti.
Tale prospettiva è stata perseguita ricercando il giusto bilanciamento tra il diritto alla
socialità, al gioco ed in generale all’educazione dei bambini e degli adolescenti e, d’altra parte, la
necessità di garantire condizioni di tutela della loro salute, nonché di quella delle famiglie e del
personale educativo ed ausiliario impegnato nello svolgimento delle diverse iniziative.
Nel momento in cui si immagina una, seppur ridotta e controllata, interazione tra
persone, non è infatti possibile azzerare completamente il rischio di contagio, il quale va governato e
ridotto al minimo secondo precise linee guida e protocolli contenenti adeguate misure di sicurezza e
di tutela della salute.
Esiste peraltro una diffusa convergenza di orientamenti che sottolineano la necessità
di avere linee guida generali ed unitarie relativamente ai requisiti per la riapertura delle attività, in
relazione agli standard ambientali, di rapporto numerico ed alla definizione dei controlli sanitari
preventivi sui bambini e gli adolescenti, sugli operatori e sulle famiglie.
Al contempo, occorrono anche indicazioni chiare circa i necessari protocolli operativi
da adottare in corso di frequenza sia sui minori, che per garantire appropriate condizioni igieniche ai
locali ed ai diversi materiali impiegati.
Il punto di maggiore attenzione riguarda infatti il come attuare condizioni che
consentano di offrire opportunità positive in condizioni di sicurezza, o almeno nel maggior grado di
sicurezza possibili date le circostanze.
Costituiscono elementi di riferimento trasversali alle esperienze ed attività prospettate
nelle diverse sezioni del documento:
1) la centratura sulla qualità della relazione interpersonale, mediante il rapporto
individuale adulto e bambino, nel caso dei bambini di età inferiore ai 3 anni, e mediante
l’organizzazione delle attività in piccoli gruppi nel caso dei bambini più grandi e degli
adolescenti, evitando contatti tra gruppi diversi;
2) l’attenta organizzazione degli spazi più idonei e sicuri, privilegiando quelli esterni ed
il loro allestimento per favorire attività di piccoli gruppi;
3) l’attenzione particolare agli aspetti igienici e di sanificazione, al fine di ridurre i rischi
tramite protocolli di sicurezza adeguati.
Con questi presupposti e finalità generali, le linee guida trattano tre distinte tipologie
di interesse, che troveranno realizzazione progressiva e nella fase temporale che ci separa dalla
riapertura dei servizi educativi e delle scuole nel prossimo anno scolastico 2020-2021.
In particolare, ci si riferisce:
1) a decorrere dal mese di maggio 2020, alla riapertura regolamentata di parchi e giardini
pubblici per la loro possibile frequentazione da parte di bambini anche di età inferiore
ai 3 anni ed adolescenti con genitori o adulti familiari, anche non parenti;
2) a decorrere dal 18 maggio 2020 e per il periodo estivo, alla realizzazione di attività
organizzate per bambini di età superiore ai 3 anni ed adolescenti, con la presenza di
operatori addetti alla loro conduzione, nel contesto di parchi e giardini, anche
attraverso sperimentazioni innovative nell’orizzonte dell’outdoor education;
3) a decorrere dal mese di giugno 2020 e per il periodo estivo, alla realizzazione di
progetti di attività ludico-ricreative – i centri estivi – per bambini di età superiore ai 3
anni ed adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione,
utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri
ambienti similari.
La finalità perseguita di ripristinare le condizioni per l’esercizio da parte di bambini e
degli adolescenti del diritto alla socialità ed al gioco anche oltre i confini della dimensione domestica
e familiare si intreccia fortemente con le problematiche inerenti alla conciliazione delle dimensioni
di cura e lavoro da parte dei genitori. Questi ultimi sono infatti chiamati, con maggiore intensità a
partire dalla fase 2 rispetto alla fase immediatamente precedente, a riprendere le proprie attività di
lavoro.
Per questo motivo, nella circostanza in cui la richiesta di accesso alle opportunità che
prevedono un affidamento temporaneo del bambino o dell’adolescente siano superiori alle possibilità
ricettive offerte, non potrà che provvedersi a selezionare la domanda tenendo conto anche delle
effettive esigenze delle famiglie in quanto legate al tema della conciliazione.
D’altra parte, poiché il diritto dei bambini e degli adolescenti alla socialità ed al gioco
è di natura universale e non derivante dalla condizione di lavoro dei genitori, sarà la pluralità delle
offerte previste a garantire che nessun bambino o adolescente sia escluso dalla possibilità di vivere
esperienze garantite e sicure al di fuori del contesto domestico.

1 Riapertura regolamentata di parchi e di giardini pubblici per la loro possibile frequentazione
da parte di bambini, anche di età inferiore ai 3 anni, e di adolescenti con genitori o adulti
familiari. Decorrenza: maggio 2020

I parchi ed i giardini pubblici rappresentano una risorsa disponibile di grande
importanza per tutti, e certamente anche per i bambini e gli adolescenti, che possono godervi della
possibilità di realizzare esperienze all’area aperta sia orientate alla scoperta dell’ambiente che alla
realizzazione di attività di gioco col supporto di attrezzature poste ad arredo dello spazio stesso.
La loro riapertura rappresenta indubbiamente un fatto positivo per il recupero di un
equilibrio psicologico e fisico che ha risentito delle prescrizioni che hanno impedito di uscire di casa,
sebbene richieda di essere regolamentata nelle forme di accesso, nelle modalità di controllo delle
condizioni igieniche degli arredi e delle attrezzature disponibili e con la garanzia, in carico alla
responsabilità degli adulti presenti, che sia rispettato il prescritto distanziamento fisico.
Gli aspetti considerati riguardano:
1) l’accessibilità degli spazi;
2) i compiti del gestore;
3) la responsabilità del genitore o dell’adulto familiare accompagnatore, o del ragazzo se
almeno 14enne.

1.1 Accessibilità degli spazi

1) Da parte di bambini ed adolescenti da 0 a 17 anni, con obbligo di accompagnamento
da parte di un genitore o di un altro adulto familiare, anche non parente, in caso di
bambini al di sotto dei 14 anni;
2) limitata esclusivamente dalla necessità di non produrre assembramenti e di garantire il
distanziamento fisico nell’area interessata.

1.2 Compiti del gestore

1) Mettere a disposizione personale per la realizzazione delle funzioni di:
a) manutenzione e controllo periodico;
b) pulizia periodica degli arredi;
c) supervisione degli spazi.
2) Eseguire manutenzione ordinaria dello spazio:
a) definendo e controllando dei suoi confini;
b) eseguendo controlli periodici dello stato delle diverse attrezzature in esso presenti
con pulizia approfondita e frequente delle superfici più toccate, almeno
giornaliera, con detergente neutro.
3) Eseguire la supervisione degli spazi, verificando in particolare che:
a) i bambini e gli adolescenti siano accompagnati da adulti;
b) tutte le persone che accedono siano dotate di mascherine se di età superiore ai 3
anni, e che non si determinino densità fisico tali da pregiudicare il rispetto delle
prescrizioni sul distanziamento fisico (almeno un metro fra ogni diversa persona
presente nell’area).

1.3 Responsabilità del genitore o dell’adulto familiare accompagnatore (o del
ragazzo se almeno 14enne)

1) Attuare modalità di accompagnamento diretto del bambino o dell’adolescente con
particolare riguardo ai bambini nei primi 3 anni di vita e in caso di soggetti con
patologie neuropsichiatria infantile (NPI), fragilità, cronicità, in particolare:
a) in caso di bambini da 0 a 3 anni, utilizzare una carrozzina, un passeggino o
similari, oppure, se il bambino è in grado di deambulare autonomamente, garantire
il controllo diretto da parte dell’adulto accompagnatore;
b) in caso di bambini o adolescenti da 0 a 17 anni con patologie NPI, fragilità,
cronicità, garantire la presenza di un adulto accompagnatore (nota bene: in caso
di ragazzi di almeno 14 anni, non è necessario l’accompagnatore adulto, mentre
si attribuisce al ragazzo stesso, sotto la sorveglianza degli operatori che vigilano
sull’area, la responsabilità di mantenere il distanziamento fisico);
2) garantire in ogni caso il rispetto delle prescrizioni sul distanziamento fisico.

2 Attività organizzate per i bambini di età superiore ai 3 anni e gli adolescenti, con la presenza
di operatori addetti alla loro conduzione, nel contesto di parchi e giardini o luoghi similari
(fattorie didattiche, ecc.). Decorrenza: dal 18 maggio 2020 e per il periodo estivo

La realizzazione di esperienze ed attività all’aperto rappresenta un’opportunità
fondamentale nel quadro dello sviluppo armonico dei bambini e degli adolescenti e sempre di più il
tema ha assunto centralità e attenzione all’interno della definizione di outdoor education, con cui si
sottolinea non solo l’aspetto ricreativo, ma innanzitutto il legame fra l’esperienza dell’ambiente e
della natura e lo sviluppo di importanti dimensioni dell’esperienza individuale.
Dal 18 maggio 2020, gli enti interessati avranno l’opportunità di avviare i percorsi per
definire, sentiti i soggetti coinvolti e d’intesa con i gestori, la progettazione e l’organizzazione delle
attività.
I progetti potranno essere realizzati dagli enti interessati, dai soggetti gestori da questi
individuati nonché da organizzazioni ed enti del Terzo Settore.
All’interno di questa prospettiva, molte sperimentazioni innovative si sono sviluppate
non solo all’interno di esperienze internazionali nordeuropee di più lunga tradizione, ma per meritoria
iniziativa di quelle realtà locali che hanno positivamente investito in questo settore.
La realizzazione di attività all’aperto – nella presente circostanza – rappresenta
peraltro un importante elemento in ordine alla possibilità di garantire che l’esperienza dei bambini e
degli adolescenti si realizzi in un ambiente per sua natura areato ed in condizioni favorevoli al
richiesto distanziamento fisico.
Si intende che il progetto di attività sia elaborato dal gestore ricomprendendo la
relativa assunzione di responsabilità, condivisa con le famiglie, nei confronti dei bambini e degli
adolescenti accolti, anche considerando il particolare momento di emergenza sanitaria in corso.
Gli aspetti considerati riguardano:
1) l’accessibilità;
2) gli standard per il rapporto fra i bambini o gli adolescenti accolti e lo spazio
disponibile;
3) gli standard per il rapporto numerico fra personale ed i bambini e gli adolescenti e le
strategie generali per il distanziamento fisico;
4) i principi generali di igiene e pulizia;
5) i criteri di selezione del personale e di formazione degli operatori;
6) gli orientamenti generali per la programmazione delle attività;
7) l’accesso quotidiano, le modalità di accompagnamento e ritiro dei bambini o degli
adolescenti;
8) il triage in accoglienza;
9) il progetto organizzativo del servizio offerto;
10) le attenzioni speciali per l’accoglienza di bambini o adolescenti con disabilità.

2.1 Accessibilità degli spazi

Le condizioni di salute dei bambini e degli adolescenti che partecipano all’offerta delle
attività devono essere considerate con l’aiuto del pediatra di libera scelta, anche per l’eventuale
segnalazione della necessità di applicare misure protettive aggiuntive individualizzate.
In via generale, l’accesso potrà realizzarsi alle seguenti condizioni:
1) da parte di tutti i bambini ed adolescenti a partire dai 3 anni di età, si intende che il
progetto deve preferibilmente essere circoscritto a sottofasce di età in modo da
determinare condizioni di omogeneità fra i diversi bambini e adolescenti accolti; a tale
scopo, per esempio, possono essere distinte fasce relative alla scuola dell’infanzia (dai
3 ai 5 anni), alla scuola primaria (dai 6 agli 11 anni) ed alla scuola secondaria (dai 12
ai 17 anni);
2) mediante iscrizione è il gestore a definire i tempi ed i modi d’iscrizione dandone
comunicazione in modo pubblico e con congruo anticipo rispetto all’inizio delle
attività proposte, con criteri di selezione della domanda da definirsi nel caso di
domande superiori alla ricettività prevista.

2.2 Standard per il rapporto fra bambini ed adolescenti accolti e lo spazio
disponibile

Il fatto che tutte le attività si svolgano all’aperto rappresenta certamente un’opportunità
privilegiata.
Ciò premesso, in considerazione delle necessità di garantire il prescritto
distanziamento fisico, è fondamentale l’organizzazione in piccoli gruppi e l’organizzazione di una
pluralità di diversi spazi per lo svolgimento delle attività programmate.

2.3 Standard per il rapporto numerico fra personale ed i bambini ed adolescenti,
e le strategie generali per il distanziamento fisico

Il rapporto numerico minimo fra operatori, bambini ed adolescenti sarà graduato in
relazione all’età dei bambini o adolescenti stessi, come segue:
1) per i bambini in età di scuola dell’infanzia (da 3 a 5 anni) è consigliato un rapporto di
un adulto ogni 5 bambini;
2) per i bambini in età di scuola primaria (da 6 ad 11 anni) è consigliato un rapporto di
un adulto ogni 7 bambini;
3) per gli adolescenti in età di scuola secondaria (da 12 a 17 anni) è consigliato un
rapporto di un adulto ogni 10 adolescenti.

2.4 Principi generali d’igiene e pulizia

Considerato che l’infezione virale si realizza per droplets (goccioline di saliva emesse
tossendo, starnutendo o parlando) o per contatto (toccare, abbracciare, dare la mano o anche toccando
bocca, naso e occhi con le mani precedentemente contaminate), le misure di prevenzione da applicare
sempre sono le seguenti:
1) lavarsi frequentemente le mani in modo non frettoloso;
2) non tossire o starnutire senza protezione;
3) mantenere il distanziamento fisico di almeno un metro dalle altre persone;
4) non toccarsi il viso con le mani.
Particolare attenzione deve essere rivolta all’utilizzo corretto delle mascherine.
Le operazioni di pulizia approfondita dei materiali devono essere svolte di frequente
sulle superfici più toccate, con frequenza almeno giornaliera, con detergente neutro.
I servizi igienici richiedono di essere oggetto di pulizia dopo ogni volta che sono stati
utilizzati e di disinfezione almeno giornaliera con soluzioni a base di ipoclorito di sodio allo 0,1% di
cloro attivo o altri prodotti virucidi autorizzati seguendo le istruzioni per l’uso fornite dal produttore.

2.5 Criteri di selezione del personale e di formazione degli operatori

Oltre alla verifica dei requisiti di formazione è opportuno prevedere un numero di
operatori supplenti disponibili in caso di necessità. In via complementare, costituirà un’opportunità
positiva la possibilità di coinvolgimento di operatori volontari, opportunamente formati.
Tutto il personale, sia professionale che volontario, deve essere formato sui temi della
prevenzione di COVID-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale
e delle misure d’igiene e sanificazione.
È altresì importante che tutti gli operatori conoscano per tempo lo spazio in cui
andranno ad operare, le opportunità che esso offre rispetto all’età dei bambini che accoglierà e così
in modo utile alla programmazione delle diverse attività da proporre e condividere con i bambini o
gli adolescenti.

2.6 Orientamenti generali per la programmazione delle attività e la stabilità nel
tempo della relazione tra gli operatori ed i gruppi di bambini ed adolescenti

Sarà necessario lavorare per piccoli gruppi di bambini ed adolescenti, garantendo la
condizione della loro stabilità per tutto il tempo di svolgimento delle attività. Anche la relazione fra
il piccolo gruppo di bambini ed adolescenti e gli operatori attribuiti dev’essere garantita con
continuità nel tempo.
Le due condizioni di cui sopra proteggono dalla possibilità di diffusione allargata del
contagio, nel caso tale evenienza si venga a determinare, garantendo altresì la possibilità di puntuale
tracciamento del medesimo.
Le diverse attività programmate devono realizzarsi inoltre nel rispetto delle seguenti
principali condizioni:
1) continuità di relazione fra gli operatori ed i piccoli gruppi di bambini o gli adolescenti
anche ai fini di consentire l’eventuale tracciamento di potenziali casi di contagio;
2) pulizia approfondita frequente delle attrezzature e degli oggetti utilizzati per la
realizzazione delle attività, almeno giornaliera, con detergente neutro;
3) lavaggio delle mani in concomitanza col cambio di attività, dopo l’utilizzo dei servizi
igienici e prima dell’eventuale consumo di pasti.

2.7 Accesso quotidiano e modalità di accompagnamento e di ritiro dei bambini
ed adolescenti

È importante che la situazione di arrivo e rientro a casa dei bambini e degli adolescenti
si svolga senza comportare assembramento negli ingressi delle aree interessate. Per questo è
opportuno scaglionarne la programmazione nell’arco di un tempo complessivo congruo. Meglio
inoltre organizzare l’accoglienza all’esterno dell’area segnalando con appositi riferimenti le distanze
da rispettare.
All’ingresso nell’area per ogni bambino ed adolescente va predisposto il lavaggio delle
mani con acqua e sapone, o con gel igienizzante.
L’igienizzazione delle mani dovrà ovviamente essere realizzata anche nel caso degli
operatori che entrano in turno.

2.8 Triage in accoglienza

I punti di accoglienza devono essere all’esterno o in un opportuno ingresso separato
dell’area o della struttura per evitare che gli adulti accompagnatori entrino nei luoghi adibiti allo
svolgimento delle attività. È inoltre necessario che gli ingressi e le uscite siano scaglionati almeno tra
i 5 ed i 10 minuti.
Quando possibile, è opportuno che i punti di ingresso siano differenziati dai punti di
uscita, con individuazione di percorsi obbligati.
Nel punto di accoglienza deve essere disponibile una fontana o un lavandino con acqua
e sapone oppure di gel idroalcolico per l’igienizzazione delle mani del bambino o dell’adolescente
prima che entri nella struttura. Similmente, il bambino o l’adolescente dovrà igienizzarsi le mani una
volta uscito dalla struttura prima di essere riconsegnato all’accompagnatore.
Il gel idroalcolico deve essere conservato fuori dalla portata dei bambini per evitare
ingestioni accidentali.
La procedura di triage deve prevedere in particolare le seguenti verifiche
alternativamente:
1) chiedere ai genitori se il bambino o l’adolescente abbia avuto la febbre, tosse, difficoltà
respiratoria o è stato male a casa;
2) dopo aver igienizzato le mani, verifica della temperatura corporea con rilevatore di
temperatura corporea o termometro senza contatto, da pulire con una salvietta
igienizzante o del cotone imbevuto di alcool prima del primo utilizzo ed alla fine
dell’accoglienza; ed in caso di possibile contaminazione, ad esempio se il bambino o
l’adolescente inavvertitamente entra in contatto con lo strumento o si mette a tossire
durante la misurazione.
La stessa procedura va posta in essere all’entrata per gli operatori, che, se malati,
devono rimanere a casa ed allertare il loro medici di medicina generale (MMG) ed il soggetto gestore.

