Ultimo aggiornamento mercoledì 18 Gen 2017 21:10
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L’ex assessore Sulpizio: «Di solito non si cambiano i giocatori ma l’allenatore (sindaco)»

«Equilibrio politico da raggiungere o disfunzioni funzionali sono concetti che non comprendo. Non ho timore a dichiarare che questa è solo un’operazione di facciata, si è parlato di primo e secondo tempo di una partita ma questo non è un rilancio dell’azione amministrativa e poi di solito si taglia l’allenatore, non i giocatori».

Ha atteso più di una settimana per rompere il silenzio e raccontare, con la giusta e dovuta serenità, il suo punto di vista in merito all’esclusione dalla giunta comunale di Pescara decisa dal sindaco Marco Alessandrini. Parliamo di Adelchi Sulpizio che è stato estromesso dall’Esecutivo cittadino al pari di Sandra Santavenere e Veronica Teodoro per far posto ai nuovi assessori Stefano Civitarese, Loredana Scotolati e Antonella Allegrino.

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Bilancio, Tributi e Politiche della Casa le 3 pesanti deleghe in capo a Sulpizio che, attraverso una serie di dati e numeri, dimostra come il suo operato fosse inappuntabile da parte del primo cittadino. «Dopo che fai per 5 anni l’opposizione, il tuo obiettivo è quello di trasformare in atti amministrativi le tue idee. Quando mi diedero le Politiche della Casa, mi dissero che sarebbe stata una rogna, ma noi abbiamo assegnato le case, 61 nel solo 2016, senza nessuna asssegnazione straordinaria, ma solo rispettando la graduatoria. Come Comune abbiamo messo un milione di euro per ristrutturare gli alloggi Ater e 426mila euro per la manutenzione degli alloggi comunali, oltre alla posa della prima pietra per la palazzina di edilizia convenzionata di via Pepe, per un costo di un milione e 400mila euro».

Poi Sulpizio elenca i dati relativi al Bilancio: «Il 22 luglio del 2015 quando ho preso il Comune eravamo sotto di 889mila euro e andavamo in anticipo di cassa con più interessi e spese, ora ho lasciato a 10 milioni 843mila euro. Questo denaro in cassa non si è creato con la bacchetta magica ma con l’anticipo della Tari e poi si spende quando ci sono i soldi in cassa con previsioni di pagamento. Nel mio mandato non ho fatto una sola anticipazione di cassa. Da 19 milioni di fondi vincolati siamo passati a 8 e i tempi medi di pagamento alle imprese era di 120 giorni nel secondo trimestre del 2015 e ora è di 52 giorni. Gli atti di liquidazione in gestione sono passati da 17.628 a 2.154».

Inoltre l’ex assessore ricorda come siano state abbattute le spese per telefono (da 405mila euro a 331mila, 218mila la previsione del 2016), autoparco (da 597mila euro a 497mila), smaterializzazione dei documenti (da 146mila euro a 127mila). Ridotta anche la spesa corrente passata da 103 milioni di euro del 2014, ai 96 dello scorso anno, agli 80 di previsione del 2016 e l’indebitamento passato da 144 milioni di euro del 2015 a 137 milioni. «Tutto questo», sottolinea Sulpizio, «e non abbiamo aumentato le tasse. Con la mia ultima delibera abbiamo rottamato 17 auto Panda e abbiamo preso a noleggio, 165 euro al mese più iva, 4 Panda alimentate a gpl. Una società privata mi avrebbe assegnato un premio, qui invece mi cacciano».

«Esco a testa alta», conclude Sulpizio, «e sono onorato di quanto fatto, la politica si può fare anche fuori dai palazzi. Questi risultati sono frutto del solo lavoro e ora farò un’attenta verifica su come andranno avanti, visto che è al politica che deve adeguarsi al bilancio e non viceversa. Un consigliere mi ha detto che forse proprio questa idea è stata la mia rovina. Ma non lascio la politica e il mio obiettivo è quello di tornare in queste stanze per continuare a fare il mio lavoro».


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