Ultimo aggiornamento giovedì 19 Set 2019 17:40
Search

Mettersi in proprio e aprire partita IVA: i consigli sempre validi da seguire

Sono sempre di più i giovani, ma non solo, che sognano di mettersi in proprio. Si tratta, tuttavia, di un percorso che va fatto seguendo degli step ben precisi ed è per questo motivo che è importante sapere in che modo muoversi prima di aprire partita IVA e avviare un’attività tutta propria.

Quando si ha intenzione di mettere in piedi un progetto imprenditoriale è sempre necessario studiare tutto prima di procedere. Questo perché ci si assume un certo rischio e non si deve lasciare nulla al caso.

Inserisci il tuo codice AdSense qui

Studiare tutti i dettagli e tutte le possibilità, le agevolazioni, i benefici di cui si può usufruire è decisamente importante.

Cosa fare prima di mettersi in proprio

Ecco, quindi, che risulta essere utile andare a capire quali sono i consigli da seguire. Diventare imprenditori e avviare un’attività non sempre è cosa semplice: per questo motivo studiare e analizzare il settore e la situazione in quel preciso momento storico è il primo consiglio da seguire.

Del resto, va da sé: per avere successo si devono fare prima di tutto piccoli passi, ben ponderati. Solo facendo attenzione e preparando un piano di attacco si può mettere radici nel settore di propria preferenza. Se si va allo sbaraglio, invece, puntando subito al successo ma senza avere basi e conoscenze del settore, si rischia di fallire.

Studiare, quindi, è sempre importante. Cosa? Il settore, la concorrenza, il servizio che si vuole offrire o il bene che si vuole vendere. Tutto deve essere analizzato attraverso una ricerca approfondita. Se si vuole avere successo in un determinato settore è indispensabile scoprire tutto quello che riguarda quest’ultimo. Non si può pensare, ad esempio, di inserirsi in una nicchia di mercato senza conoscerla.

Inoltre, si dovranno anche studiare i competitor e, soprattutto, si dovrà individuare il target dei possibili clienti interessati al bene o al servizio. Dopo aver fatto tutto ciò e dopo aver individuato anche quelli che, per le loro competenze, potrebbero essere i membri del team di lavoro, si deve passare ad business plan vero e proprio.

Quando si decide di mettersi in proprio, i costi e le spese per investimenti che andranno sostenute devono essere calcolate con attenzione. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile capire se il progetto sia, o meno, sostenibile o se si hanno bisogno di aiuti esterni come, ad esempio, dei finanziamenti. A questo punto, poi, è importante anche andare a chiedere il confronto con chi in questo settore ci lavora, come ad esempio gli esperti di contributipmi.it, punto di riferimento per la Campania.

Loro potranno risolvere tutti i dubbi in merito a finanziamenti, agevolazioni e tutto quello che potrebbe servire per aprire un’attività in proprio.

Nel business plan dovranno rientrare anche gli obiettivi che ci si propone di perseguire e la linea da seguire per attaccare il mercato di proprio interesse. Si tratta, quindi, di una sorta di compendio di linee guida per riuscire a ottenere quello che si desidera.

Solo dopo aver messo sul piatto della bilancia tutto questo, si potrà capire se sia il caso di aprire un’attività per conto proprio.

Se la risposta a tutti i quesiti che ci si pone è positiva, allora non rimane che recarsi presso l’Agenzia delle Entrate e aprire la partita IVA, dando inizio a questa avventura che potrebbe cambiare la vita di chi la vive. Dopo averlo fatto, poi, non rimane che andare a individuare la forma giuridica della propria attività. Esistono, in Italia, diverse tipologie di azienda e, pertanto, è necessario andare a scegliere quella più consona alle proprie esigenze e al progetto che si vuole sviluppare.