2.9 Progetto organizzativo del servizio offerto

Il gestore dell’attività deve garantire l’elaborazione di uno specifico progetto da
sottoporre preventivamente all’approvazione del Comune nel cui territorio si svolge l’attività,
nonché, per quanto di competenza, da parte delle competenti autorità sanitarie locali.
Il progetto organizzativo del servizio offerto deve essere coerente con tutti gli
orientamenti contenuti nel presente documento e ha lo scopo di mostrare la loro applicazione coerente
all’interno dello specifico contesto ambientale in cui le attività si svolgeranno.
Il progetto di cui sopra deve contenere le seguenti informazioni:
1) il calendario di apertura e l’orario quotidiano di funzionamento, con distinzione dei
tempi di effettiva apertura all’utenza e di quelli – precedenti e successivi – previsti per
la predisposizione quotidiana del servizio e per il suo riordino dopo la conclusione
delle attività programmate;
2) il numero e l’età dei bambini ed adolescenti accolti, nel rispetto di un rapporto con lo
spazio disponibile tale da garantire il prescritto distanziamento fisico
3) gli ambienti e gli spazi utilizzati e la loro organizzazione funzionale, mediante
l’utilizzo di una piantina nella quale i diversi ambiti funzionali – ad esempio, gli
accessi, le aree gioco, le aree servizio, ecc. – siano rappresentati in modo chiaro e tale
da costituire la base di riferimento per regolare i flussi e gli spostamenti previsti,
nonché per verificarne preliminarmente la corrispondenza ai richiesti requisiti di
sicurezza, igiene e sanità, distanziamento fisico;
4) i tempi di svolgimento delle attività ed il loro programma giornaliero di massima,
mediante un prospetto che espliciti con chiarezza le diverse situazioni e le attività che
si svolgono dall’inizio al termine della frequenza; ed individuando altresì i momenti
in cui è previsto di realizzare routine di lavaggio delle mani e di igienizzazione degli
spazi e dei materiali;
5) l’elenco del personale impiegato (nel rispetto del prescritto rapporto numerico minimo
con il numero di bambini ed adolescenti accolti), ivi compresa la previsione di una
figura di coordinamento educativo e organizzativo del gruppo degli operatori;
6) le specifiche modalità previste nel caso di accoglienza di bambini ed adolescenti con
disabilità o provenienti da contesti familiari caratterizzati da fragilità, identificando le
modalità di consultazione dei servizi sociosanitari al fine di concordare le forme di
individualizzazione del progetto di attività da proporre e realizzare;
7) le specifiche modalità previste per l’eventuale utilizzo di mezzi per il trasporto dei
bambini ed adolescenti, con particolare riguardo alle modalità con cui verrà garantita
l’accompagnamento a bordo da parte di una figura adulta, nonché il prescritto
distanziamento fisico;
8) le modalità previste per la verifica della condizione di salute del personale impiegato,
attraverso dichiarazioni e certificazioni da identificare in accordo con le competenti
autorità sanitarie locali;
9) l’elenco dei bambini ed adolescenti accolti e le modalità previste per la verifica della
loro condizione di salute, attraverso dichiarazioni e certificazioni da identificare in
accordo con le competenti autorità sanitarie locali;
10) il rispetto delle prescrizioni igieniche inerenti alla manutenzione ordinaria dello
spazio, al controllo quotidiano dello stato dei diversi arredi ed alle attrezzature in esso
presenti e la loro relativa pulizia approfondita periodica;
11) le previste modalità di verifica quotidiana delle condizioni di salute delle persone che
accedono all’area e del regolare utilizzo delle mascherine;
12) quanto eventualmente inerente alla preparazione e consumo di pasti.

2.10 Attenzioni speciali per l’accoglienza di bambini ed adolescenti con disabilità

Nella consapevolezza delle particolari difficoltà che le misure restrittive per contenere
i contagi hanno comportato per bambini ed adolescenti con disabilità, e della necessità di includerli
in una graduale ripresa della socialità, particolare attenzione e cura vanno rivolte alla definizione di
modalità di attività e misure di sicurezza specifiche per coinvolgerli nelle attività estive.
Il rapporto numerico, nel caso di bambini ed adolescenti con disabilità, dovrebbe
essere potenziato integrando la dotazione di operatori nel gruppo dove viene accolto il bambino o
l’adolescente, anche favorendo il rapporto numerico 1 a 1.
Il personale coinvolto dovrà essere adeguatamente formato anche a fronte delle diverse
modalità di organizzazione delle attività, tenendo anche conto delle difficoltà di mantenere il
distanziamento, così come della necessità di accompagnare i bambini e gli adolescenti con disabilità
nel comprendere il senso delle misure di precauzione.

3 Attività ludico-ricreative – centri estivi – per i bambini d’età superiore ai 3 anni e gli
adolescenti con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione utilizzando le potenzialità
di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari (ludoteche, centri
per famiglie, oratori, ecc.). Decorrenza: da giugno 2020 e per il periodo estivo

L’utilizzo di sedi ordinariamente ospitanti i servizi educativi per l’infanzia e le scuole
per realizzare i centri estivi che offrano un programma di attività ludico-ricreative, nel periodo estivo
in cui gli stessi servizi educativi e scuole prevedono una fase di chiusura, ha una tradizione molto
forte e radicata in numerosissime realtà locali.
Le sedi di servizi educativi e di scuole maggiormente utilizzate per questo scopo sono
naturalmente quelle che sono dotate di un generoso spazio verde dedicato poiché questo consente di
realizzare attività anche all’aperto e diverse da quelle che caratterizzano l’attività didattica che si
svolge durante il calendario scolastico.
Non è naturalmente esclusa la possibilità di utilizzare anche altre sedi similari, a patto
che le stesse offrano le medesime funzionalità necessarie, in termini di spazi per le attività all’interno
e all’esterno, servizi igienici, spazi per servizi generali e per il supporto alla preparazione e
distribuzione di pasti.
In generale, il progetto delle attività offerte predilige il riferimento ad attività ludiche
che consentano di utilizzare il tempo della giornata in modo disteso e piacevole.
I progetti potranno essere realizzati dagli enti interessati, dai soggetti gestori da questi
individuati, nonché da organizzazioni ed enti del Terzo Settore.
Si intende che il progetto di attività sia elaborato dal gestore ricomprendendo la
relativa assunzione di responsabilità, condivisa con le famiglie, nei confronti dei bambini e degli
adolescenti accolti, anche considerando il particolare momento di emergenza sanitaria in corso.
Gli aspetti presi in considerazione riguardano:
1) l’accessibilità;
2) gli standard per il rapporto fra bambini ed adolescenti accolti e lo spazio disponibile;
3) gli standard per il rapporto numerico fra il personale ed i bambini ed adolescenti, e le
strategie generali per il distanziamento fisico;
4) i principi generali d’igiene e pulizia;
5) i criteri di selezione del personale e di formazione degli operatori;
6) gli orientamenti generali per la programmazione delle attività e di stabilità nel tempo
della relazione fra gli operatori ed i gruppi di bambini ed adolescenti;
7) l’accesso quotidiano, le modalità di accompagnamento e di ritiro dei bambini ed
adolescenti;
8) i triage in accoglienza;
9) il progetto organizzativo del servizio offerto;
10) le attenzioni speciali per l’accoglienza di bambini ed adolescenti con disabilità.

3.1 Accessibilità degli spazi

Le condizioni di salute dei bambini che accedono ai centri estivi devono essere
considerate con l’aiuto del pediatra di libera scelta.
Devono in ogni caso essere previsti criteri di priorità nell’accesso ai servizi per
assicurare il sostegno ai bisogni delle famiglie con maggiori difficoltà nella conciliazione fra cura e
lavoro (per esempio situazioni con entrambi i genitori lavoratori, nuclei familiari monoparentali,
incompatibilità del lavoro dei genitori con lo smart-working, condizioni di fragilità, ecc.)
In via generale, l’accesso deve realizzarsi alle seguenti condizioni:
1) da parte di tutti i bambini e degli adolescenti, si intende che il progetto deve essere
circoscritto a sottofasce di età in modo da determinare condizioni di omogeneità fra i
diversi bambini ed adolescenti accolti; a tale scopo, dovranno distinte fasce relative
alla scuola dell’infanzia (dai 3 ai 5 anni), alla scuola primaria (dai 6 agli 11 anni) ed
alla scuola secondaria (dai 12 ai 17 anni);
2) mediante iscrizione è il gestore a definire i tempi ed i modi d’iscrizione dandone
comunicazione in modo pubblico e con congruo anticipo rispetto all’inizio delle
attività proposte;
3) con criteri di selezione della domanda, nel caso di domande superiori alla ricettività
prevista, ove si determini la situazione in cui non sia possibile accogliere tutta la
domanda espressa, deve essere redatta una graduatoria di accesso che tenga conto di
alcuni criteri, quali ad esempio:
a) la condizione di disabilità del bambino o adolescente;
b) la documentata condizione di fragilità del nucleo familiare di provenienza del
bambino ed adolescente;
c) il maggior grado di impegno in attività di lavoro da parte dei genitori del bambino
ed adolescente.

3.2 Standard per il rapporto fra bambini ed adolescenti accolti e spazio
disponibile

In considerazione delle necessità di garantire il prescritto distanziamento fisico, è
fondamentale l’organizzazione in piccoli gruppi e l’organizzazione di una pluralità di diversi spazi
per lo svolgimento delle attività programmate.
Le verifiche sulla funzionalità dell’organizzazione dello spazio ad accogliere le diverse
attività programmate non possono prescindere dalla valutazione dell’adeguatezza di ogni spazio dal
punto di vista della sicurezza.
In considerazione delle necessità di distanziamento fisico è opportuno privilegiare il
più possibile le attività in spazi aperti all’esterno, anche se non in via esclusiva, e tenendo conto di
adeguate zone d’ombra.
Vista l’organizzazione in piccoli gruppi, è necessario uno sforzo volto ad individuare
una pluralità di diversi spazi per lo svolgimento delle attività dei centri estivi nell’ambito del territorio
di riferimento.
In caso di attività in spazi chiusi, è raccomandata l’aerazione abbondante dei locali,
con il ricambio di aria che deve essere frequente: tenere le finestre aperte per la maggior parte del
tempo.

3.3 Standard per il rapporto numerico fra personale e bambini ed adolescenti, e
strategie generali per il distanziamento fisico

I criteri sotto riportati tengono in considerazione sia il grado di autonomia dei bambini
e degli adolescenti nelle attività comuni come il pasto o l’uso dei servizi igienici, sia la loro capacità
di aderire alle misure preventive da attuarsi per ridurre il rischio di COVID-19.
Il rapporto numerico minimo fra operatori, bambini ed adolescenti sarà graduato in
relazione all’età dei bambini ed adolescenti nel modo seguente:
1) per i bambini in età di scuola dell’infanzia (dai 3 ai 5 anni), un rapporto di un adulto
ogni 5 bambini;
2) per i bambini in età di scuola primaria (dai 6 agli 11 anni), un rapporto di un adulto
ogni 7 bambini;
3) per gli adolescenti in età di scuola secondaria (dai 12 ai 17 anni), un rapporto di un
adulto ogni 10 adolescenti.
Oltre alla definizione organizzativa del rapporto numerico, occorre operare per
garantire il suo rispetto per l’intera durata delle attività, tenendo conto delle prescrizioni sul
distanziamento fisico.

3.4 Principi generali d’igiene e pulizia

Considerato che l’infezione virale si realizza per droplets (goccioline di saliva emesse
tossendo, starnutendo o parlando) o per contatto (toccare, abbracciare, dare la mano o anche toccando
bocca, naso e occhi con le mani precedentemente contaminate), le misure di prevenzione da applicare
sempre sono le seguenti:
1) lavarsi frequentemente le mani in modo non frettoloso;
2) non tossire o starnutire senza protezione;
3) mantenere il distanziamento fisico di almeno un metro dalle altre persone;
4) non toccarsi il viso con le mani;
5) pulire frequentemente le superfici con le quali si vie a contatto;
6) arieggiare frequentemente i locali.
Tutto questo si realizza in modo più agevole nel caso di permanenza in spazi aperti.
Particolare attenzione deve essere rivolta all’utilizzo corretto delle mascherine.
Le operazioni di pulizia approfondita dei materiali devono essere svolte di frequente
sulle superfici più toccate, con frequenza almeno giornaliera, con un detergente neutro.
I servizi igienici richiedono di essere oggetto di pulizia dopo ogni volta che sono stati
utilizzati, e di “disinfezione” almeno giornaliera con soluzioni a base di ipoclorito di sodio allo 0,1%
di cloro attivo o altri prodotti virucidi autorizzati seguendo le istruzioni per l’uso fornite dal
produttore.

3.5 Criteri di selezione del personale e formazione degli operatori

Oltre alla verifica dei requisiti di formazione è necessario prevedere un certo numero
di operatori supplenti disponibili in caso di necessità.
In via complementare, costituirà una opportunità positiva la possibilità di
coinvolgimento di operatori volontari, opportunamente formati.
Tutto il personale, professionale e volontario, deve essere formato sui temi della
prevenzione di COVID-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale
e delle misure di igiene e sanificazione.
Molto importante è anche che tutti gli operatori conoscano per tempo lo spazio in cui
andranno ad operare, le opportunità che esso offre rispetto all’età dei bambini e degli adolescenti che
accoglierà, in modo utile alla programmazione delle diverse attività da proporre e condividere con gli
stessi.

3.6 Orientamenti generali per la programmazione delle attività e di stabilità nel
tempo della relazione fra operatori ed i gruppi di bambini ed adolescenti

Sarà necessario lavorare per piccoli gruppi di bambini ed adolescenti, garantendo la
condizione della loro stabilità per tutto il tempo di svolgimento delle attività. Anche la relazione fra
piccolo gruppo di bambini ed adolescenti ed operatori attribuiti deve essere garantita con continuità
nel tempo.
Le due condizioni di cui sopra proteggono dalla possibilità di diffusione allargata del
contagio, nel caso tale evenienza si venga a determinare, garantendo altresì la possibilità di puntuale
tracciamento del medesimo.
La realizzazione delle diverse attività programmate deve realizzarsi inoltre nel rispetto
delle seguenti principali condizioni:
1) continuità di relazione fra gli operatori ed i piccoli gruppi di bambini ed adolescenti,
anche ai fini di consentire l’eventuale tracciamento di potenziali casi di contagio;
2) pulizia approfondita frequente delle attrezzature e degli oggetti utilizzati per la
realizzazione delle attività (almeno giornaliera) con detergente neutro;
3) lavaggio delle mani in concomitanza col cambio di attività, dopo l’utilizzo dei servizi
igienici e prima dell’eventuale consumo di pasti;
4) attenzione alla non condivisione dell’utilizzo di posate e bicchieri da parte di più
bambini nel momento del consumo del pasto;
5) non previsione di attività che comprendano assembramenti di più persone, come le
feste periodiche con le famiglie, privilegiando forme audiovisuali di documentazione
ai fini della comunicazione ai genitori dei bambini.

3.7 Accesso quotidiano e modalità di accompagnamento e ritiro dei bambini ed
adolescenti

È importante che la situazione di arrivo e rientro a casa dei bambini ed adolescenti si
svolga senza comportare assembramento negli ingressi delle aree interessate. Per questo è opportuno
scaglionarne la programmazione nell’arco di un tempo complessivo congruo. Meglio inoltre
organizzare l’accoglienza all’esterno dell’area segnalando con appositi riferimenti le distanze da
rispettare.
All’ingresso nell’area per ogni bambino ed adolescente va predisposto il lavaggio delle
mani con acqua e sapone o con del gel igienizzante.
L’igienizzazione delle mani deve essere realizzata anche nel caso degli operatori che
entrano in turno.

3.8 Triage in accoglienza

I punti di accoglienza devono essere all’esterno o in un opportuno ingresso separato
dell’area o struttura per evitare che gli adulti accompagnatori entrino nei luoghi adibiti allo
svolgimento delle attività. È inoltre necessario che gli ingressi e le uscite siano scaglionati almeno fra
i 5 ed i 10 minuti.
Quando possibile, saranno opportunamente differenziati i punti di ingresso dai punti
di uscita, con individuazione di percorsi obbligati.
Nel punto di accoglienza deve essere disponibile una fontana o un lavandino con acqua
e sapone o, in assenza di questa, di gel idroalcolico per l’igienizzazione delle mani del bambino prima
che entri nella struttura. Similmente, il bambino o adolescente deve igienizzarsi le mani una volta
uscito dalla struttura prima di essere riconsegnato all’accompagnatore. Il gel idroalcolico deve
ovviamente essere conservato fuori dalla portata dei bambini per evitare ingestioni accidentali.
La procedura di triage deve prevedere in particolare le seguenti verifiche
alternativamente:
1) chiedere ai genitori se il bambino o l’adolescente ha avuto la febbre, tosse, difficoltà
respiratoria o è stato male a casa;
2) dopo aver igienizzato le mani, verifica della temperatura corporea con rilevatore di
temperatura corporea o termometro senza contatto (da pulire con una salvietta
igienizzante o cotone imbevuto di alcool prima del primo utilizzo e alla fine
dell’accoglienza e in caso di possibile contaminazione, ad esempio se il bambino
inavvertitamente entra in contatto con lo strumento o si mette a tossire durante la
misurazione).
La stessa procedura va posta in essere all’entrata per gli operatori, che, se malati,
devono rimanere a casa e allertare il loro MMG e il soggetto gestore.

3.9 Progetto organizzativo del servizio offerto

Il gestore dell’attività deve garantire l’elaborazione di uno specifico progetto da
sottoporre preventivamente all’approvazione del Comune nel cui territorio si svolge l’attività,
nonché, per quanto di competenza, da parte delle competenti autorità sanitarie locali.
Il progetto organizzativo del servizio offerto deve essere coerente con tutti gli
orientamenti contenuti nel presente documento e ha lo scopo di mostrare la loro applicazione coerente
all’interno dello specifico contesto ambientale in cui le attività si svolgeranno.
Il progetto di cui sopra deve contenere le seguenti informazioni:
1) il calendario di apertura e orario quotidiano di funzionamento, con distinzione dei
tempi di effettiva apertura all’utenza e di quelli – precedenti e successivi – previsti per
la predisposizione quotidiana del servizio e per il suo riordino dopo la conclusione
delle attività programmate;
2) il numero e età dei bambini e degli adolescenti accolti, nel rispetto di un rapporto con
lo spazio disponibile tale da garantire il prescritto distanziamento fisico;
3) gli ambienti e spazi utilizzati e loro organizzazione funzionale, mediante l’utilizzo di
una piantina delle aree chiuse nella quale i diversi ambiti funzionali – ad esempio,
accessi, aree gioco, aree servizio, ecc. – siano rappresentati in modo chiaro e tale da
costituire base di riferimento per regolare i flussi e gli spostamenti previsti, nonché per
verificarne preliminarmente la corrispondenza ai richiesti requisiti di sicurezza, igiene
e sanità, distanziamento fisico;
4) i tempi di svolgimento delle attività e loro programma giornaliero di massima,
mediante un prospetto che espliciti con chiarezza le diverse situazioni e attività che si
svolgono dall’inizio al termine della frequenza e individuando altresì i momenti in cui
è previsto di realizzare routine di lavaggio delle mani e/o di igienizzazione degli spazi
e materiali;
5) l’elenco del personale impiegato (nel rispetto del prescritto rapporto numerico minimo
con il numero di bambini ed adolescenti accolti), ivi compresa la previsione di una
figura di coordinamento educativo e organizzativo del gruppo degli operatori;
6) le specifiche modalità previste nel caso di accoglienza di bambini ed adolescenti con
disabilità o provenienti da contesti familiari caratterizzati da fragilità, identificando le
modalità di consultazione dei servizi sociosanitari al fine di concordare le forme di
individualizzazione del progetto di attività da proporre e realizzare;
7) le specifiche modalità previste per l’eventuale utilizzo di mezzi per il trasporto dei
bambini ed adolescenti, con particolare riguardo alle modalità con cui verrà garantita
l’accompagnamento a bordo da parte di figura adulta, nonché il prescritto
distanziamento fisico;
8) le modalità previste per la verifica della condizione di salute del personale impiegato,
attraverso dichiarazioni e certificazioni da identificare in accordo con le competenti
autorità sanitarie locali;
9) l’elenco dei bambini ed adolescenti accolti e modalità previste per la verifica della loro
condizione di salute, attraverso dichiarazioni e certificazioni da identificare in accordo
con le competenti autorità sanitarie locali;
10) il rispetto delle prescrizioni igieniche inerenti alla manutenzione ordinaria dello
spazio, il controllo quotidiano dello stato dei diversi arredi e attrezzature in esso
presenti e loro relativa pulizia approfondita periodica;
11) le previste modalità di verifica quotidiana delle condizioni di salute delle persone che
accedono all’area e del regolare utilizzo delle mascherine
12) quanto eventualmente inerente alla preparazione e consumo di pasti.

