Ultimo aggiornamento mercoledì 16 Ago 2017 21:21
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Caso Donatella Grosso, l’avvocato Frazzitta annuncia una importantissima novità

«Caso Grosso: trovato in un campo, in zona compatibile con gli ultimi spostamenti di Donatella, scheletro di donna, morta negli anni ’90 dell’età di 30 anni circa, abbiamo chiesto subito di procedere alla comparazione con il Dna dei genitori e siamo in attesa».

Con un post su Facebook, l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale della famiglia Grosso, annuncia l’importantissima novità sulla pluridecennale vicenda della scomparsa di Donatella. Dopo quasi 21 anni è ancora senza soluzione uno dei casi di scomparsa più intricati e misteriosi mai accaduti in Abruzzo, ma forse si è a una svolta. La giovane sparì nel nella la notte del 26 luglio 1996 portandosi con sé mille misteri che quattro lustri di indagini e lotte non hanno ancora svelato.

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Quella sera, Donatella intorno alle 23:30 uscì di casa a Francavilla al Mare con due grosse valige per non farvi più ritorno. Il ragazzo, che in realtà aveva una storia parallela con una fidanzata ufficiale, sostiene di averla portata alla stazione di Pescara, dove però nessuno la vide. Iniziò così una storia triste, con mille accadimenti strani. E quando si è nella terra degli scomparsi, il rischio di cadere nell’oblio è dato dai riflettori che si spengono tristemente su una vicenda insoluta. Lo sa bene il legale della famiglia, l’avvocato Frazzitta, lo stesso di Piera Maggio, madre della piccola Denise Pipitone.

Ed è proprio lui che ha cercato di tenere vivo l’interesse dell’opinione pubblica con un accorato post sulla sua pagina ufficiale Facebook qualche giorno fa, poco prima di dare, sempre a mezzo social, l’annuncio dello sviluppo. La giustizia deve fare il suo corso, ma mantenere alta la soglia di attenzione dei cittadini è un mezzo assolutamente propedeutico al fine di conoscere la verità.

«Archiviazioni, indagini, distruzioni di conversazioni telefoniche, dichiarazioni mendaci, massoneria, magistrati scontrosi, subdole insinuazioni, segnalazioni senza traccia, ritrovamento di amabili resti e di nuovo richiesta di riapertura di indagini, corpi senza nome, morte presunta e opposizione alla dichiarazione di morte presunta. Tutto questo è la tragica vicenda della scomparsa di una ragazza che amava la vita e che si fidava dell’uomo», ha scritto Frazzitta. «Dall’altro lato due anziani genitori che adoravano quella unica figlia più della loro stessa vita e che in una notte se la sono vista strappare via, senza se e senza ma», continua l’avvocato. «Ma la vita per i coniugi Grosso non è stata onesta e il professore Mario Grosso nell’ottobre del 2014 ci ha lasciati e le sue ultime parole sono state: “andate avanti per trovare la verità”. La signora Grosso curva sui suoi anni stanca di una giustizia senza risposte a quel punto ha chiesto la dichiarazione di morte presunta per dare seguito alle incombenze burocratiche derivanti dalla morte del marito. Ma anche lì la giustizia dopo quasi tre anni non dà risposte, non si pronuncia lasciando in un surreale limbo, mai prima accaduto nella storia della giustizia delle dichiarazioni di morte presunta, la povera e addolorata madre», continua. «In più arriva una richiesta di sequestro conservativo di tutti beni della signora come se fosse una pericolosa delinquente a cui bloccare e togliere tutto, anche quel poco che la vita le ha lasciato. Non si può e non si deve accettare tutto questo e noi al suo fianco lotteremo per fare in modo che la giustizia non si accanisca come ha fatto e sta facendo da molteplici anni e lo faremo nell’unico modo a noi possibile applicando le norme del codice affinchè quella povera madre non muoia sotto i colpi delle archiviazioni, indagini, distruzioni di conversazioni telefoniche, dichiarazioni mendaci, massoneria, magistrati scontrosi, subdole insinuazioni, segnalazioni senza traccia, ritrovamento di amabili resti e di nuovo richiesta di riapertura di indagini, corpi senza nome, morte presunta e opposizione alla dichiarazione di morte presunta».

Quasi 21 anni di silenzio assordante per la famiglia sulle sorti di Donatella ed un iter burocratico lento, faticoso e non senza errori che l’opinione pubblica fatica a comprendere: si saprà mai la verità?

Luciano Rapa