Ultimo aggiornamento lunedì 25 Set 2017 16:35
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L’abruzzese in trasferta: ecco le 9 cose che lo rendono “inconfondibile”

Che sia per vacanza, per studio o per lavoro, l’abruzzese in giro per l’Italia o per il mondo ha le sue peculiarità che lo rendono facilmente riconoscibile.
Ci sono infatti dei gesti, delle parole o delle azioni che il “nativo d’Abruzzo” pronuncia o compie in maniera praticamente sistematica ogni volta che varca i confini regionali. Ecco quindi le 9 cose che caratterizzano l’abruzzese in trasferta:

  • 1 – Prima di affittare una casa controlla i balconi (o il giardino) per vedere se si possono fare le rostelle
  • 2 – E dopo aver appurato la presenza dell’area per la fornacella, il secondo passo è trovare il “bar” di riferimento (del quartiere, del paese o della città)
  • 3 – Al primo brindisi parte “roppoppò” o “..e la mamma al balcon…”
  • 4 – In Sicilia o in Valle d’Aosta porta la borsa termica con gli arrosticini: pure chi sta lontano dall’Abruzzo “li deve provà”
  • 5 – La prima tappa obbligata subito dopo la partenza è per “sdijunare” (Il percorso non è da un punto “A” a un punto “B”, ma “A-sdiuno-B”)
  • 6 – L’abruzzese in trasferta deve spiegare ai “forestieri” che Abruzzo si scrive con una sola “B
  • 7 – Chiarita la questione della B (anche se per lo stesso abruzzese alla fine si pronuncia “Abbbbruzze”), il forestiero, da qualunque parte del mondo venga, deve essere messo al corrente che in Abruzzo “Nghe mezz’ore si pò ì da la mundagne e la nev’ a lu mar’
  • 8 – La “trasferta” è ufficialmente iniziata se ti è stata pronunciata la frase: “Nin ti fa arcunosc’
  • 9 – L’abruzzese di ritorno da una trasferta (per studio, vacanza o lavoro), ha l’obbligo di rispondere alla domanda (di nonni e zii): “ti si fatt’ la/lu spos?

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Per vedere le 10 cose che permettono di riconoscere l’abruzzese in strada clicca su QUESTO LINK

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