3.10 Attenzioni speciali per l’accoglienza di bambini ed adolescenti con disabilità

Nella consapevolezza delle particolari difficoltà che le misure restrittive per contenere
i contagi hanno comportato per bambini ed adolescenti con disabilità, e della necessità di includerli
in una graduale ripresa della socialità, particolare attenzione e cura vanno rivolte alla definizione di
modalità di attività e misure di sicurezza specifiche per coinvolgerli nelle attività estive.
Il rapporto numerico, nel caso di bambini ed adolescenti con disabilità, deve essere
potenziato integrando la dotazione di operatori nel gruppo dove viene accolto il bambino ed
adolescente, portando il rapporto numerico a 1 operatore per 1 bambino o adolescente.
Il personale coinvolto deve essere adeguatamente formato anche a fronte delle diverse
modalità di organizzazione delle attività, tenendo anche conto delle difficoltà di mantenere il
distanziamento, così come della necessità di accompagnare bambini ed adolescenti con disabilità nel
comprendere il senso delle misure di precauzione.

Allegato 9
Spettacoli dal vivo e cinema

1. Mantenimento del distanziamento interpersonale, anche tra gli artisti.
2. Misurazione della temperatura corporea agli spettatori, agli artisti, alle maestranze e a ogni
altro lavoratore nel luogo dove si tiene lo spettacolo, impedendo l’accesso in caso di
temperatura > 37,5 °C.
3. Utilizzo obbligatorio di mascherine anche di comunità per gli spettatori.
4. Utilizzo di idonei dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori che operano in
spazi condivisi e/o a contatto con il pubblico.
5. Garanzia di adeguata periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti chiusi e dei servizi
igienici di tutti i luoghi interessati dall’evento, anche tra i diversi spettacoli svolti nella
medesima giornata.
6. Adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria e rispetto delle raccomandazioni concernenti
sistemi di ventilazione e di condizionamento.
7. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti
sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
8. Divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi
alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.
9. Utilizzo della segnaletica per far rispettare la distanza fisica di almeno 1 metro anche presso
le biglietterie e gli sportelli informativi, nonché all’esterno dei luoghi dove si svolgono gli
spettacoli.
10. Regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il
distanziamento sociale nell’accesso.
11. Limitazione dell’utilizzo di pagamenti in contanti, ove possibile.
12. Vendita dei biglietti e controllo dell’accesso, ove possibile, con modalità telematiche, anche
al fine di evitare aggregazioni presso le biglietterie e gli spazi di accesso alle strutture.
13. Comunicazione agli utenti, anche tramite l’utilizzo di video, delle misure di sicurezza e di
prevenzione del rischio da seguire nei luoghi dove si svolge lo spettacolo.

Allegato 10
Criteri per Protocolli di settore
elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020

Nel premettere che le raccomandazioni di carattere sanitario del Comitato tecnico-scientifico (CTS)
sono basate sullo stato attuale delle evidenze epidemiologiche e scientifiche e sono passibili di
aggiornamento in base all’evoluzione del quadro epidemiologico e delle conoscenze, le stesse hanno
la finalità di fornire al decisore politico indicazioni utili al contenimento dell’epidemia da SARSCoV-2.
La realtà epidemiologica, produttiva, sociale ed organizzativa del Paese nonchè i fattori rilevanti nel
determinare la dinamica dell’epidemia da SARS-CoV-2 (es. trasporti, densità abitativa, servizi
sanitari e sociali) differiscono e potranno differire significativamente nel corso dell’epidemia nelle
diverse aree del paese, sia su base regionale che provinciale.
In questa prospettiva e considerata la specificità tecnico organizzativa delle richieste e dei documenti
provenienti dai diversi ministeri, il CTS individua il proprio compito specifico nella espressione di
raccomandazioni generali di tipo sanitario sulle misure di prevenzione e contenimento rimandando ai
diversi proponenti ed alle autorità locali competenti la scelta più appropriata della declinazione di
indirizzo ed operativa sulla base della più puntuale conoscenza degli aspetti tecnico organizzativi
negli specifici contesti.
In ogni caso è essenziale che a livello nazionale, regionale e locale vi sia una valutazione puntuale
del possibile impatto in termini di circolazione del virus SARS-CoV-2 delle diverse azioni, così da
contenere la circolazione del virus al livello più basso possibile.
In tale contesto, relativamente alle ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive in vista della
graduale riapertura, sono stati predisposti su richiesta dei ministeri competenti documenti tecnici e
pareri per alcuni settori di maggiore complessità, finalizzati a supportare il processo decisionale con
elementi di analisi e proposte di soluzioni tecnico-organizzative che necessariamente devono trovare
poi una modulazione contestualizzata a livello regionale e locale con il coinvolgimento delle autorità
competenti.
Al fine di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e dell’utenza coinvolta nelle attività
produttive è necessario che i principi di declinazione di protocolli condivisi di settore tengano conto
della coerenza con la normativa vigente, incluso il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle
misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”
aggiornato al 24 aprile 2020.
I principi cardine che hanno informato ed informano le scelte e gli indirizzi tecnici sono:
1. il distanziamento sociale: mantenendo una distanza interpersonale non inferiore al metro;
2. la rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti;
3. la capacità di controllo e risposta dei servizi sanitari della sanità pubblica territoriale ed
ospedaliera.
Per garantire a tutti la possibilità del rispetto di tali principi è necessario prevedere specifiche
misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione, igieniche e comunicative declinate
sullo specifico contesto produttivo e di vita sociale, tenendo presente i seguenti criteri anche
facendo riferimento ai documenti di indirizzo prodotti da ISS e INAIL:
1. Il rischio di aggregazione e affollamento e la possibilità di prevenirlo in maniera efficace nelle
singole realtà e nell’accesso a queste;
2. La prossimità delle persone (es. lavoratori, utenti, ecc.) rispetto a contesti statici (es. persone
tutte ferme in postazioni fisse), dinamici (persone in movimento) o misti (contemporanea
presenza di persone in posizioni fisse e di altre in movimento);
3. L’effettiva possibilità di mantenere la appropriata mascherina da parte di tutti nei contesti
raccomandati;
4. Il rischio connesso alle principali vie di trasmissione (droplet e contatto) in particolare alle
contaminazioni da droplet in relazione alle superfici di contatto;
5. La concreta possibilità di accedere alla frequente ed efficace igiene delle mani;
6. L’adeguata aereazione negli ambienti al chiuso;
7. L’adeguata pulizia ed igienizzazione degli ambienti e delle superfici;
8. La disponibilità di una efficace informazione e comunicazione.
La capacità di promuovere, monitorare e controllare l’adozione delle misure definendo i conseguenti
ruoli.

Allegato 11
Misure per gli esercizi commerciali

1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.
2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione
dell’orario di apertura.
3. Garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria.
4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti
sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative
laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.
6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e
bevande.
7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:
a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo
di due operatori;
c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso è regolamentato in
funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.
8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

Allegato 12
Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento
della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali
24 aprile 2020

Oggi, venerdi 24 aprile 2020, è stato integrato il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure
per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”
sottoscritto il 14 marzo 2020 su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro
dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico
e del Ministro della salute, che avevano promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della
misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 11 marzo 2020, che – in relazione alle attività professionali e alle attività produttive –
raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.
Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del Protocollo.
Premessa
Il documento, tenuto conto dei vari provvedimenti del Governo e, da ultimo, del DPCM 10
aprile 2020, nonché di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene linee guida condivise tra
le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia
Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID
19 negli ambienti di lavoro.
La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che
assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione. La mancata attuazione del
Protocollo che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino
al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Pertanto le Parti convengono sin da ora il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali, con la
conseguente riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, al fine di permettere alle imprese di tutti
i settori di applicare tali misure e la conseguente messa in sicurezza del luogo di lavoro.
Unitamente alla possibilità per l’azienda di ricorrere al lavoro agile e gli ammortizzatori sociali,
soluzioni organizzative straordinarie, le parti intendono favorire il contrasto e il contenimento della
diffusione del virus.
È obiettivo prioritario coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni
di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Nell’ambito di tale
obiettivo, si può prevedere anche la riduzione o la sospensione temporanea delle attività.
In questa prospettiva potranno risultare utili, per la rarefazione delle presenze dentro i luoghi di
lavoro, le misure urgenti che il Governo intende adottare, in particolare in tema di ammortizzatori
sociali per tutto il territorio nazionale.
Ferma la necessità di dover adottare rapidamente un Protocollo di regolamentazione per il contrasto
e il contenimento della diffusione del virus che preveda procedure e regole di condotta, va favorito il
confronto preventivo con le rappresentanze sindacali presenti nei luoghi di lavoro, e per le piccole
imprese le rappresentanze territoriali come previsto dagli accordi interconfederali, affinché ogni
misura adottata possa essere condivisa e resa più efficace dal contributo di esperienza delle persone
che lavorano, in particolare degli RLS e degli RLST, tenendo conto della specificità di ogni singola
realtà produttiva e delle situazioni territoriali.
PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA
DIFFUSIONE DEL COVID – 19
L’obiettivo del presente protocollo condiviso di regolamentazione è fornire indicazioni operative
finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali
di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19.
Il COVID-19 rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali
per tutta la popolazione. Il presente protocollo contiene, quindi, misure che seguono la logica della
precauzione e seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria.
Fatti salvi tutti gli obblighi previsti dalle disposizioni emanate per il contenimento del COVID-19 e
premesso che
il DPCM dell’11 marzo 2020 prevede l’osservanza fino al 25 marzo 2020 di misure restrittive
nell’intero territorio nazionale, specifiche per il contenimento del COVID – 19 e che per le attività di
produzione tali misure raccomandano:
 sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività
che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
 siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti
previsti dalla contrattazione collettiva;
 siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
 assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la
distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di
strumenti di protezione individuale;
 siano incentivate le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal
fine forme di ammortizzatori sociali;
 per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli
spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
 si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e
sindacali;
 per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile
si stabilisce che
le imprese adottano il presente protocollo di regolamentazione all’interno dei propri luoghi di lavoro,
oltre a quanto previsto dal suddetto decreto, applicano le ulteriori misure di precauzione di seguito
elencate – da integrare con altre equivalenti o più incisive secondo le peculiarità della propria
organizzazione, previa consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali – per tutelare la salute
delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.
1-INFORMAZIONE
 L’azienda, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, informa tutti i lavoratori e
chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo
all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi depliants
informativi
 In particolare, le informazioni riguardano
o l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri
sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria
o la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter
permanere in azienda e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche
successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di
influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone
positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc) in cui i provvedimenti dell’Autorità
impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere
al proprio domicilio
o l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel
fare accesso in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza,
osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano
dell’igiene)
o l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro
della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della
prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone
presenti
L’azienda fornisce una informazione adeguata sulla base delle mansioni e dei contesti lavorativi, con
particolare riferimento al complesso delle misure adottate cui il personale deve attenersi in particolare
sul corretto utilizzo dei DPI per contribuire a prevenire ogni possibile forma di diffusione di contagio.
2-MODALITA’ DI INGRESSO IN AZIENDA
 Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della
temperatura corporea1
. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito
l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione – nel rispetto delle indicazioni
riportate in nota – saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine non dovranno
recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve
tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni

Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda,
della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti
risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS2
 Per questi casi si fa riferimento al Decreto legge n. 6 del 23/02/2020, art. 1, lett. h) e i)

1 La rilevazione in tempo reale della temperatura corporea costituisce un trattamento di dati personali e, pertanto, deve
avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente. A tal fine si suggerisce di: 1) rilevare a temperatura e non registrare il dato
acquisto. È possibile identificare l’interessato e registrare il superamento della soglia di temperatura solo qualora sia necessario
a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali; 2) fornire l’informativa sul trattamento dei dati
personali. Si ricorda che l’informativa può omettere le informazioni di cui l’interessato è già in possesso e può essere fornita
anche oralmente. Quanto ai contenuti dell’informativa, con riferimento alla finalità del trattamento potrà essere indicata la
prevenzione dal contagio da COVID-19 e con riferimento alla base giuridica può essere indicata l’implementazione dei
protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020 e con riferimento alla durata
dell’eventuale conservazione dei dati si può far riferimento al termine dello stato d’emergenza; 3) definire le misure di sicurezza
e organizzative adeguate a proteggere i dati. In particolare, sotto il profilo organizzativo, occorre individuare i soggetti preposti
al trattamento e fornire loro le istruzioni necessarie. A tal fine, si ricorda che i dati possono essere trattati esclusivamente per
finalità di prevenzione dal contagio da COVID-19 e non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche
previsioni normative (es. in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali
“contatti stretti di un lavoratore risultato positivo al COVID-19); 4) in caso di isolamento momentaneo dovuto al superamento
della soglia di temperatura, assicurare modalità tali da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore. Tali garanzie devono
essere assicurate anche nel caso in cui il lavoratore comunichi all’ufficio responsabile del personale di aver avuto, al di fuori
del contesto aziendale, contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 e nel caso di allontanamento del lavoratore che
durante l’attività lavorativa sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria e dei suoi colleghi (v. infra).
____________________________
2 Qualora si richieda il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza
di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al COVID-19, si ricorda di prestare attenzione alla disciplina
sul trattamento dei dati personali, poiché l’acquisizione della dichiarazione costituisce un trattamento dati. A tal fine, si
applicano le indicazioni di cui alla precedente nota n. 1 e, nello specifico, si suggerisce di raccogliere solo i dati necessari,
adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da COVID-19. Ad esempio, se si richiede una dichiarazione sui
contatti con persone risultate positive al COVID-19, occorre astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla
persona risultata positiva. Oppure, se si richiede una dichiarazione sulla provenienza da zone a rischio epidemiologico, è
necessario astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alle specificità dei luoghi.
 L’ ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all’infezione da COVID 19 dovrà
essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica
da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e
rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.
 Qualora, per prevenire l’attivazione di focolai epidemici, nelle aree maggiormente colpite dal
virus, l’autorità sanitaria competente disponga misure aggiuntive specifiche, come ad
esempio, l’esecuzione del tampone per i lavoratori, il datore di lavoro fornirà la massima
collaborazione.
3-MODALITA’ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI
 Per l’accesso di fornitori esterni individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante
modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il
personale in forza nei reparti/uffici coinvolti
 Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non
è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le necessarie attività di approntamento
delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un
metro
 Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici
dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una
adeguata pulizia giornaliera
 Va ridotto, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori; qualora fosse necessario l’ingresso di
visitatori esterni (impresa di pulizie, manutenzione…), gli stessi dovranno sottostare a tutte le
regole aziendali, ivi comprese quelle per l’accesso ai locali aziendali di cui al precedente
paragrafo 2
 Ove presente un servizio di trasporto organizzato dall’azienda va garantita e rispettata la
sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento.
 le norme del presente Protocollo si estendono alle aziende in appalto che possono organizzare
sedi e cantieri permanenti e provvisori all’interno dei siti e delle aree produttive
 in caso di lavoratori dipendenti da aziende terze che operano nello stesso sito produttivo (es.
manutentori, fornitori, addetti alle pulizie o vigilanza) che risultassero positivi al tampone
COVID-19, l’appaltatore dovrà informare immediatamente il committente ed entrambi
dovranno collaborare con l’autorità sanitaria fornendo elementi utili all’individuazione di
eventuali contatti stretti.
 L’azienda committente è tenuta a dare, all’impresa appaltatrice, completa informativa dei
contenuti del Protocollo aziendale e deve vigilare affinché i lavoratori della stessa o delle
aziende terze che operano a qualunque titolo nel perimetro aziendale, ne rispettino
integralmente le disposizioni.
4-PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA
 l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti,
delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
 nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede
alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22
febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione
 occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch,
mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi
 l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità
ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo
agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)
 nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi
sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla
riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle
aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020.
5-PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI
 è obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in
particolare per le mani
 l’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani
 è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone
 I detergenti per le mani di cui sopra devono essere accessibili a tutti i lavoratori anche grazie
a specifici dispenser collocati in punti facilmente individuabili.
6-DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
 l’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel
presente Protocollo di Regolamentazione è fondamentale e, vista l’attuale situazione di
emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio. Per questi motivi:
a. le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle
indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
b. data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola
finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui
tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria
c. è favorita la preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le
indicazioni dell’OMS
(https://www.who.int/gpsc/5may/Guide_to_Local_Production.pdf)
 qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano
possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri
dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle
disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.
 nella declinazione delle misure del Protocollo all’interno dei luoghi di lavoro sulla base del
complesso dei rischi valutati e, a partire dalla mappatura delle diverse attività dell’azienda, si
adotteranno i DPI idonei. E’ previsto, per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni,
l’utilizzo di una mascherina chirurgica, come del resto normato dal DL n. 9 (art. 34) in
combinato con il DL n. 18 (art 16 c. 1)
7. GESTIONE SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI, AREE FUMATORI, DISTRIBUTORI
DI BEVANDE E/O SNACK…)
 l’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è
contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di
sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra
le persone che li occupano.
 occorre provvedere alla organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spogliatoi per
lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e
garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie.
 occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti
dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.
8-ORGANIZZAZIONE AZIENDALE (TURNAZIONE, TRASFERTE E SMART WORK,
RIMODULAZIONE DEI LIVELLI PRODUTTIVI)
In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, limitatamente al periodo della emergenza dovuta al
COVID-19, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai CCNL e favorendo così le
intese con le rappresentanze sindacali aziendali:
 disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali
è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza
 Si può procedere ad una rimodulazione dei livelli produttivi
 assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di
diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili
 utilizzare lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il
domicilio o a distanza nel caso vengano utilizzati ammortizzatori sociali, anche in deroga,
valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine
aziendale, se del caso anche con opportune rotazioni
a. utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli
istituti contrattuali (par, rol, banca ore) generalmente finalizzati a consentire
l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione
 nel caso l’utilizzo degli istituti di cui al punto c) non risulti sufficiente, si utilizzeranno
i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti
 sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali,
anche se già concordate o organizzate
Il lavoro a distanza continua ad essere favorito anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro
in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione, ferma la necessità che il datore di lavoro
garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle
apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause).
E’ necessario il rispetto del distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi
di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e degli spazi aziendali. Nel caso di
lavoratori che non necessitano di particolari strumenti e/o attrezzature di lavoro e che possono
lavorare da soli, gli stessi potrebbero, per il periodo transitorio, essere posizionati in spazi ricavati ad
esempio da uffici inutilizzati, sale riunioni.
Per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente potranno essere trovate soluzioni
innovative come, ad esempio, il riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente
distanziate tra loro ovvero, analoghe soluzioni.
L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il
distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e
prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari.
È essenziale evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto
di lavoro e rientrare a casa (commuting), con particolare riferimento all’utilizzo del trasporto
pubblico. Per tale motivo andrebbero incentivate forme di trasporto verso il luogo di lavoro con
adeguato distanziamento fra i viaggiatori e favorendo l’uso del mezzo privato o di navette.
9- GESTIONE ENTRATA E USCITA DEI DIPENDENTI
 Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti
nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa)
 dove è possibile, occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e
garantire la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni
10-SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE
 Gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al minimo indispensabile
e nel rispetto delle indicazioni aziendali
 non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere
della necessità e urgenza, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta
al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il
distanziamento interpersonale e un’adeguata pulizia/areazione dei locali
 sono sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula,
anche obbligatoria, anche se già organizzati; è comunque possibile, qualora l’organizzazione
aziendale lo permetta, effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart work
 Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante
entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei
luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non
comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (a titolo
esemplificativo: l’addetto all’emergenza, sia antincendio, sia primo soccorso, può continuare
ad intervenire in caso di necessità; il carrellista può continuare ad operare come carrellista)
11-GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN AZIENDA
 nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione
respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si
dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello
degli altri presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità
sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal
Ministero della Salute
 l’azienda collabora con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti”
di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19.
Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di
quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili
contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni
dell’Autorità sanitaria
 Il lavoratore al momento dell’isolamento, deve essere subito dotato ove già non lo fosse, di
mascherina chirurgica.
12-SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS
 La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle
indicazioni del Ministero della Salute (cd. decalogo)
 vanno privilegiate, in questo periodo, le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da
rientro da malattia
 la sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura
di prevenzione di carattere generale: sia perché può intercettare possibili casi e sintomi
sospetti del contagio, sia per l’informazione e la formazione che il medico competente può
fornire ai lavoratori per evitare la diffusione del contagio
 nell’integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19 il medico
competente collabora con il datore di lavoro e le RLS/RLST.
 Il medico competente segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali
o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy.
 Il medico competente applicherà le indicazioni delle Autorità Sanitarie. Il medico competente,
in considerazione del suo ruolo nella valutazione dei rischi e nella sorveglia sanitaria, potrà
suggerire l’adozione di eventuali mezzi diagnostici qualora ritenuti utili al fine del
contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori.
 Alla ripresa delle attività, è opportuno che sia coinvolto il medico competente per le
identificazioni dei soggetti con particolari situazioni di fragilità e per il reinserimento
lavorativo di soggetti con pregressa infezione da COVID 19.
E’ raccomandabile che la sorveglianza sanitaria ponga particolare attenzione ai soggetti fragili
anche in relazione all’età
Per il reintegro progressivo di lavoratori dopo l’infezione da COVID19, il medico competente,
previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione del tampone secondo le
modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza,
effettua la visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di
salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla
mansione”. (D.Lgs 81/08 e s.m.i, art. 41, c. 2 lett. e-ter), anche per valutare profili specifici di
rischiosità e comunque indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.
13-AGGIORNAMENTO DEL PROTOCOLLO DI REGOLAMENTAZIONE
 È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo
di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.
 Laddove, per la particolare tipologia di impresa e per il sistema delle relazioni sindacali, non
si desse luogo alla costituzione di comitati aziendali, verrà istituito, un Comitato Territoriale
composto dagli Organismi Paritetici per la salute e la sicurezza, laddove costituiti, con il
coinvolgimento degli RLST e dei rappresentanti delle parti sociali.
 Potranno essere costituiti, a livello territoriale o settoriale, ad iniziativa dei soggetti firmatari
del presente Protocollo, comitati per le finalità del Protocollo, anche con il coinvolgimento
delle autorità sanitaria locali e degli altri soggetti istituzionali coinvolti nelle iniziative per il
contrasto della diffusione del COVID19.

Allegato 13
Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del
COVID-19 nei cantieri

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ed il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
condividono con ANCI, UPI, Anas S.p.A., RFI, ANCE, Alleanza delle Cooperative, Feneal Uil, Filca
– CISL e Fillea CGIL, ANAEPA-Confartigianato, CNA Costruzioni, Casartigiani, CLAAI
il seguente:
PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA
DIFFUSIONE DEL COVID – 19 NEI CANTIERI
Il 14 marzo 2020 è stato adottato il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento
della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro (d’ora in poi Protocollo), relativo a tutti
i settori produttivi“, il cui contenuto è stato integrato in data 24 aprile 2020, e alle cui previsioni il
presente protocollo fa integralmente rinvio. Inoltre, le previsioni del presente protocollo
rappresentano specificazione di settore rispetto alle previsioni generali contenute nel Protocollo del
14 marzo 2020, come integrato il successivo 24 aprile 2020.
Stante la validità delle disposizioni contenute nel citato Protocollo previste a carattere generale per
tutte le categorie, e in particolare per i settori delle opere pubbliche e dell’edilizia,, si è ritenuto
definire ulteriori misure.
L’obiettivo del presente protocollo condiviso di regolamentazione è fornire indicazioni operative
finalizzate a incrementare nei cantieri l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate
per contrastare l’epidemia di COVID-19. Il COVID-19 rappresenta, infatti, un rischio biologico
generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione.
Il presente protocollo contiene, quindi, misure che seguono la logica della precauzione e seguono e
attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria. Tali misure si estendono
ai titolari del cantiere e a tutti i subappaltatori e subfornitori presenti nel medesimo cantiere
In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, limitatamente al periodo della emergenza dovuta
al COVID-19, i datori di lavoro potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai CCNL e
favorendo così le intese con le rappresentanze sindacali:
• attuare il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le
attività di supporto al cantiere che possono essere svolte dal proprio domicilio o in modalità a
distanza;
• sospendere quelle lavorazioni che possono essere svolte attraverso una
riorganizzazione delle fasi eseguite in tempi successivi senza compromettere le opere realizzate;
• assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo
di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili;
• utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli
istituti contrattuali generalmente finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro senza perdita
della retribuzione;
• sono incentivate le ferie maturate e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri
strumenti previsti dalla normativa vigente e dalla contrattazione collettiva per le attività di
supporto al cantiere;
• sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali,
anche se già concordate o organizzate
• sono limitati al massimo gli spostamenti all’interno e all’esterno del cantiere,
contingentando l’accesso agli spazi comuni anche attraverso la riorganizzazione delle lavorazioni
e degli orari del cantiere;
Il lavoro a distanza continua ad essere favorito anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro
in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione, ferma la necessità che il datore di lavoro
garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle
apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause).
E’ necessario il rispetto del distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi
di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e con le dimensioni del cantiere. Nel
caso di lavoratori che non necessitano di particolaristrumenti e/o attrezzature di lavoro e che possono
lavorare da soli, gli stessi potrebbero, per il periodo transitorio, essere posizionati in spazi ricavati.
Per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente potranno essere assunti protocolli
di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile in relazione alle lavorazioni da eseguire
rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, siano
adottati strumenti di protezione individuale. Il coordinatore per la sicurezza nell’esecuzione dei
lavori, ove nominato ai sensi del Decreto legislativo 9 aprile 2008 , n. 81, provvede ad integrare il
Piano di sicurezza e di coordinamento e la relativa stima dei costi. I committenti,attraverso i
coordinatori per la sicurezza,vigilano affinché nei cantieri siano adottate le misure di sicurezza anticontagio;
L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il
distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e
prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari.
È essenziale evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto
di lavoro e rientrare a casa (commuting), con particolare riferimento all’utilizzo del trasporto
pubblico. Per tale motivo andrebbero incentivate forme di trasporto verso il luogo di lavoro con
adeguato distanziamento fra i viaggiatori e favorendo l’uso del mezzo privato o di navette.
Oltre a quanto previsto dal il DPCM dell’11 marzo 2020, i datori di lavoro adottano il presente
protocollo di regolamentazione all’interno del cantiere, applicando, per tutelare la salute delle
persone presenti all’interno del cantiere e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro, le ulteriori
misure di precauzione di seguito elencate – da integrare eventualmente con altre equivalenti o più
incisive secondo la tipologia, la localizzazione e le caratteristiche del cantiere, previa consultazione
del coordinatore per l’esecuzione dei lavori ove nominato, delle rappresentanze sindacali
aziendali/organizzazioni sindacali di categoria e del RLST territorialmente competente.
1 INFORMAZIONE
Il datore di lavoro, anche con l’ausilio dell’Ente Unificato Bilaterale formazione/sicurezza delle
costruzioni, quindi attraverso le modalità più idonee ed efficaci, informa tutti i lavoratori e chiunque
entri nel cantiere circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso del
cantiere e nei luoghi maggiormente frequentati appositi cartelli visibili che segnalino le corrette
modalità di comportamento.
In particolare, le informazioni riguardano i seguenti obblighi:
• il personale, prima dell’accesso al cantiere dovrà essere sottoposto al controllo della temperatura
corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso al cantiere.
Le persone in tale condizione – nel rispetto delle indicazioni riportate in nota1
– saranno
momentaneamente isolate e fornite di mascherine, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o
nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico
curante e seguire le sue indicazioni o, comunque, l’autorità sanitaria;
• la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter permanere in
cantiere e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso,
sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio
o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc) in cui i provvedimenti

1
La rilevazione in tempo reale della temperatura corporea costituisce un trattamento di dati personali e, pertanto, deve
avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente. A tal fine si suggerisce di: 1) rilevare a temperatura e non registrare il
dato acquisto. È possibile identificare l’interessato e registrare ilsuperamento della soglia di temperatura solo qualora
sia necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali; 2) fornire l’informativa sul
trattamento dei dati personali. Si ricorda che l’informativa può omettere le informazioni di cui l’interessato è già in
possesso e può essere fornita anche oralmente. Quanto ai contenuti dell’informativa, con riferimento alla finalità del
trattamento potrà essere indicata la prevenzione dal contagio da COYID-19 e con riferimento alla base giuridica può
essere indicata l’implementazione dei protocolli disicurezza anti-contagio aisensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d), del DPCM
11 marzo 2020 e con riferimento alla durata dell’eventuale conservazione dei datisi può far riferimento al termine dello
stato d’emergenza; 3) definire le misure disicurezza e organizzative adeguate a proteggere i dati. In particolare,sotto il
profilo organizzativo, occorre individuare i soggetti preposti al trattamento e fornire loro le istruzioni necessarie. A tal
fine, si ricorda che i dati possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da COVID-19 e
non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative (es. in caso di richiesta da
parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali “contatti stretti di un lavoratore risultato
positivo al COVID-19); 4) in caso di isolamento momentaneo dovuto al superamento della soglia di temperatura,
assicurare modalità tali da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore. Tali garanzie devono essere assicurate
anche nel caso in cui il lavoratore comunichi all’ufficio responsabile del personale di aver avuto, al di fuori del contesto
aziendale, contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 e nel caso di allontanamento del lavoratore che durante
Fattività lavorativa sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria e deisuoi colleghi.
dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere al
proprio domicilio;
• l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso
in cantiere (in particolare: mantenere la distanza di sicurezza, utilizzare gli strumenti di
protezione individuale messi a disposizione durante le lavorazioni che non consentano di rispettare
la distanza interpersonale di un metro e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene);
• l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di
qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di
rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti;
• l’obbligo del datore di lavoro di informare preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso
nel cantiere, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con
soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni
dell’OMS;
• Per questi casi si fa riferimento al Decreto legge n. 6 del 23/02/2020, art. 1, lett. h) e i)
2. MODALITA’ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI AI CANTIERI
• Per l’accesso di fornitori esterni devono essere individuate procedure di ingresso, transito e uscita,
mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, alfine diridurre le occasioni di contatto con il
personale presente nel cantiere, con integrazione in appendice nel Piano di sicurezza e
coordinamento;
• Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non è
consentito l’accesso ai locali chiusi comuni del cantiere per nessun motivo. Per le necessarie attività
di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa
distanza minima di un metro;
• Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici
dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata
pulizia giornaliera;
• Ove sia presente un servizio di trasporto organizzato dal datore di lavoro per raggiungere il cantiere,
va garantita e rispettata la sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento, se del caso facendo
ricorso a un numero maggiore di mezzi e/o prevedendo ingressi ed uscite dal cantiere con orari
flessibili e scaglionati oppure riconoscendo aumenti temporanei delle indennità specifiche, come
da contrattazione collettiva, per l’uso del mezzo proprio. In ogni caso, occorre assicurare la pulizia
con specifici detergenti delle maniglie di portiere e finestrini, volante, cambio, etc. mantenendo
una corretta areazione all’interno del veicolo.
3. PULIZIA E SANIFICAZIONE NEL CANTIERE
 Il datore di lavoro assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica deglispogliatoi
e delle aree comuni limitando l’accesso contemporaneo a tali luoghi; ai fini della
sanificazione e della igienizzazione vanno inclusi anche i mezzi d’opera con le relative
cabine di guida o di pilotaggio. Lo stesso dicasi per le auto di servizio e le auto a noleggio
e per i mezzi di lavoro quali gru e mezzi operanti in cantiere;
 Il datore di lavoro verifica la corretta pulizia degli strumenti individuali di lavoro
impedendone l’uso promiscuo, fornendo anche specifico detergente e rendendolo
disponibile in cantiere sia prima che durante che al termine della prestazione di lavoro;
 Il datore di lavoro deve verificare l’avvenuta sanificazione di tutti gli alloggiamenti e di tutti
i locali, compresi quelli all’esterno del cantiere ma utilizzati per tale finalità, nonché dei
mezzi d’opera dopo ciascun utilizzo, presenti nel cantiere e nelle strutture esterne private
utilizzate sempre per le finalità del cantiere;
 nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno del cantiere si procede alla
pulizia e sanificazione dei locali, alloggiamenti e mezzi secondo le disposizioni della
circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché, laddove necessario,
alla loro ventilazione
 La periodicità della sanificazione verrà stabilita dal datore di lavoro in relazione alle
caratteristiche ed agli utilizzi dei locali emezzi di trasporto, previa consultazione delmedico
competente aziendale e del Responsabile di servizio di prevenzione e protezione, dei
Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS o RSLT territorialmente competente);
 Nelle aziende che effettuano le operazioni di pulizia e sanificazione vanno definiti i
protocolli di intervento specifici in comune accordo con i Rappresentanti dei lavoratori per
la sicurezza (RLS o RSLT territorialmente competente);
 Gli operatori che eseguono i lavori di pulizia e sanificazione debbono inderogabilmente
essere dotati di tutti gli indumenti e i dispositivi di protezione individuale;
 Le azioni di sanificazione devono prevedere attività eseguite utilizzando prodotti aventi le
caratteristiche indicate nella circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della
Salute;
4. PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI
• è obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in
particolare assicurino il frequente e minuzioso lavaggio delle mani, anche durante l’esecuzione
delle lavorazioni;
• il datore di lavoro, a tal fine, mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani;
5. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
• l’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel
presente Protocollo di Regolamentazione è di fondamentale importanza ma, vista la fattuale
situazione di emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio dei predetti
dispositivi;
• le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni
dell’Organizzazione mondiale della sanità;
• data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità
di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda
alle indicazioni dall’autorità sanitaria e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori ove nominato ai
sensi del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
• è favorita la predisposizione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le
indicazioni dell’OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/Guide to Local Production.pdf);
• qualora la lavorazione da eseguire in cantiere imponga di lavorare a distanza interpersonale
minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso
delle mascherine e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, ecc…) conformi alle
disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie; in tali evenienze, in mancanza di idonei D.P.I., le
lavorazioni dovranno essere sospese con il ricorso se necessario alla Cassa Integrazione Ordinaria
(CIGO) ai sensi del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, per il tempo strettamente necessario al
reperimento degli idonei DPI;
• il coordinatore per l’esecuzione dei lavori ove nominato ai sensi del Decreto legislativo 9
aprile 2008, n. 81 provvede al riguardo ad integrare il Piano di sicurezza e di coordinamento e la
relativa stima dei costi con tutti i dispositivi ritenuti necessari; il coordinatore per la sicurezza in fase
di progettazione, con il coinvolgimento del RLS o, ove non presente, del RLST, adegua la
progettazione del cantiere alle misure contenute nel presente protocollo, assicurandone la concreta
attuazione;
• il datore di lavoro provvede a rinnovare a tutti i lavoratori gli indumenti da lavoro prevedendo
la distribuzione a tutte le maestranze impegnate nelle lavorazioni di tutti i dispositivi individuale di
protezione anche con tute usa e getta;
• il datore di lavoro si assicura che in ogni cantiere di grandi dimensioni per numero di occupati
(superiore a 250 unità) sia attivo il presidio sanitario e, laddove obbligatorio, l’apposito servizio
medico e apposito pronto intervento; per tutti gli altri cantieri, tali attività sono svolte dagli addetti
al primo soccorso, già nominati, previa adeguata formazione e fornitura delle dotazioni necessarie
con riferimento alle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19;
6. GESTIONE SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI)
•L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense e gli spogliatoi è contingentato, con la
previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto disosta all’interno di talispazi
e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano; nel caso
di attività che non prevedono obbligatoriamente l’uso deglispogliatoi, è preferibile non utilizzare gli
stessi al fine di evitare il contatto tra i lavoratori; nel caso in cuisia obbligatorio l’uso, il coordinatore
per l’esecuzione dei lavori, ove nominato ai sensi del Decreto legislativo 9 aprile 2008 , n. 81,
provvede al riguardo ad integrare il Piano di sicurezza e di coordinamento anche attraverso una
turnazione dei lavoratori compatibilmente con le lavorazioni previste in cantiere;
•il datore di lavoro provvede alla sanificazione almeno giornaliera ed alla organizzazione degli spazi
per la mensa e degli spogliatoi per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il
deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie.
•Occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera con appositi detergenti anche
delle tastiere dei distributori di bevande;
7. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE (TURNAZIONE, RIMODULAZIONE DEI
CRONOPROGRAMMA DELLE LAVORAZIONI)
In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, limitatamente al periodo della emergenza dovuta
al COVID-19, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai CCNL e favorendo
così le intese con le rappresentanze sindacali aziendali, o territoriali di categoria, disporre la
riorganizzazione del cantiere e del cronoprogramma delle lavorazioni anche attraverso la turnazione
dei lavoratori con l’obiettivo di diminuire i contatti, di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili
e di consentire una diversa articolazione degli orari del cantiere sia per quanto attiene all’apertura,
alla sosta e all’uscita.
8. GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN CANTIERE
•Nel caso in cui una persona presente in cantiere sviluppi febbre con temperatura superiore ai 37,5°
e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente al datore di
lavoro o al direttore di cantiere che dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni
dell’autorità sanitaria e del coordinatore perl’esecuzione dei lavori ove nominato aisensi del Decreto
legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 e procedere immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie
competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della
Salute;
•Il datore di lavoro collabora con le Autorità sanitarie per l’individuazione degli eventuali “contatti
stretti” di una persona presente in cantiere che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID19. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di
quarantena. Nel periodo dell’indagine, il datore di lavoro potrà chiedere agli eventuali possibili
contatti stretti di lasciare cautelativamente il cantiere secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria
9. SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS o RLST
• La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle
indicazioni del Ministero della Salute (cd. decalogo):
• vanno privilegiate, in questo periodo, le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da
rientro da malattia;
• la sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura
di prevenzione di carattere generale: sia perché può intercettare possibili casi e sintomi sospetti del
contagio, sia per l’informazione e la formazione che il medico competente può fornire ai lavoratori
per evitare la diffusione del contagio;
• nell’integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19 il medico
competente collabora con il datore di lavoro e le RLS/RLST nonché con il direttore di cantiere e il
coordinatore per l’esecuzione dei lavori ove nominato ai sensi del Decreto legislativo 9 aprile 2008,
n. 81;
• Il medico competente segnala al datore di lavoro situazioni di particolare fragilità e patologie
attuali o pregresse dei dipendenti e il datore di lavoro provvede alla loro tutela nel rispetto della
privacy il medico competente applicherà le indicazioni delle Autorità Sanitarie;
10. AGGIORNAMENTO DEL PROTOCOLLO DI REGOLAMENTAZIONE
• È costituito in cantiere un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del
protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del
RLS.
• Laddove, per la particolare tipologia di cantiere e per ilsistema delle relazioni sindacali, non
si desse luogo alla costituzione di comitati per i singoli cantieri, verrà istituito, un Comitato
Territoriale composto dagli Organismi Paritetici per la salute e la sicurezza, laddove costituiti, con
il coinvolgimento degli RLST e dei rappresentanti delle parti sociali.
• Potranno essere costituiti, a livello territoriale o settoriale, ad iniziativa deisoggetti firmatari
del presente Protocollo, comitati per le finalità del Protocollo, anche con il coinvolgimento delle
autorità sanitaria locali e degli altri soggetti istituzionali coinvolti nelle iniziative per il contrasto
della diffusione del COVID19.
Si evidenzia che rimangono, comunque, ferme le funzioni ispettive dell’INAIL e dell’Agenzia
unica per le ispezioni del lavoro, “Ispettorato Nazionale del Lavoro”, e che, in casi eccezionali,
potrà essere richiesto l’intervento degli agenti di Polizia Locale.
TIPIZZAZIONE, RELATIVAMENTE ALLE ATTIVITA’ DI CANTIERE, DELLE IPOTESI DI
ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ DEL DEBITORE, ANCHE RELATIVAMENTE
ALL’APPLICAZIONE DI EVENTUALI DECADENZE O PENALI CONNESSE A RITARDATI
O OMESSI ADEMPIMENTI
Le ipotesi che seguono, costituiscono una tipizzazione pattizia, relativamente alle attività di cantiere,
della disposizione, di carattere generale, contenuta nell’articolo 91 del decreto legge 17 marzo 2020,
n. 18, a tenore della quale ilrispetto delle misure di contenimento adottate per contrastare l’epidemia
di COVID-19 è sempre valutata ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e
1223 c.c., della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali
decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti.
1) la lavorazione da eseguire in cantiere impone di lavorare a distanza interpersonale minore di
un metro, non sono possibili altre soluzioni organizzative e non sono disponibili, in numero
sufficiente, mascherine e altri dispositivi di protezione individuale (guanti, occhiali, tute,
cuffie, ecc..) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie (risulta
documentato l’avvenuto ordine del materiale di protezione individuale e la
sua mancata consegna nei termini): conseguente sospensione delle lavorazioni;
2) l’accesso agli spazi comuni, per esempio le mense, non può essere contingentato, con la
previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di
tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li
occupano; non è possibile assicurare il servizio di mensa in altro modo per assenza, nelle
adiacenze del cantiere, di esercizi commerciali, in cui consumare il pasto, non è possibile
ricorrere ad un pasto caldo anche alsacco, da consumarsi mantenendo le specifiche distanze:
conseguente sospensione delle lavorazioni;
3) caso di un lavoratore che si accerti affetto da COVID-19; necessità di porre in quarantena
tutti i lavoratori che siano venuti a contatto con il collega contagiato; non è possibile la
riorganizzazione del cantiere e del cronoprogramma delle lavorazioni: conseguente
sospensione delle lavorazioni;
4) laddove vi sia il pernotto degli operai ed il dormitorio non abbia le caratteristiche minime di
sicurezza richieste e/o non siano possibili altre soluzioni organizzative, per mancanza di
strutture ricettive disponibili: conseguente sospensione delle lavorazioni.
5) indisponibilità di approvvigionamento di materiali, mezzi, attrezzature e maestranze
funzionali alle specifiche attività del cantiere: conseguente sospensione delle lavorazioni
La ricorrenza delle predette ipotesi deve essere attestata dal coordinatore per la sicurezza
nell’esecuzione dei lavori che ha redatto l’integrazione del Piano di sicurezza e di coordinamento.
Roma, 24 aprile 2020.

Allegato 14
Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID19 nel settore del trasporto e della logistica

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti condivide con le associazioni datoriali Confindustria,
Confetra, Confcoooperative, Conftrasporto, Confartigianato, Assoporti, Assaeroporti, CNA-FITA,
AICAI, ANITA, ASSTRA, ANAV, AGENS, Confitarma, Assarmatori, Legacoop Produzione Servizi
e con le OO.SS. Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti il seguente:
PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA
DIFFUSIONE DEL COVID – 19 NEL SETTORE DEL TRASPORTO E DELLA LOGISTICA
Il 14 marzo 2020 è stato adottato il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento
della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro (d’ora in poi Protocollo), relativo a tutti
i settori produttivi.
Stante la validità delle disposizioni contenute nel citato Protocollo previste a carattere generale per
tutte le categorie, e in particolare per i settori dei trasporti e della logistica, si è ritenuto necessario
definire ulteriori misure.
Il documento allegato prevede adempimenti per ogni specifico settore nell’ambito trasportistico, ivi
compresa la filiera degli appalti funzionali al servizio ed alle attività accessorie e di supporto correlate.
Fermo restando le misure per le diverse modalità di trasporto, si richiama l’attenzione sui seguenti
adempimenti comuni:
• prevedere l’obbligo da parte dei responsabili dell’informazione relativamente al corretto uso e
gestione dei dispositivi di protezione individuale, dove previsti (mascherine, guanti, tute, etc.);
• La sanificazione e l’igienizzazione dei locali, dei mezzi di trasporto e dei mezzi di lavoro deve
essere appropriata e frequente (quindi deve riguardare tutte le parti frequentate da viaggiatori e/o
lavoratori ed effettuata con le modalità definite dalle specifiche circolari del Ministero della Salute e
dell’Istituto Superiore di Sanità).
• Ove possibile, installare dispenser di idroalcolica ad uso dei passeggeri.
• Per quanto riguarda il trasporto viaggiatori laddove sia possibile è necessario contingentare la
vendita dei biglietti in modo da osservare tra i passeggeri la distanza di almeno un metro. Laddove
non fosse possibile i passeggeri dovranno dotarsi di apposite protezioni (mascherine e guanti).
• Nei luoghi di lavoro laddove non sia possibile mantenere le distanze tra lavoratori previste dalle
disposizioni del Protocollo vanno utilizzati i dispositivi di protezione individuale. In subordine
dovranno essere usati separatori di posizione. I luoghi strategici per la funzionalità del sistema (sale
operative, sale ACC, sale di controllo ecc) devono preferibilmente essere dotati di rilevatori di
temperatura attraverso dispositivi automatizzati.
• Per tutto il personale viaggiante cosi come per coloro che hanno rapporti con il pubblico e per i quali
le distanze di 1 mt dall’utenza non siano possibili, va previsto l’utilizzo degli appositi dispositivi di
protezione individuali previsti dal Protocollo. Analogamente per il personale viaggiante ( a titolo di
esempio macchinisti, piloti ecc..) per i quali la distanza di 1 m dal collega non sia possibile.
• Per quanto riguarda il divieto di trasferta (di cui al punto 8 del Protocollo), si deve fare eccezione
per le attività che richiedono necessariamente tale modalità.
• Sono sospesi tutti i corsi di formazione se non effettuabili da remoto.
• Predisposizione delle necessarie comunicazioni a bordo dei mezzi anche mediante apposizione di
cartelli che indichino le corrette modalità di comportamento dell’utenza con la prescrizione che il
mancato rispetto potrà contemplare l’interruzione del servizio.
• Nel caso di attività che non prevedono obbligatoriamente l’uso degli spogliatoi, è preferibile non
utilizzare gli stessi al fine di evitare il contatto tra i lavoratori, nel caso in cui sia obbligatorio l’uso,
saranno individuate dal Comitato per l’applicazione del Protocollo le modalità organizzative per
garantire il rispetto delle misure sanitarie per evitare il pericolo di contagio.

ALLEGATO

SETTORE AEREO
• Gli addetti che dovessero necessariamente entrare a più stretto contatto, anche fisico, con il
passeggero, nei casi in cui fosse impossibile mantenere una distanza interpersonale di almeno un
metro, dovranno indossare mascherine, guanti monouso e su indicazione del Medico Competente
ulteriori dispositivi di protezione come occhiali protettivi, condividendo tali misure con il Comitato
per l’applicazione del Protocollo di cui in premessa.
• Per gli autisti dei camion per il cargo aereo valgono le stesse regole degli autisti del trasporto merci.
SETTORE AUTOTRASPORTO MERCI
• Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi se sprovvisti
di guanti e mascherine. In ogni caso, il veicolo può accedere al luogo di carico/scarico anche se
l’autista è sprovvisto di DPI, purché non scenda dal veicolo o mantenga la distanza di un metro dagli
altri operatori. Nei luoghi di carico/scarico dovrà essere assicurato che le necessarie operazioni
propedeutiche e conclusive del carico/scarico delle merci e la presa/consegna dei documenti,
avvengano con modalità che non prevedano contatti diretti tra operatori ed autisti o nel rispetto della
rigorosa distanza di un metro. Non è consentito l’accesso agli uffici delle aziende diverse dalla propria
per nessun motivo, salvo l’utilizzo dei servizi igienici dedicati e di cui i responsabili dei luoghi di
carico/scarico delle merci dovranno garantire la presenza ed una adeguata pulizia giornaliera e la
presenza di idoneo gel igienizzante lavamani.
• Le consegne di pacchi, documenti e altre tipologie di merci espresse possono avvenire, previa nota
informativa alla clientela da effettuarsi, anche via web, senza contatto con i riceventi. Nel caso di
consegne a domicilio, anche effettuate da Riders, le merci possono essere consegnate senza contatto
con il destinatario e senza la firma di avvenuta consegna. Ove ciò non sia possibile, sarà necessario
l’utilizzo di mascherine e guanti.
• Qualora sia necessario lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili
altre soluzioni organizzative – in analogia a quanto previsto per gli ambienti chiusi -, laddove la
suddetta circostanza si verifichi nel corso di attività lavorative che si svolgono in ambienti all’aperto,
è comunque necessario l’uso delle mascherine.
• Assicurare, laddove possibile e compatibile con l’organizzazione aziendale, un piano di turnazione
dei dipendenti dedicati alla predisposizione e alla ricezione delle spedizioni e al carico/scarico delle
merci e con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e
riconoscibili individuando priorità nella lavorazione delle merci.
SETTORE TRASPORTO PUBBLICO LOCALE STRADALE E FERROVIE CONCESSE
In adesione a quanto previsto nell’Avviso comune siglato dalle Associazioni Asstra, Anav ed Agens
con le OOSSLLL il 13 marzo 2020, per il settore considerato trovano applicazione le seguenti misure
specifiche:
• L’azienda procede all’igienizzazione, sanificazione e disinfezione dei treni e dei mezzi pubblici,
effettuando l’igienizzazione e la disinfezione almeno una volta al giorno e la sanificazione in
relazione alle specifiche realtà aziendali.
• Occorre adottare possibili accorgimenti atti alla separazione del posto di guida con distanziamenti
di almeno un metro dai passeggeri; consentire la salita e la discesa dei passeggeri dalla porta centrale
e dalla porta posteriore utilizzando idonei tempi di attesa al fine di evitare contatto tra chi scende e
chi sale.
• Sospensione, previa autorizzazione dell’Agenzia per la mobilità territoriale competente e degli Enti
titolari, della vendita e del controllo dei titoli di viaggio a bordo.
• Sospendere l’attività di bigliettazione a bordo da parte degli autisti.
SETTORE FERROVIARIO
• Informazione alla clientela attraverso i canali aziendali di comunicazione (call center, sito web, app)
sia in merito alle misure di prevenzione adottate in conformità a quanto disposto dalle Autorità
sanitarie sia in ordine alle informazioni relative alle percorrenze attive in modo da evitare l’accesso
delle persone agli uffici informazioni/biglietterie delle stazioni.
• Nei Grandi Hub ove insistono gate di accesso all’area di esercizio ferroviario (Milano C.le, Firenze
S.M.N., Roma Termini) ed in ogni caso in tutte le stazioni compatibilmente alle rispettive capacità
organizzative ed ai flussi di traffico movimentati:
o disponibilità per il personale di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti
monouso, gel igienizzante lavamani);
o divieto di ogni contatto ravvicinato con la clientela ad eccezione di quelli indispensabili in
ragione di circostanze emergenziali e comunque con le previste precauzioni di cui alle vigenti
disposizioni governative;
o proseguimento delle attività di monitoraggio di security delle stazioni e dei flussi dei
passeggeri, nel rispetto della distanza di sicurezza prescritta dalle vigenti disposizioni.
o restrizioni al numero massimo dei passeggeri ammessi nelle aree di attesa comuni e comunque
nel rispetto delle disposizioni di distanziamento fra le persone di almeno un metro. Prevedere
per le aree di attesa comuni senza possibilità di aereazione naturale, ulteriori misure per evitare
il pericolo di contagio;
o disponibilità nelle sale comuni di attesa e a bordo treno di gel igienizzante lavamani anche
eventualmente preparato secondo le disposizioni dell’OMS. Sino al 3 aprile p.v. è sospeso il
servizio di accoglienza viaggiatori a bordo treno.
• In caso di passeggeri che a bordo treno presentino sintomi riconducibili all’affezione da Covid-19,
la Polizia Ferroviaria e le Autorità sanitarie devono essere prontamente informate: all’esito della
relativa valutazione sulle condizioni di salute del passeggero, a queste spetta la decisione in merito
all’opportunità di fermare il treno per procedere ad un intervento.
• Al passeggero che presenti, a bordo treno, sintomi riconducibili all’affezione da Covid-19 (tosse,
rinite, febbre, congiuntivite), è richiesto di indossare una mascherina protettiva e sedere isolato
rispetto agli altri passeggeri, i quali sono ricollocati in altra carrozza opportunamente sgomberata e
dovranno quindi essere attrezzati idonei spazi per l’isolamento di passeggeri o di personale di bordo.
• L’impresa ferroviaria procederà successivamente alla sanificazione specifica del convoglio
interessato dall’emergenza prima di rimetterlo nella disponibilità di esercizio.
SETTORE MARITTIMO E PORTUALE
• Evitare per quanto possibile i contatti fra personale di terra e personale di bordo e comunque
mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro. Qualora ciò non fosse possibile, il personale
dovrà presentarsi con guanti e mascherina ed ogni altro ulteriore dispositivo di sicurezza ritenuto
necessario.
• Al fine di assicurare la corretta e costante igiene e pulizia delle mani, le imprese forniscono al
proprio personale sia a bordo sia presso le unità aziendali (uffici, biglietterie e magazzini) appositi
distributori di disinfettante con relative ricariche.
• Sono rafforzati i servizi di pulizia, ove necessario anche mediante l’utilizzo di macchinari specifici
che permettono di realizzare la disinfezione dei locali di bordo e degli altri siti aziendali, quali uffici,
biglietterie e magazzini.
• L’attività di disinfezione viene eseguita in modo appropriato e frequente sia a bordo (con modalità
e frequenza dipendenti dalla tipologia del locale) che presso gli altri siti aziendali ad opera di
personale a tale scopo destinato. In particolare, a bordo delle navi la disinfezione avrà luogo durante
la sosta in porto, anche in presenza di operazioni commerciali sempre che queste non interferiscano
con dette operazioni. Nelle unità da passeggeri e nei locali pubblici questa riguarderà in modo
specifico le superfici toccate frequentemente come pulsanti, maniglie, o tavolini e potrà essere
effettuata con acqua e detergente seguita dall’applicazione di disinfettanti d’uso comune, come alcol
etilico o ipoclorito di sodio opportunamente dosati. Alle navi da carico impiegate su rotte in cui la
navigazione avviene per diversi giorni consecutivi, tale procedura si applicherà secondo le modalità
e la frequenza necessarie da parte del personale di bordo opportunamente istruito ed in considerazione
delle differenti tipologie di navi, delle differenti composizioni degli equipaggi e delle specificità dei
traffici. Le normali attività di igienizzazione delle attrezzature e dei mezzi di lavoro devono avvenire,
con modalità appropriate alla tipologia degli stessi, ad ogni cambio di operatore ed a cura dello stesso
con l’uso di prodotti messi a disposizione dall’azienda osservando le dovute prescrizioni
eventualmente previste (aereazione, etc.)
• Le imprese forniranno indicazioni ed opportuna informativa al proprio personale:
• per evitare contatti ravvicinati con la clientela ad eccezione di quelli indispensabili in ragione
di circostanze emergenziali e comunque con le previste precauzioni di cui alle vigenti
disposizioni governative;
• per mantenere il distanziamento di almeno un metro tra i passeggeri;
• per il TPL marittimo con istruzioni circa gli accorgimenti da adottare per garantire una
distanza adeguata tra le persone nel corso della navigazione e durante le operazioni di imbarco
e sbarco;
• per informare immediatamente le Autorità sanitarie e marittime qualora a bordo siano
presenti passeggeri con sintomi riconducibili all’affezione da Covid-19;
• per richiedere al passeggero a bordo che presenti sintomi riconducibili all’affezione da
Covid-19 di indossare una mascherina protettiva e sedere isolato rispetto agli altri passeggeri;
• per procedere, successivamente allo sbarco di qualsiasi passeggero presumibilmente positivo
all’affezione da Covid-19, alla sanificazione specifica dell’unità interessata dall’emergenza
prima di rimetterla nella disponibilità d’esercizio.
• Per quanto possibile saranno organizzati sistemi di ricezione dell’autotrasporto, degli utenti esterni
e dei passeggeri che evitino congestionamenti e affollamenti di persone. Per quanto praticabile sarà
favorito l’utilizzo di sistemi telematici per lo scambio documentale con l’autotrasporto e l’utenza in
genere.
• le imprese favoriranno per quanto possibile lo scambio documentale tra la nave e il terminal con
modalità tali da ridurre il contatto tra il personale marittimo e quello terrestre, privilegiando per
quanto possibile lo scambio di documentazione con sistemi informatici.
• considerata la situazione emergenziale, limitatamente ai porti nazionali, con riferimento a figure
professionali quali il personale dipendente degli operatori portuali, gli agenti marittimi, i chimici di
porto, le guardie ai fuochi, gli ormeggiatori, i piloti, il personale addetto al ritiro dei rifiuti solidi e
liquidi, sono sospese le attività di registrazione e di consegna dei PASS per l’accesso a bordo della
nave ai fini di security.
• Nei casi in cui in un terminal operino, oltre all’impresa, anche altre ditte subappaltatrici il governo
dei processi deve essere assunto dal terminalista.
• Risolvere con possibile interpretazione o integrazione del DPCM 11 marzo 2020 che nelle aree
demaniali di competenza dell’ADSP e/o interporti i punti di ristoro vengano considerati alla stregua
delle aree di sosta e/o mense. Nelle more dei chiarimenti da parte della Presidenza dovranno essere
previsti i servizi sanitari chimici.
Servizi di trasporto non di linea
• Per quanto riguarda i servizi di trasporto non di linea risulta opportuno evitare che il passeggero
occupi il posto disponibile vicino al conducente.
Sui sedili posteriori al fine di rispettare le distanze di sicurezza non potranno essere trasportati,
distanziati il più possibile, più di due passeggeri.
Il conducente dovrà indossare dispositivi di protezione.
Le presenti disposizioni per quanto applicabili vanno estese anche ai natanti che svolgono servizi di
trasporto non di linea.
Le presenti linee guida sono automaticamente integrate o modificate in materia di tutela sanitaria
sulla base delle indicazioni o determinazioni assunte dal Ministero della Sanita e dall’ Organizzazione
mondiale della sanità (OMS) in relazione alle modalità di contagio del COVID-19

Allegato 15
Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento
della diffusione del covid-19 in materia di trasporto pubblico

Il 14 marzo 2020 è stato adottato il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento
della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro (d’ora in poi Protocollo), relativo a tutti
i settori produttivi e successivamente in data 20 marzo 2020 il protocollo condiviso di
regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid 19 negli ambienti di nel settore dei
trasporti e della logistica. Le presenti linee guida stabiliscono le modalità di informazione agli utenti
nonché le misure organizzative da attuare nelle stazioni, negli aeroporti e nei porti, al fine di
consentire il passaggio alla successiva fase del contenimento del contagio, che prevede la riapertura
scaglionata delle attività industriali, commerciali e di libera circolazione delle merci e delle persone.
Si premette che la tutela dei passeggeri che ne beneficiano non è indipendente dall’adozione di altre
misure di carattere generale, definibili quali “misure di sistema”.
Si richiamano, di seguito, le principali misure, fatta salva la possibilità per le Regioni e Province
autonome di introdurre diverse prescrizioni in ragione delle diverse condizioni territoriali e
logistiche, nonché delle rispettive dotazioni di parco mezzi.
Misure “di sistema”
L’articolazione dell’orario di lavoro differenziato con ampie finestre di inizio e fine di attività
lavorativa è importante per modulare la mobilità dei lavoratori e prevenire conseguentemente i rischi
di aggregazione connessi alla mobilità dei cittadini. Anche la differenziazione e il prolungamento
degli orari di apertura degli uffici, degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici sono, altresì, un
utile possibile approccio preventivo, incoraggiando al tempo stesso forme alternative di mobilità
sostenibile. Tale approccio è alla base delle presenti linee guida. Tali misure vanno modulate in
relazione alle esigenze del territorio e al bacino di utenza di riferimento, avendo come riferimento
quantitativo la necessità di ridurre in modo consistente i picchi di utilizzo del trasporto pubblico
collettivo presenti nel periodo antecedente l’emergenza sanitaria e il lockdown.
La responsabilità individuale di tutti gli utenti dei servizi di trasporto pubblico rimane un punto
essenziale per garantire il distanziamento interpersonale, l’attuazione di corrette misure igieniche,
nonché per prevenire comportamenti che possono aumentare il rischio di contagio. Una chiara e
semplice comunicazione in ogni contesto (stazioni ferroviarie, metropolitane, aeroporti, stazioni
autobus, mezzi di trasporto, etc.), mediante pannelli ad informazione mobile, è un punto essenziale
per comunicare le necessarie regole comportamentali nell’utilizzo dei mezzi di trasporto.
a) Misure di carattere generale per il contenimento del contagio da covid-19
Si richiama, altresì, il rispetto delle sotto elencate disposizioni, valide per tutte le modalità di
trasporto:
• La sanificazione e l’igienizzazione dei locali, dei mezzi di trasporto e dei mezzi di lavoro deve
riguardare tutte le parti frequentate da viaggiatori e/o lavoratori ed essere effettuata con le
modalità definite dalle specifiche circolari del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore
di Sanità;
• Nelle stazioni ferroviarie, nelle autostazioni, negli aeroporti, nei porti e sui mezzi di trasporto
a lunga percorrenza è necessario installare dispenser contenenti soluzioni disinfettanti ad uso
dei passeggeri.
• All’ingresso e nella permanenza nei luoghi di accesso al sistema del trasporto pubblico
(stazioni ferroviarie, autostazioni, fermate bus ecc.) e all’interno dei mezzi, è obbligatorio
indossare una mascherina, anche di stoffa, per la protezione del naso e della bocca.
• E’ necessario incentivare la vendita di biglietti con sistemi telematici.
• Nelle stazioni o nei luoghi di acquisto dei biglietti è opportuno installare punti vendita e
distributori di dispositivi di sicurezza.
• Vanno previste misure per la gestione dei passeggeri e degli operatori nel caso in cui sia
accertata una temperatura corporea superiore a 37,5° C.
• Vanno adottati sistemi di informazione e di divulgazione, nei luoghi di transito dell’utenza,
relativi al corretto uso dei dispositivi di protezione individuale, nonché sui comportamenti che
la stessa utenza è obbligata a tenere all’interno delle stazioni e autostazioni, degli aeroporti, dei
porti e dei luoghi di attesa, nella fase di salita e discesa dal mezzo di trasporto e durante il
trasporto medesimo.
• Vanno adottati interventi gestionali, ove necessari, di regolamentazione degli accessi alle
principali stazioni e autostazioni, agli aeroporti, e ai porti al fine di evitare affollamenti e ogni
possibile occasione di contatto, garantendo il rispetto della distanza interpersonale minima di
un metro.
• Vanno adottate misure organizzative, con predisposizione di specifici piani operativi,
finalizzate a limitare ogni possibile occasione di contatto nella fase di salita e di discesa dal
mezzo di trasporto, negli spostamenti all’interno delle principali stazioni e autostazioni, degli
aeroporti e dei porti, nelle aree destinate alla sosta dei passeggeri e durante l’attesa del mezzo
di trasporto, garantendo il rispetto della distanza interpersonale minima di un metro,
escludendo da tale limitazione i minori accompagnati e i non vedenti se accompagnati da
persona che vive nella stessa unità abitativa. Per i non vedenti non accompagnati da persona
che vive nella stessa unità abitativa, dovrà essere predisposta un’adeguata organizzazione del
servizio per garantire la fruibilità dello stesso servizio, garantendo la sicurezza sanitaria.
• Sui mezzi di trasporto è opportuno al fine di perseguire una migliore e funzionale capienza dei
mezzi di trasporto pubblico e ottimizzare gli spazi, fermo restando l’obbligo di indossare una
mascherina di protezione, procedere anche alla utilizzazione in verticale delle sedute. Tale
modalità, ove realizzabile, consentirà, escludendo un posizionamento c.d. faccia a faccia di
ridurre la distanza interpersonale di un metro con un maggiore indice di riempimento dei mezzi.
• Il distanziamento di un metro non è necessario nel caso si tratti di persone che vivono nella
stessa unità abitativa.
• Al fine di aumentare l’indice di riempimento dei mezzi di trasporto, dovrà essere valutata, dopo
adeguata sperimentazione, la possibilità dell’installazione, di separazioni removibili tipo
plexiglass o altro materiale idoneo tra i sedili che non comportino modifiche strutturali sulle
disposizioni inerenti la sicurezza;
• Realizzare, ove strutturalmente possibile, anche con specifici interventi tecnici, la massima
areazione naturale dei mezzi di trasporto.
b) Raccomandazioni per tutti gli utenti dei servizi di trasporto pubblico
• Non usare il trasporto pubblico se hai sintomi di infezioni respiratorie acute (febbre, tosse,
raffreddore)
• Acquistare, ove possibile, i biglietti in formato elettronico, on line o tramite app
• Seguire la segnaletica e i percorsi indicati all’interno delle stazioni o alle fermate mantenendo
sempre la distanza di almeno un metro dalle altre persone
• Utilizzare le porte di accesso ai mezzi indicate per la salita e la discesa, rispettando sempre la
distanza interpersonale di sicurezza di un metro
• Sedersi solo nei posti consentiti mantenendo il distanziamento dagli altri occupanti
• Evitare di avvicinarsi o di chiedere informazioni al conducente
• Nel corso del viaggio, igienizzare frequentemente le mani ed evitare di toccarsi il viso

ALLEGATO TECNICO – SINGOLE MODALITA’ DI TRASPORTO

SETTORE AEREO
Per il settore del trasporto aereo vanno osservate specifiche misure di contenimento per i passeggeri
che riguardano sia il corretto utilizzo delle aerostazioni che degli aeromobili. Si richiede, pertanto,
l’osservanza delle seguenti misure a carico, rispettivamente, dei gestori, degli operatori aeroportuali,
dei vettori e dei passeggeri:
• gestione dell’accesso alle aerostazioni prevedendo, ove possibile, una netta separazione delle
porte di entrata e di uscita, in modo da evitare l’incontro di flussi di utenti;
• interventi organizzativi e gestionali e di contingentamento degli accessi al fine di favorire la
distribuzione del pubblico in tutti gli spazi comuni dell’aeroporto al fine di evitare affollamenti
nelle zone antistanti i controlli di sicurezza;
• previsione di percorsi a senso unico all’interno dell’aeroporto e nei percorsi fino ai gate, in
modo da mantenere separati i flussi di utenti in entrata e uscita;
• obbligo di distanziamento interpersonale di un metro a bordo degli aeromobili, all’interno dei
terminal e di tutte le altre facility aeroportuali (es. bus per trasporto passeggeri). Con particolare
riferimento ai gestori ed ai vettori nelle aree ad essi riservate, questi ultimi predispongono
specifici piani per assicurare il massimo distanziamento delle persone nell’ambito degli spazi
interni e delle infrastrutture disponibili. In particolare, nelle aree soggette a formazione di code
sarà implementata idonea segnaletica a terra e cartellonistica per invitare i passeggeri a
mantenere il distanziamento interpersonale;
• i passeggeri sull’aeromobile dovranno indossare necessariamente una mascherina;
• consentire gli spostamenti dei viaggiatori all’interno dell’aeromobili solo nei casi strettamente
necessari;
• attività di igienizzazione e sanificazione di terminal ed aeromobili, anche più volte al giorno in
base al traffico dell’aerostazione e sugli aeromobili, con specifica attenzione a tutte le superfici
che possono essere toccate dai passeggeri in circostanze ordinarie. Tutti i gate di imbarco
dovrebbero essere dotati di erogatori di gel disinfettante. Gli impianti di climatizzazione vanno
gestiti con procedure e tecniche miranti alla prevenzione della contaminazione batterica e
virale;
• introduzione di termo-scanner per i passeggeri sia in arrivo che in partenza, secondo modalità
da determinarsi di comune accordo tra gestori e vettori nei grandi hub aeroportuali. In linea di
massima, potrebbero comunque prevedersi controlli della temperatura all’ingresso dei filtri di
sicurezza o al terminal d’imbarco, per le partenze, ed alla discesa dall’aereo per gli arrivi in
tutti gli aeroporti.
SETTORE MARITTIMO E PORTUALE
Trasporto marittimo di passeggeri
Con riferimento al settore del trasporto marittimo, specifiche previsioni vanno dettate in materia di
prevenzione dei contatti tra passeggeri e personale di bordo, di mantenimento di un adeguato
distanziamento sociale e di sanificazione degli ambienti della nave che peraltro sono già
sostanzialmente previste nel protocollo condiviso del 20 marzo 2020. In particolare, si richiede
l’adozione delle sotto elencate misure:
• evitare, per quanto possibile, i contatti fra personale di terra e personale di bordo e,
comunque, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro.
• I passeggeri dovranno indossare necessariamente una mascherina, anche di stoffa, per
la protezione del naso e della bocca. Vanno rafforzati i servizi di pulizia, ove necessario
anche mediante l’utilizzo di macchinari specifici che permettono di realizzare la
disinfezione dei locali di bordo e degli altri siti aziendali, quali uffici, biglietterie e
magazzini;
• l’attività di disinfezione viene eseguita in modo appropriato e frequente sia a bordo (con
modalità e frequenza dipendenti dalla tipologia del locale) che presso gli altri siti
aziendali ad opera di personale a tale scopo destinato. In particolare, a bordo delle navi
la disinfezione avrà luogo durante la sosta in porto, avendo cura che le operazioni di
disinfezione non interferiscano o si sovrappongano con l’attività commerciale
dell’unità. Nei locali pubblici questa riguarderà in modo specifico le superfici toccate
frequentemente come pulsanti, maniglie, o tavolini e potrà essere effettuata con acqua e
detergente seguita dall’applicazione di disinfettanti d’uso comune, come alcol etilico o
ipoclorito di sodio opportunamente dosati. Le normali attività di igienizzazione delle
attrezzature e dei mezzi di lavoro devono avvenire, con modalità appropriate alla
tipologia degli stessi, ad ogni cambio di operatore ed a cura dello stesso con l’uso di
prodotti messi a disposizione dall’azienda osservando le dovute prescrizioni
eventualmente previste (aereazione, etc.);
• le imprese forniscono indicazioni ed opportuna informativa tramite il proprio personale
o mediante display:
– per evitare contatti ravvicinati del personale con la clientela ad eccezione di quelli
indispensabili in ragione di circostanze emergenziali e comunque con le previste
precauzioni dei dispositivi individuali;
– per mantenere il distanziamento di almeno un metro tra i passeggeri;
– per il TPL marittimo con istruzioni circa gli accorgimenti da adottare per garantire
una distanza adeguata tra le persone nel corso della navigazione e durante le
operazioni di imbarco e sbarco, prevedendo appositi percorsi dedicati;
• per il TPL marittimo è necessario l’utilizzo di dispositivi di sicurezza come previsto
anche per il trasporto pubblico locale di terra.
Gestione di terminal passeggeri, stazioni marittime e punti di imbarco/sbarco passeggeri
Negli ambiti portuali è richiesta particolare attenzione al fine di evitare una concentrazione di persone
in quei luoghi soggetti a diffusa frequentazione, come le stazioni marittime, i terminal crociere e le
banchine di imbarco/sbarco di passeggeri. Sono indicate, a tal fine, le seguenti misure organizzative
e di prevenzione, da attuarsi sia a cura dei terminalisti, nelle aree in concessione, sia a cura dei vari
enti di gestione delle aree portuali in relazione al regime giuridico delle aree stesse:
1. Predisposizione di apposito piano di prevenzione e protezione, contenente l’analisi del rischio
e le misure necessarie alla sua mitigazione, in coerenza con le vigenti disposizioni nazionali
in materia di emergenza da covid-19;
2. Corretta gestione delle infrastrutture portuali/terminal/stazioni marittime adibite alla
sosta/transito di passeggeri avendo cura di:
a) informare l’utenza in merito ai rischi esistenti ed alle necessarie misure di prevenzione
quali, il corretto utilizzo dei dispositivi individuali di protezione (mascherine, guanti), il
distanziamento sociale, l’igiene delle mani. A tale scopo, può costituire utile strumento
oltre a cartellonistica plurilingue, anche la disponibilità di immagini “QR Code” associati
a tali informazioni che consentono all’utente di visualizzare le stesse sul proprio
smartphone o altro dispositivo simile;
b) promuovere la più ampia diffusione di sistemi on-line di prenotazione e di acquisto dei
biglietti, limitando al minimo le operazioni di bigliettazione in porto;
c) evitare ogni forma di assembramento delle persone in transito attraverso il ricorso a forme
di contingentamento e programmazione degli accessi, l’utilizzo di percorsi obbligati per
l’ingresso e l’uscita;
d) far rispettare la distanza sociale di 1 (uno) metro tra le persone;
e) installare un adeguato numero di distributori di disinfettante per una costante e igiene e
pulizia delle mani;
f) programmare frequentemente un’appropriata sanificazione degli ambienti nei quali
transitano i passeggeri e delle superfici esposte al contatto, con particolare riguardo ai
locali igienici;
g) rinforzare la presenza di personale preposto ai servizi di vigilanza, accoglienza e
informazione dell’utenza all’interno delle aree portuali/terminal crociere/stazioni
marittime.
SETTORE TRASPORTO PUBBLICO LOCALE AUTOMOBILISTICO, LACUALE,
LAGUNARE, COSTIERO E FERROVIE NON INTERCONNESSE ALLA RETE
NAZIONALE
Per il settore considerato trovano applicazione le seguenti misure specifiche:
• l’azienda procede all’igienizzazione, sanificazione e disinfezione dei treni e dei mezzi
pubblici e delle infrastrutture nel rispetto delle prescrizioni sanitarie in materia oltre che
delle ordinanze regionali e del Protocollo siglato dalle associazioni di categoria, OO.SS.
e MIT in data 20 marzo 2020, effettuando l’igienizzazione e la disinfezione almeno una
volta al giorno e la sanificazione in relazione alle specifiche realtà aziendali come
previsto dal medesimo protocollo condiviso;
• I passeggeri dovranno utilizzare necessariamente una mascherina, anche di stoffa, per
la protezione del naso e della bocca;
• la salita e la discesa dei passeggeri dal mezzo deve avvenire secondo flussi separati:
– negli autobus e nei tram prevedere la salita da una porta e la discesa dall’altra porta,
ove possibile;
– vanno rispettati idonei tempi di attesa al fine di evitare contatto tra chi scende e chi
sale, anche eventualmente con un’apertura differenziata delle porte;
– nei vaporetti la separazione dei flussi sarà attuata secondo le specificità delle unità
di navigazione lagunari, costiere e lacuali;
• Sugli autobus e sui tram va garantito un numero massimo di passeggeri in modo da
consentire il rispetto della distanza di un metro tra gli stessi, contrassegnando con
marker i posti che non possono essere occupati. Per la gestione dell’affollamento del
veicolo, l’azienda può dettare disposizioni organizzative al conducente tese anche a non
effettuare alcune fermate;
• nelle stazioni della metropolitana:
– prevedere differenti flussi di entrata e di uscita, garantendo ai passeggeri adeguata
informazione per l’individuazione delle banchine e dell’uscita e il corretto
distanziamento sulle banchine e sulle scale mobili anche prima del superamento
dei varchi;
– predisporre idonei sistemi atti a segnalare il raggiungimento dei livelli di
saturazione stabiliti;
– prevedere l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e/o telecamere intelligenti per
monitorare i flussi ed evitare assembramenti, eventualmente con la possibilità di
diffusione di messaggi sonori/vocali/scritti;
• applicare marker sui sedili non utilizzabili a bordo dei mezzi di superficie e dei treni
metro;
• sospendere, previa autorizzazione dell’Agenzia per la mobilità territoriale competente
e degli Enti titolari, la vendita e il controllo dei titoli di viaggio a bordo;
• sospendere l’attività di bigliettazione a bordo da parte degli autisti;
• installare apparati, ove possibile, per l’acquisto self-service dei biglietti, che dovranno
essere sanificate più volte al giorno, contrassegnando con specifici adesivi le distanze
di sicurezza;
• Adeguare la frequenza dei mezzi nelle ore considerate ad alto flusso di passeggeri, nei
limiti delle risorse disponibili;
• Per il TPL lagunare l’attività di controlleria potrà essere effettuata anche sui pontili e
pontoni galleggianti delle fermate.
SETTORE DEL TRASPORTO PUBBLICO FUNIVIARIO (FUNIVIE, FUNICOLARI E
SEGGIOVIE)
Fermo restando che la responsabilità individuale degli utenti costituisce elemento essenziale per dare
efficacia alle generali misure di prevenzione, per il settore funiviario, ossia funivie, cabinovie,
funicolari e seggiovie, trovano applicazione le seguenti misure minime di sicurezza:
A bordo di tutti i sistemi di trasporto o veicoli:
• Obbligo di indossare una mascherina, anche di stoffa, per la protezione del naso e della
bocca;
• Disinfezione sistematica dei mezzi;
Sui sistemi di trasporto o veicoli chiusi:
• Limitazione della capienza massima di ogni mezzo, per garantire il distanziamento
interpersonale di un metro. Sono esclusi dalla predetta limitazione le persone viaggianti nella
stessa cabina che vivono nella stessa unità abitativa in assenza di altri passeggeri;
• Distribuzione delle persone a bordo, anche mediante marker segnaposti, in modo tale da
garantire il distanziamento di un metro nei mezzi;
• Areazione continua tramite apertura dei finestrini e delle boccole.
Nelle stazioni:
• Disposizione di tutti i percorsi nonché delle file d’attesa in modo tale da garantire il
distanziamento interpersonale di un metro tra le persone, escluse le persone che vivono nella
stessa unità abitativa;
• Disinfezione sistematica delle stazioni;
• Installazione di dispenser di facile accessibilità per consentire l’igienizzazione delle mani
degli utenti e del personale.
SETTORE FERROVIARIO
Per il settore considerato trovano applicazione le seguenti misure specifiche:
• informazioni alla clientela attraverso i canali aziendali di comunicazione (call center, sito
web, app) in merito a:
– misure di prevenzione adottate in conformità a quanto disposto dalle Autorità sanitarie;
– notizie circa le tratte ferroviarie attive, in modo da evitare l’accesso degli utenti agli
uffici informazioni/biglietterie delle stazioni;
• incentivazioni degli acquisti di biglietti on line.
Nelle principali stazioni:
• gestione dell’accesso alle stazioni ferroviarie prevedendo, ove possibile, una netta
separazione delle porte di entrata e di uscita, in modo da evitare l’incontro di flussi di utenti;
• interventi gestionali al fine di favorire la distribuzione del pubblico in tutti gli spazi della
stazione onde di evitare affollamenti nelle zone antistanti le banchine fronte binari;
• previsione di percorsi a senso unico all’interno delle stazioni e nei corridoi fino ai binari, in
modo da mantenere separati i flussi di utenti in entrata e uscita;
• attività di igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica degli
spazi comuni delle stazioni;
• installazione di dispenser di facile accessibilità per permettere l’igiene delle mani dei
passeggeri;
• regolamentazione dell’utilizzo di scale e tappeti mobili favorendo sempre un adeguato
distanziamento tra gli utenti;
• annunci di richiamo alle regole di distanziamento sociale sulle piattaforme invitando gli
utenti a mantenere la distanza di almeno un metro;
• limitazione dell’utilizzo delle sale di attesa e rispetto al loro interno delle regole di
distanziamento;
• ai gate, dove presenti, raccomandabili controlli della temperatura corporea;
• nelle attività commerciali:
 contingentamento delle presenze;
 mantenimento delle distanze interpersonali;
 separazione dei flussi di entrata/uscita;
 utilizzo dispositivi di sicurezza sanitaria
 regolamentazione delle code di attesa;
 acquisti on line e consegna dei prodotti in un luogo predefinito all’interno della stazione
o ai margini del negozio senza necessità di accedervi.

A bordo treno:
• distanziamento interpersonale di un metro a bordo con applicazione di marker sui sedili non
utilizzabili;
• posizionamento di dispenser di gel igienizzanti su ogni veicolo, ove ciò sia possibile;
• eliminazione della temporizzazione di chiusura delle porte esterne alle fermate, al fine di
facilitare il ricambio dell’aria all’interno delle carrozze ferroviarie;
• sanificazione sistematica dei treni;
• potenziamento del personale dedito ai servizi di igiene e decoro;
• individuazione dei sistemi di regolamentazione di salita e discesa in modo da evitare
assembramenti in corrispondenza delle porte, anche ricorrendo alla separazione dei flussi di
salita e discesa;
• I passeggeri dovranno indossare necessariamente una mascherina, anche di stoffa, per la
protezione del naso e della bocca.
Sui treni a lunga percorrenza (con prenotazione online):
• distanziamento interpersonale di un metro a bordo assicurato anche attraverso un
meccanismo di preventivo prenotazione;
• adozione del biglietto nominativo al fine di identificare tutti i passeggeri e gestire eventuali
casi di presenza a bordo di sospetti o conclamati casi di positività al virus covid-19;
• sospensione dei servizi di ristorazione a bordo (welcome drink, bar, ristorante e servizi al
posto).
SERVIZI DI TRASPORTO NON DI LINEA
Per quanto riguarda i servizi di trasporto non di linea, oltre alle previsioni di carattere generale
per tutti i servizi di trasporto pubblico, va innanzi tutto evitato che il passeggero occupi il posto
disponibile vicino al conducente.
Sui sedili posteriori nelle ordinarie vetture, al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non
potranno essere trasportati, distanziati il più possibile, più di due passeggeri qualora muniti di
idonei dispositivi di sicurezza.
L’utilizzo della mascherina non è obbligatorio per il singolo passeggero, che occupi i sedili
posteriori, nel caso in cui la vettura sia dotata di adeguata paratia divisoria tra le file di sedili;
Nelle vetture omologate per il trasporto di sei o più passeggeri dovranno essere replicati modelli
che non prevedano la presenza di più di due passeggeri per ogni fila di sedili, fermo restando
l’uso di mascherine. E’ preferibile dotare le vetture di paratie divisorie. Il conducente dovrà
indossare dispositivi di protezione individuali.
Le presenti disposizioni per quanto applicabili, e comunque sino all’adozione di specifiche linee
guida, vanno estese anche ai natanti che svolgono servizi di trasporto non di linea.

Allegato 16
Misure igienico-sanitarie

1. lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici,
palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il
lavaggio delle mani;
2. evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
3. evitare abbracci e strette di mano;
4. mantenere, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno un metro;
5. praticare l’igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle
mani con le secrezioni respiratorie);
6. evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;
7. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
8. coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
9. non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
10. pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
11. è fortemente raccomandato in tutti i contatti sociali, utilizzare protezioni delle vie respiratorie
come misura aggiuntiva alle altre misure di protezione individuale igienico-sanitarie.

Allegato 17
Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive
della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020

20/81/CR01/COV19
Nuovo coronavirus SARS-CoV-2
Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive
Roma, 16 maggio 2020

SCOPO E PRINCIPI GENERALI
Le presenti schede tecniche contengono indirizzi operativi specifici validi per i singoli settori di
attività, finalizzati a fornire uno strumento sintetico e immediato di applicazione delle misure di
prevenzione e contenimento di carattere generale, per sostenere un modello di ripresa delle attività
economiche e produttive compatibile con la tutela della salute di utenti e lavoratori.
In particolare, in ogni scheda sono integrate le diverse misure di prevenzione e contenimento
riconosciute a livello scientifico per contrastare la diffusione del contagio, tra le quali: norme
comportamentali, distanziamento sociale e contact tracing.
Le indicazioni in esse contenute si pongono inoltre in continuità con le indicazioni di livello
nazionale, in particolare con il protocollo condiviso tra le parti sociali approvato dal decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020, nonché con i criteri guida generali di cui ai
documenti tecnici prodotti da INAIL e Istituto Superiore di Sanità con il principale obiettivo di ridurre
il rischio di contagio per i singoli e per la collettività in tutti i settori produttivi ed economici.
In tale contesto, il sistema aziendale della prevenzione consolidatosi nel tempo secondo l’architettura
prevista dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 costituisce la cornice naturale per supportare la
gestione integrata del rischio connesso all’attuale pandemia. In ogni caso, solo la partecipazione
consapevole e attiva di ogni singolo utente e lavoratore, con pieno senso di responsabilità, potrà
risultare determinante, non solo per lo specifico contesto aziendale, ma anche per la collettività.
Infine, è opportuno che le indicazioni operative di cui al presente documento, eventualmente integrate
con soluzioni di efficacia superiore, siano adattate ad ogni singola organizzazione, individuando le
misure più efficaci in relazione ad ogni singolo contesto locale e le procedure/istruzioni operative per
mettere in atto dette misure. Tali procedure/istruzioni operative possono coincidere con
procedure/istruzioni operative già adottate, purché opportunamente integrate, così come possono
costituire un addendum connesso al contesto emergenziale del documento di valutazione dei rischi
redatto ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Resta inteso che in base all’evoluzione dello scenario epidemiologico le misure indicate potranno
essere rimodulate, anche in senso più restrittivo.
Le schede attualmente redatte saranno eventualmente integrate con le schede relative a ulteriori settori
di attività.
SCHEDE TECNICHE
Si riportano nelle sezioni successive le schede tematiche relative ai principali settori di attività, redatte
tenendo in considerazione le priorità condivise.
 RISTORAZIONE
 ATTIVITÀ TURISTICHE (balneazione)
 STRUTTURE RICETTIVE
 SERVIZI ALLA PERSONA (parrucchieri ed estetisti)
 COMMERCIO AL DETTAGLIO
 COMMERCIO AL DETTAGLIO SU AREE PUBBLICHE (mercati, fiere e mercatini
degli hobbisti)
 UFFICI APERTI AL PUBBLICO
 PISCINE
 PALESTRE
 MANUTENZIONE DEL VERDE
 MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
Tutte le indicazioni riportate nelle singole schede tematiche devono intendersi come integrazioni alle
raccomandazioni di distanziamento sociale e igienico-comportamentali finalizzate a contrastare la
diffusione di SARS-CoV-2 in tutti i contesti di vita sociale. Per tutte le procedure di pulizia,
disinfezione e sanificazione, di aerazione degli ambienti e di gestione dei rifiuti si rimanda alle
indicazioni contenute rispettivamente: nel Rapporto ISS COVID-19 n. 19/2020 “Raccomandazioni
ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico chirurgici e biocidi”,
nel Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020 “Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli
ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”, e nel Rapporto
ISS COVID-19 n. 3/2020 “Indicazione ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla
trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”, e nel Rapporto ISS COVID-19 n. 21/2020 “Guida
per la prevenzione della contaminazione da Legionella negli impianti idrici di strutture turisticoricettive e altri edifici ad uso civile e industriale non utilizzato durante la pandemia COVID-19”.
RISTORAZIONE*
Le presenti indicazioni si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande,
quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie (anche se
collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri
commerciali), nonché per l’attività di catering (in tal caso, se la somministrazione di alimenti avviene
all’interno di una organizzazione aziendale terza, sarà necessario inoltre rispettare le misure di
prevenzione disposte da tale organizzazione).
 Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i
clienti di altra nazionalità.
 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5
°C.
 È necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale anche in più
punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere
puliti più volte al giorno.
 Negli esercizi che dispongono di posti a sedere privilegiare l’accesso tramite prenotazione,
mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato, per un periodo di 14 giorni. In tali attività
non possono essere presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere.
 Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato
di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il
mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra le sedute.
 Laddove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), sempre
nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.
 I tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento
interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti, ad eccezione delle persone che in
base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo
aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a
barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.
 La consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di
almeno 1 metro tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non
siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità
individuale.
 La consumazione a buffet non è consentita.
 Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad
una frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche (prima di ogni servizio al tavolo.
 Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni ed escludere totalmente, per gli impianti di
condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria.
 La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa
il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In
ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, possibilmente al tavolo.
 I clienti dovranno indossare la mascherina tutte le volte che non si è seduti al tavolo.
 Al termine di ogni servizio al tavolo andranno previste tutte le consuete misure di disinfezione
delle superfici, evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati
(saliere, oliere, ecc). Per i menù favorire la consultazione online sul proprio cellulare, o
predisporre menù in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a
perdere.
*La Regione Campania ritiene che la distanza di un metro vada calcolata dal tavolo.
ATTIVITÀ TURISTICHE (STABILIMENTI BALNEARI E SPIAGGE)
Le presenti indicazioni si applicano agli stabilimenti balneari, alle spiagge attrezzate e alle spiagge
libere.
 Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i
clienti di altra nazionalità. Si promuove, a tal proposito, l’accompagnamento all’ombrellone da
parte di personale dello stabilimento adeguatamente preparato (steward di spiaggia) che illustri ai
clienti le misure di prevenzione da rispettare.
 È necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale in più punti
dell’impianto
 Privilegiare l’accesso agli stabilimenti tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle presenze
per un periodo di 14 gg.
 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5
°C.
 La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa
il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In
ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, eventualmente in fase di prenotazione.
 Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso allo stabilimento in modo ordinato, al fine di
evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di
separazione tra gli utenti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non
siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità
individuale. Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita.
 Assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da
garantire una superficie di almeno 10 m2
per ogni ombrellone, indipendentemente dalla modalità
di allestimento della spiaggia (per file orizzontali o a rombo).
 Tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto
ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 m.
 Regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi
igienici, etc., comunque assicurata dopo la chiusura dell’impianto.
 Le attrezzature come ad es. lettini, sedie a sdraio, ombrelloni etc. vanno disinfettati ad ogni
cambio di persona o nucleo famigliare. In ogni caso la sanificazione deve essere garantita ad
ogni fine giornata.
 Per quanto riguarda le spiagge libere, si ribadisce l’importanza dell’informazione e della
responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti
rispettosi delle misure di prevenzione. Al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza
di almeno 1 metro tra le persone e gli interventi di pulizia e disinfezione dei servizi eventualmente
presenti si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza. Anche il posizionamento degli
ombrelloni dovrà rispettare le indicazioni sopra riportate.
 È da vietare la pratica di attività ludico-sportive di gruppo che possono dar luogo ad
assembramenti.
 Gli sport individuali che si svolgono abitualmente in spiaggia (es. racchettoni) o in acqua (es.
nuoto, surf, windsurf, kitesurf) possono essere regolarmente praticati, nel rispetto delle misure di
distanziamento interpersonale. Diversamente, per gli sport di squadra (es. beach-volley, beachsoccer) sarà necessario rispettare le disposizioni delle istituzioni competenti.
STRUTTURE RICETTIVE
Le presenti indicazioni si applicano alle strutture ricettive alberghiere, complementari e alloggi in
agriturismo.
 Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i
clienti di altra nazionalità.
 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5
°C.
 Garantire il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le aree
comuni e favorire la differenziazione dei percorsi all’interno delle strutture, con particolare
attenzione alle zone di ingresso e uscita. Si suggerisce, a tal proposito, di affiggere dei cartelli
informativi e/o di delimitare gli spazi (ad esempio, con adesivi da attaccare sul pavimento, palline,
nastri segnapercorso, ecc.).
 La postazione dedicata alla reception e alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es.
schermi); in ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche e gestione delle prenotazioni
online, con sistemi automatizzati di check-in e check-out ove possibile.
 L’addetto al servizio di ricevimento deve provvedere, alla fine di ogni turno di lavoro, alla pulizia
del piano di lavoro e delle attrezzature utilizzate.
 Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto
all’utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni
circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro.
 Garantire un’ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per l’igiene delle mani con soluzioni
idro-alcoliche in varie postazioni all’interno della struttura, promuovendone l’utilizzo frequente
da parte dei clienti e del personale dipendente.
 Ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all’ospite, dovrà essere disinfettato prima e dopo di
ogni utilizzo.
 L’utilizzo degli ascensori dev’essere tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale,
pur con la mascherina, prevedendo eventuali deroghe in caso di componenti dello stesso nucleo
familiare/gruppo di viaggiatori.
 Garantire la frequente pulizia e disinfezione di tutti gli ambienti e locali, con particolare
attenzione alle aree comuni e alle superfici toccate con maggiore frequenza (corrimano,
interruttori della luce, pulsanti degli ascensori, maniglie di porte e finestre, ecc.).
 Per quanto riguarda il microclima, è fondamentale verificare le caratteristiche di aerazione dei
locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento
di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor. Per un idoneo microclima è necessario:
 garantire periodicamente l’aerazione naturale nell’arco della giornata in tutti gli ambienti
dotati di aperture verso l’esterno, dove sono presenti postazioni di lavoro, personale interno
o utenti esterni (comprese le aule di udienza ed i locali openspace), evitando correnti d’aria
o freddo/caldo eccessivo durante il ricambio naturale dell’aria;
 aumentare la frequenza della manutenzione / sostituzione dei pacchi filtranti dell’aria in
ingresso (eventualmente anche adottando pacchi filtranti più efficienti);
 in relazione al punto esterno di espulsione dell’aria, assicurarsi che permangano condizioni
impiantistiche tali da non determinare l’insorgere di inconvenienti igienico sanitari nella
distanza fra i punti di espulsione ed i punti di aspirazione;
 attivare l’ingresso e l’estrazione dell’aria almeno un’ora prima e fino ad una dopo l’accesso
da parte del pubblico;
 nel caso di locali di servizio privi di finestre quali archivi, spogliatoi, servizi igienici, ecc.,
ma dotati di ventilatori/estrattori meccanici, questi devono essere mantenuti in funzione
almeno per l’intero orario di lavoro;
 per quanto riguarda gli ambienti di collegamento fra i vari locali dell’edificio (ad esempio
corridoi, zone di transito o attesa), normalmente dotati di minore ventilazione o privi di
ventilazione dedicata, andrà posta particolare attenzione al fine di evitare lo stazionamento e
l’assembramento di persone, adottando misure organizzative affinché gli stessi ambienti
siano impegnati solo per il transito o pause di breve durata;
 negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione con apporto di aria esterna, tramite
ventilazione meccanica controllata, eliminare totalmente la funzione di ricircolo dell’aria;
 Relativamente agli impianti di riscaldamento/raffrescamento che fanno uso di pompe di
calore, fancoil, o termoconvettori, qualora non sia possibile garantire la corretta
climatizzazione degli ambienti tenendo fermi gli impianti, pulire in base alle indicazioni
fornite dal produttore, ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli
di filtrazione/rimozione adeguati.
 le prese e le griglie di ventilazione devono essere pulite con panni puliti in microfibra
inumiditi con acqua e sapone, oppure con alcool etilico al 75%;
 evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray
direttamente sui filtri per non inalare sostanze inquinanti, durante il funzionamento.
Per le attività di ristorazione, si applica quanto previsto nella specifica scheda.
SERVIZI ALLA PERSONA (ACCONCIATORI ED ESTETISTI)
Le presenti indicazioni si applicano al settore della cura della persona: servizi degli acconciatori,
barbieri ed estetisti.
 Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione.
 Consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, mantenere l’elenco delle presenze per
un periodo di 14 gg.
 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5
°C.
 La permanenza dei clienti all’interno dei locali è consentita limitatamente al tempo indispensabile
all’erogazione del servizio o trattamento. Consentire la presenza contemporanea di un numero
limitato di clienti in base alla capienza del locale (vd. punto successivo).
 Riorganizzare gli spazi, per quanto possibile in ragione delle condizioni logistiche e strutturali,
per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di
lavoro, sia tra i clienti.
 L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere fisiche adeguate a prevenire
il contagio tramite droplet.
 Nelle aree del locale, mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani dei
clienti e degli operatori, con la raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani.
Eliminare la disponibilità di riviste e materiale informativo di uso promiscuo.
 L’operatore e il cliente, per tutto il tempo in cui, per l’espletamento della prestazione, devono
mantenere una distanza inferiore a 1 metro devono indossare, compatibilmente con lo specifico
servizio, una mascherina a protezione delle vie aeree (fatti salvi, per l’operatore, eventuali
dispositivi di protezione individuale ad hoc come la mascherina FFP2 o la visiera protettiva, i
guanti, il grembiule monouso, etc., associati a rischi specifici propri della mansione).
 In particolare per i servizi di estetica, nell’erogazione della prestazione che richiede una distanza
ravvicinata, l’operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola.
 L’operatore deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche
(prima e dopo ogni servizio reso al cliente) e utilizzare camici/grembiuli possibilmente monouso
per gli estetisti. I guanti devono essere diversificati fra quelli utilizzati nel trattamento da quelli
usualmente utilizzati nel contesto ambientale.
 Assicurare una adeguata pulizia e disinfezione delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo
cliente e una adeguata disinfezione delle attrezzature e accessori. Igienizzazione delle postazioni
di lavoro dopo ogni cliente. Assicurare regolare pulizia e disinfezione dei servizi igienici.
 Favorire il regolare e frequente ricambio d’aria negli ambienti interni ed escludere totalmente,
per gli impianti di condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria.
 Sono inibiti, dove presenti, l’uso della sauna, il bagno turco e le vasche idromassaggio.
 La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa
il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In
ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, eventualmente in fase di prenotazione.
COMMERCIO AL DETTAGLIO
Le presenti indicazioni si applicano al settore del commercio al dettaglio.
 Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione.
 In particolar modo per supermercati e centri commerciali, potrà essere rilevata la temperatura
corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
 Prevedere regole di accesso, in base alle caratteristiche dei singoli esercizi, in modo da evitare
assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti.
 Garantire un’ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per l’igiene delle mani con soluzioni
idro-alcoliche, promuovendone l’utilizzo frequente da parte dei clienti e degli operatori.
 In caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti
monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce.
 I clienti devono sempre indossare la mascherina, così come i lavoratori in tutte le occasioni di
interazione con i clienti.
 L’addetto alla vendita deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idroalcoliche (prima e dopo ogni servizio reso al cliente).
 Assicurare la pulizia e la disinfezione quotidiana delle aree comuni.
 Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni ed escludere totalmente, per gli impianti di
condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria.
 La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa
il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In
ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche.
COMMERCIO AL DETTAGLIO SU AREE PUBBLICHE (mercati, fiere e mercatini degli hobbisti)
Misure generali
 Anche attraverso misure che garantiscano il contingentamento degli ingressi e la vigilanza degli
accessi, dovrà essere assicurato il rispetto dei punti 1, 4, 5, 6, 7 lett. c) e 8 dell’allegato 5 del
DPCM 26 aprile 2020:
 Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale;
 Accessi regolamentati e scaglionati in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove
possibile, i percorsi di entrata e di uscita.
 Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti
sistemi devono essere disponibili accanto ai sistemi di pagamento.
 Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e
bevande.
 Utilizzo di mascherine sia da parte degli operatori che da parte dei clienti, ove non sia possibile
assicurata il distanziamento interpersonale di almeno un metro.
 Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata: posizionamento
all’accesso dei mercati di cartelli almeno in lingua italiana e inglese per informare la clientela sui
corretti comportamenti.
Competenze dei Comuni
 I Comuni, a cui fanno riferimento le funzioni di istituzione, regolazione e gestione dei mercati,
delle fiere e dei mercatini degli hobbisti dovranno regolamentare la gestione degli stessi, anche
previo apposito accordo con i titolari dei posteggi, individuando le misure più idonee ed efficaci
per mitigare il rischio di diffusione dell’epidemia di Covid-19, assicurando il rispetto dei punti 1,
4, 5, 6, 7 lett. c) e 8 dell’allegato 5 del DPCM 26 aprile 2020, sopra elencati nelle misure generali,
tenendo in considerazione la loro localizzazione, le caratteristiche degli specifici contesti urbani,
logistici e ambientali, la maggiore o minore frequentazione, al fine di evitare assembramenti ed
assicurare il distanziamento interpersonale di almeno un metro nell’area mercatale.
 In particolare i Comuni nella propria regolamentazione dovranno prevedere idonee misure
logistiche, organizzative e di presidio per garantire accessi scaglionati in relazione agli spazi
disponibili per evitare il sovraffollamento dell’area mercatale ed assicurare il distanziamento
sociale.
 Al fine di assicurare il distanziamento interpersonale potranno altresì essere valutate ulteriori
misure quali:
 Corsie mercatali a senso unico;
 Posizionamento di segnaletica (orizzontale e/o verticale) nelle zone prossimali ai singoli banchi
e strutture di vendita per favorire il rispetto del distanziamento;
 Maggiore distanziamento dei posteggi ed a tal fine, ove necessario e possibile, ampliamento
dell’area mercatale;
 Individuazione di un’area di rispetto per ogni posteggio in cui limitare la concentrazione massima
di clienti compresenti, nel rispetto della distanza interpersonale di un metro.
 Ove ne ricorra l’opportunità i Comuni potranno altresì valutare di sospendere la vendita di beni
usati.
Misure a carico del titolare di posteggio:
 pulizia e igienizzazione quotidiana delle attrezzature prima dell’avvio delle operazioni di mercato
di vendita;
 è obbligatorio l’uso delle mascherine, mentre l’uso dei guanti può essere sostituito da una
igienizzazione frequente delle mani
 messa a disposizione della clientela di prodotti igienizzanti per le mani in ogni banco;
 rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro.
 Rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro dagli altri operatori anche nelle
operazioni di carico e scarico;
 In caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti
monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce;
 in caso di vendita di beni usati: igienizzazione dei capi di abbigliamento e delle calzature prima
che siano poste in vendita.
UFFICI APERTI AL PUBBLICO
Le presenti indicazioni si applicano al settore degli uffici, pubblici e privati, degli studi professionali
e dei servizi amministrativi che prevedono accesso del pubblico.
 Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione.
 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5
°C.
 Promuovere il contatto con i clienti, laddove possibile, tramite modalità di collegamento a
distanza e soluzioni innovative tecnologiche.
 Favorire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, consentendo la presenza contemporanea
di un numero limitato di clienti in base alla capienza del locale (vd. punto successivo).
 Riorganizzare gli spazi, per quanto possibile in ragione delle condizioni logistiche e strutturali,
per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di
lavoro, sia tra i clienti (ed eventuali accompagnatori) in attesa. Dove questo non può essere
garantito dovrà essere utilizzata la mascherina a protezione delle vie aeree.
 L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere fisiche adeguate a prevenire
il contagio tramite droplet.
 Nelle aree di attesa, mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani dei
clienti, con la raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani soprattutto dopo
il contatto con riviste e materiale informativo.
 L’attività di front office per gli uffici ad alto afflusso di clienti esterni può essere svolta
esclusivamente nelle postazioni dedicate e dotate di vetri o pareti di protezione.
 L’operatore deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche
(prima e dopo ogni servizio reso al cliente).
 Per le riunioni (con utenti interni o esterni) vengono prioritariamente favorite le modalità a
distanza; in alternativa, dovrà essere garantito il rispetto del mantenimento della distanza
interpersonale di almeno 1 metro e, in caso sia prevista una durata prolungata, anche l’uso della
mascherina.
 Assicurare una adeguata pulizia delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una
adeguata disinfezione delle attrezzature.
 Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni ed escludere totalmente, per gli impianti di
condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria.
PISCINE
Le presenti indicazioni si applicano alle piscine pubbliche, alle piscine finalizzate a gioco acquatico
e ad uso collettivo inserite in strutture già adibite in via principale ad altre attività ricettive (es.
pubblici esercizi, agrituristiche, camping, etc.). Sono escluse le piscine ad usi speciali di cura, di
riabilitazione e termale, e quelle alimentate ad acqua di mare.
 Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione. I frequentatori devono
rispettare rigorosamente le indicazioni impartite dagli istruttori e assistenti ai bagnanti. Il gestore
dovrà prevedere opportuna segnaletica, incentivando la divulgazione dei messaggi attraverso
monitor e/o maxi-schermi, per facilitare la gestione dei flussi e la sensibilizzazione riguardo i
comportamenti, mediante adeguata segnaletica.
 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5
°C.
 Divieto di accesso del pubblico alle tribune. Divieto di manifestazioni, eventi, feste e
intrattenimenti.
 Redigere un programma delle attività il più possibile pianificato in modo da dissuadere eventuali
condizioni di aggregazioni e da regolamentare i flussi degli spazi di attesa e nelle varie aree per
favorire il rispetto del distanziamento sociale di almeno 1 metro, ad eccezione delle persone che
in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo
aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Se possibile prevedere percorsi divisi per
l’ingresso e l’uscita.
 Privilegiare l’accesso agli impianti tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle presenze per
un periodo di 14 giorni.
 Organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze
di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite
barriere).
 Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche
qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo
degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.
 Dotare l’impianto/struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani dei
frequentatori/clienti/ospiti in punti ben visibili all’entrata, prevedendo l’obbligo di frizionarsi le
mani già in entrata. Altresì prevedere i dispenser nelle aree di frequente transito, nell’area
solarium o in aree strategiche in modo da favorire da parte dei frequentatori l’igiene delle mani
 La densità di affollamento nelle aree solarium e verdi è calcolata con un indice di non meno di 7
mq di superficie di calpestio a persona. La densità di affollamento in vasca è calcolata con un
indice di 7 mq di superficie di acqua a persona. Il gestore pertanto è tenuto, in ragione delle
aree a disposizioni, a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell’impianto.
 Regolamentare la disposizione delle attrezzature (sedie a sdraio, lettino) attraverso percorsi
dedicati in modo da garantire il distanziamento sociale di almeno 1,5 m tra persone non
appartenenti allo stesso nucleo familiare o conviventi.
 Al fine di assicurare un livello di protezione dall’infezione assicurare l’efficacia della filiera dei
trattamenti dell’acqua e il limite del parametro cloro attivo libero in vasca compreso tra 1,0 –
1,5 mg/l; cloro combinato ≤ 0,40 mg/l; pH 6.5 – 7.5. Si fa presente che detti limiti devono
rigorosamente essere assicurati in presenza di bagnanti. La frequenza dei controlli sul posto dei
parametri di cui sopra è non meno di due ore. Dovranno tempestivamente essere adottate tutte le
misure di correzione in caso di non conformità, come pure nell’approssimarsi del valore al limite
tabellare.
 Prima dell’apertura della vasca dovrà essere confermata l’idoneità dell’acqua alla balneazione a
seguito dell’effettuazione delle analisi di tipo chimico e microbiologico dei parametri di cui alla
tabella A dell’allegato 1 all’Accordo Stato Regioni e PP.AA. 16.01.2003, effettuate da apposito
laboratorio. Le analisi di laboratorio dovranno essere ripetute durante tutta l’apertura della piscina
al pubblico a cadenza mensile, salvo necessità sopraggiunte, anche a seguito di eventi occorsi in
piscina, che possono prevedere una frequenza più ravvicinata.
 Si rammentano le consuete norme di sicurezza igienica in acqua di piscina: prima di entrare
nell’acqua di vasca provvedere ad una accurata doccia saponata su tutto il corpo; è obbligatorio
l’uso della cuffia; è vietato sputare, soffiarsi il naso, urinare in acqua; ai bambini molto piccoli
far indossare i pannolini contenitivi.
 Regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi
igienici, cabine, attrezzature (sdraio, sedie, lettini, incluse attrezzature galleggianti, natanti etc.).
 Le attrezzature come ad es. lettini, sedie a sdraio, ombrelloni etc. vanno disinfettati ad ogni
cambio di persona o nucleo famigliare. Diversamente la sanificazione deve essere garantita ad
ogni fine giornata. Evitare l’uso promiscuo di oggetti e biancheria: l’utente dovrà accedere alla
piscina munito di tutto l’occorrente.
 Le piscine finalizzate a gioco acquatico in virtù della necessità di contrastare la diffusione del
virus, vengano convertite in vasche per la balneazione. Qualora il gestore sia in grado di assicurare
i requisiti nei termini e nei modi del presente documento, attenzionando il distanziamento sociale,
l’indicatore di affollamento in vasca, i limiti dei parametri nell’acqua, sono consentite le vasche
torrente, toboga, scivoli morbidi.
 Per piscine ad uso collettivo inserite in strutture già adibite in via principale ad altre attività
ricettive (es. pubblici esercizi, agrituristiche, camping, etc.) valgono le disposizioni del presente
documento, opportunamente vagliate e modulate in relazione al contesto, alla tipologia di piscine,
all’afflusso clienti, alle altre attività presenti etc.
 Si raccomanda ai genitori/accompagnatori di avere cura di sorvegliare i bambini per il rispetto del
distanziamento e delle norme igienico-comportamentali compatibilmente con il loro grado di
autonomia e l’età degli stessi.
 Le vasche che non consentono il rispetto delle indicazioni suesposte per inefficacia dei trattamenti
(es, piscine gonfiabili), mantenimento del disinfettante cloro attivo libero, o le distanze devono
essere interdette all’uso. Pertanto si suggerisce particolare rigoroso monitoraggio nei confronti
delle vasche per bambini.
 Tutte le misure dovranno essere integrate nel documento di autocontrollo in un apposito allegato
aggiuntivo dedicato al contrasto dell’infezione da SARS-CoV-2.
PALESTRE
Le presenti indicazioni si applicano a enti locali e soggetti pubblici e privati titolari di palestre,
comprese le attività fisiche con modalità a corsi (senza contatto fisico interpersonale).
 Predisporre una adeguata informazione sulle tutte le misure di prevenzione da adottare.
 Redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e
regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni;
mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5
°C.
 Organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro
(ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche
regolamentando l’accesso agli stessi.
 Regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi
e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza:
o almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica,
o almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa).
 Dotare l’impianto/struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani dei
frequentatori/clienti/ospiti in punti ben visibili, prevedendo l’obbligo dell’igiene delle mani
all’ingresso e in uscita.
 Dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, il responsabile della struttura assicura la
disinfezione della macchina o degli attrezzi usati.
 Gli attrezzi e le macchine che non possono essere disinfettati non devono essere usati.
 Garantire la frequente pulizia e disinfezione dell’ambiente, di attrezzi e macchine (anche più
volte al giorno ad esempio atra un turno di accesso e l’altro), e comunque la disinfezione di
spogliatoi (compresi armadietti) a fine giornata.
 Non condividere borracce, bicchieri e bottiglie e non scambiare con altri utenti oggetti quali
asciugamani, accappatoi o altro.
 Utilizzare in palestra apposite calzature previste esclusivamente a questo scopo.
 Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche
qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo
degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.
 Per quanto riguarda il microclima, è fondamentale verificare le caratteristiche di aerazione dei
locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento
di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor. Per un idoneo microclima è necessario:
 garantire periodicamente l’aerazione naturale nell’arco della giornata in tutti gli ambienti
dotati di aperture verso l’esterno, dove sono presenti postazioni di lavoro, personale interno
o utenti esterni (comprese le aule di udienza ed i locali openspace), evitando correnti d’aria
o freddo/caldo eccessivo durante il ricambio naturale dell’aria;
 aumentare la frequenza della manutenzione / sostituzione dei pacchi filtranti dell’aria in
ingresso (eventualmente anche adottando pacchi filtranti più efficienti);
 in relazione al punto esterno di espulsione dell’aria, assicurarsi che permangano condizioni
impiantistiche tali da non determinare l’insorgere di inconvenienti igienico sanitari nella
distanza fra i punti di espulsione ed i punti di aspirazione;
 attivare l’ingresso e l’estrazione dell’aria almeno un’ora prima e fino ad una dopo l’accesso
da parte del pubblico;
 nel caso di locali di servizio privi di finestre quali archivi, spogliatoi, servizi igienici, ecc.,
ma dotati di ventilatori/estrattori meccanici, questi devono essere mantenuti in funzione
almeno per l’intero orario di lavoro;
 per quanto riguarda gli ambienti di collegamento fra i vari locali dell’edificio (ad esempio
corridoi, zone di transito o attesa), normalmente dotati di minore ventilazione o privi di
ventilazione dedicata, andrà posta particolare attenzione al fine di evitare lo stazionamento e
l’assembramento di persone, adottando misure organizzative affinché gli stessi ambienti
siano impegnati solo per il transito o pause di breve durata;
 negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione con apporto di aria esterna, tramite
ventilazione meccanica controllata, eliminare totalmente la funzione di ricircolo dell’aria;
 Relativamente agli impianti di riscaldamento/raffrescamento che fanno uso di pompe di
calore, fancoil, o termoconvettori, qualora non sia possibile garantire la corretta
climatizzazione degli ambienti tenendo fermi gli impianti, pulire in base alle indicazioni
fornite dal produttore, ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli
di filtrazione/rimozione adeguati.
 le prese e le griglie di ventilazione devono essere pulite con panni puliti in microfibra
inumiditi con acqua e sapone, oppure con alcool etilico al 75%;
 evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray
direttamente sui filtri per non inalare sostanze inquinanti, durante il funzionamento.
 Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche
qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo
degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.
MANUTENZIONE DEL VERDE
 La consegna a domicilio del cliente di piante e fiori per piantumazioni deve avvenire nel rispetto
delle indicazioni fornite in relazione al trasporto dei prodotti. Se il personale effettua la consegna
del prodotto, vige l’obbligo di mascherina (se non è possibile rispettare la distanza di almeno 1
mero) e di guanti.
 Tutte le operazioni di pulizia devono essere effettuate indossando dispositivi di protezione
(mascherina, guanti, occhiali) e aerando i locali chiusi, individuando il personale dedicato
(lavoratori della stessa azienda o personale esterno).
 Le operazioni di pulizia di tutte le superfici (in particolare all’interno dei locali spogliatoi, dei
servizi igienici e negli altri luoghi o spazi comuni) dovranno avere cadenza giornaliera utilizzando
comuni detergenti; mezzi di trasporto, macchine (trattori con uomo a bordo o senza uomo a bordo,
PLE) e attrezzature dovranno avere cadenza giornaliera utilizzando comuni detergenti.
 Le operazioni di disinfezione periodica devono interessare spogliatoi, servizi igienici e spazi
comuni, comprese le macchine e le attrezzature (PLE, motoseghe, decespugliatori, rasaerba, scale,
forbici) con particolare attenzione se a noleggio.
 L’azienda dovrà mettere a disposizione idonei mezzi detergenti, dovrà inoltre rendere disponibile
all’interno dei locali e degli automezzi utilizzati per raggiungere i cantieri i dispenser di gel
idroalcolici per le mani.
 Deve essere regolamentato l’accesso agli spazi comuni (quali, ad esempio, spogliatoi, zona
pausa caffè) limitando il numero delle presenze contemporanee ed il tempo di permanenza, con
il rispetto in ogni caso del criterio della distanza di almeno 1 metro fra le persone.
 Relativamente alla protezione delle mani, in considerazione del rischio aggiuntivo derivante da
un errato impiego di tali dispositivi, si ritiene più protettivo consentire di lavorare senza guanti
monouso e disporre il lavaggio frequente delle mani con soluzioni idroalcoliche secondo
opportune procedure aziendali (fatti salvi i casi di rischio specifico associati alla mansione
specifica o di probabile contaminazione delle superfici).
 Allestimento del cantiere: i lavoratori in tutte le fasi di delimitazione del cantiere, apposizione
segnaletica, scarico materiali e attrezzature devono mantenere le distanze di sicurezza. Il
distanziamento attraverso l’apposizione di idonea segnaletica e/o recinzione di cantiere deve
essere garantito anche nei confronti di committenti e/o cittadini.
 Operazioni di potatura o abbattimento alberi: l’operatore alla guida del trattore o macchine
semoventi cabinate deve trovarsi da solo, sia durante le fasi di spostamento sia durante le fasi di
lavorazione. Evitare se possibile l’uso promiscuo di macchine semoventi cabinate o,
preliminarmente, effettuare la pulizia e disinfezione della cabina e delle superfici della macchina.
Anche nel caso di uso promiscuo delle attrezzature, ad esempio motoseghe, si consiglia,
preliminarmente, la disinfezione delle parti che possono veicolare il contagio.
 Attività di sfalcio, piantumazione, creazione e cura di aree verdi: evitare se possibile l’uso
promiscuo di trattorini o macchine semoventi quali escavatori, preliminarmente effettuare la
pulizia e la disinfezione delle superfici delle attrezzature.
MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
Le presenti indicazioni si applicano per enti locali e soggetti pubblici e privati titolari di musei, archivi
e biblioteche e altri luoghi della cultura.
 Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione da adottare.
 Definire uno specifico piano di accesso per i visitatori (giorni di apertura, orari, numero massimo
visitatori, sistema di prenotazione, etc.) che dovrà essere esposto e comunque comunicato
ampiamente (es. canali sociali, sito web, comunicati stampa).
 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5
°C.
 I visitatori devono sempre indossare la mascherina.
 Il personale lavoratore deve indossare la mascherina a protezione delle vie aeree sempre
quando in presenza di visitatori e comunque quando non è possibile garantire un distanziamento
interpersonale di almeno 1 metro.
 L’area di contatto tra personale e utenza all’ingresso, laddove possibile, può essere delimitata da
barriere fisiche adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.
 In tutti i locali mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani.
 Redigere un programma degli accessi pianificato (es. con prenotazione online o telefonica) che
preveda il numero massimo di visitatori presenti e regolamentare gli accessi in modo da evitare
condizioni di assembramento e aggregazione.
 Quando opportuno, predisporre percorsi ed evidenziare le aree, anche con segnaletica sul
pavimento, per favorire il distanziamento interpersonale e che prevedano una separazione tra
ingresso e uscito.
 Assicurare una adeguata pulizia e disinfezione delle superfici e degli ambienti, con particolare
attenzione a quelle toccate con maggiore frequenza (es. maniglie, interruttori, corrimano, etc.).
Assicurare regolare pulizia e disinfezione dei servizi igienici. La pulizia di ambienti ove siano
esposti, conservati o stoccati beni culturali, devono essere garantiti con idonee procedure e
prodotti
 Favorire, ove possibile, il regolare e frequente ricambio d’aria negli ambienti interni ed escludere
totalmente, per gli impianti di condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria.
 L’utilizzo di ascensori, dove possibile, va limitato e riservato a persone con disabilità motoria.
 Regolamentare l’utilizzo di eventuali depositi e guardaroba.
 Eventuali audioguide o supporti informativi potranno essere utilizzati solo se adeguatamente
disinfettati al termine di ogni utilizzo. Favorire l’utilizzo di dispositivi personali per la fruizione
delle informazioni.
 Eventuali attività divulgative dovranno tenere conto delle regole di distanziamento sociale e si
suggerisce di organizzare le stesse attraverso turni, preventivamente programmati e privilegiando
gli spazi aperti.
 Per quanto concerne il trattamento di fondi documentari e collezioni librarie, non potendo essere
sottoposti a procedure di disinfezione poiché dannosi per gli stessi, si rimanda alle procedure di
stoccaggio in isolamento degli stessi dopo il loro utilizzo.